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Rossini celebra il centenario della nascita del fondatore

a cura di

Quando si parla di Made in Italy come orgoglio nazionale che ci porta prestigio in tutto il mondo spesso pensiamo ai grandi marchi della moda e del lusso, non altrettanto spesso diamo la dovuta considerazione a tutte quelle aziende italiane, piccole e medie, sviluppatesi nel dopoguerra portando occupazione e benessere nei propri territori.

Sono le aziende famigliari, che di padre in figlio sono cresciute su solide basi professionali ed etiche.

Sono le aziende che hanno fatto la storia d’Italia offrendo un contributo sostanziale alla crescita del benessere e del prestigio del nostro Paese fino a portarlo nel novero dei paesi industrializzati più avanzati al mondo.

La Rossini Trading spa è certamente da comprendere tra queste.

Specializzata nella produzione di abbigliamento per i professionisti, l’azienda è nata nel 1969 dall’imprenditorialità di Emilio Rossini, classe 1921 da Sedrina (BG).

Per celebrare i 100 anni dalla nascita del fondatore, purtroppo mancato nel 1998, i figli Tiziana, Wilma e Marco, tutti operativi in azienda, hanno voluto organizzare una giornata davvero speciale.

Nel corso della mattinata i tre fratelli si sono succeduti sul palco per ricordare insieme al pubblico di giornalisti e clienti l’incredibile storia storia del padre fondatore.

Nel filmato abbiamo sintetizzato i passaggi più curiosi e significativi.

L'articolo continua subito sotto...

Gli interventi sono stati mediati da Paolo Mieli, giornalista, storico, saggista ed opinionista di chiara e specchiata fama.

Al termine (vi consigliamo la visione del filmato fino in fondo), l’evento è stato coronato dalla spettacolare performance dell’artista internazionale Michaël Raivard, ideatore del Glitter Portrait (particolare tecnica pittorica, di grande impatto), che ha suscitato emozione tra gli spettatori realizzando tre originalissimi ritratti di Emilio Rossini direttamente sul tessuto firmato Rossini.

Il filmato dell’evento Rossini

Oltre ai racconti dei momenti significativi della vita del padre, ricordandone la genialità che lo ha reso protagonista dell’imprenditoria italiana, ma anche la semplicità e l’umiltà che non hanno mai smesso di contraddistinguerlo, c’è stato anche spazio per raccontare la storia dell’azienda, dal passato, al presente e al futuro.

Marco Rossini, Presidente e AD di Rossini, ha voluto sottolineare le circostanze insolite che hanno portato alla nascita dell’azienda.

Da 0 a 30 milioni di fatturato

Era il 1969 quando a Valpiana, piccolo comune vicino a Bergamo, il parroco chiese a Emilio Rossini di inventarsi un business per dare lavoro alla sua comunità.

Certo non si aspettava che dall’idea di cucire e rattoppare gli abiti di altre persone sarebbe nata un’impresa che oggi supera i 30 milioni di fatturato e può contare un centinaio di collaboratori.

Nonostante la crisi degli anni ‘70 Rossini è riuscita a crescere, diventando un punto di riferimento per l’abbigliamento professionale, tanto che nel 1990 si è dovuta trasferire dalla Val Brembana a Bergamo, per la necessità di avere maggiore spazio per i numerosi nuovi prodotti.

Già nel 2001, con grande lungimiranza, l’azienda si è dotata di un programma di gestione ordini totalmente automatizzato e gestito in radiofrequenza.

La crescita è stata rapida: nel 2009 è avvenuto il secondo trasferimento, a Seriate, in una sede da 20 mila metri quadrati coperti più 2500 mq di uffici.

L’attività non si è arrestata nemmeno di fronte all’emergenza sanitaria: nel maggio 2020 Rossini ha prodotto una tuta anti-covid totalmente made in Italy e distribuito mascherine chirurgiche con un quarto velo.

La vendita di questi prodotti ha permesso di compensare in parte, gli effetti dello stop forzato, con risultati di vendita molto positivi nel panorama generale.

L’acquisizione di Giblor’s

A giugno 2021 la società ha poi acquisito Giblor’s, azienda di Carpi leader del settore Ho.Re.Ca e specializzata in giacche da cuoco, prodotti per il wellness, divise per medici e dentisti.

Rossini ha così chiuso il 2021 con un fatturato di 32 milioni, cifra di molto superiore anche al 2019, e l’aggregazione delle due aziende ha permesso al gruppo di raggiungere i 42 milioni di fatturato.

I progetti futuri riguardano sostenibilità, innovazione continua e crescita – ha concluso Marco Rossini -, soprattutto all’estero: alla fiera di Düsseldorf, la più importante del settore, abbiamo presentato con orgoglio l’innovativa linea di abbigliamento Re-use Re-work, realizzata con poliestere riciclato derivante dalle bottiglie di plastica a fine vita. Per quanto riguarda il mercato, abbiamo registrato il 95% delle vendite in Italia, ma l’obiettivo è di aumentare la quota estera fino al 7% e sfondare, come gruppo, il tetto dei 50 milioni di fatturato già nel 2022”.

Maggio 2022

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