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Coltivare il rododendro

rododendro
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livio paretti

A cura di Livio Parietti

Il nome Rhododendron, albero delle rose, deriva del greco rhodon (rosa) e dendron (albero). Re degli arbusti, il rododendro è simbolo di eleganza, bellezza e temperanza e appartiene alla famiglia delle Ericacee.

È un arbusto ornamentale con foglie persistenti e viene generalmente coltivato in piena terra nei giardini prealpini. Alcune specie crescono grandi come alberi.

Il genere Rhododendron comprende più di 500 specie, è molto vario e viene coltivato anche in vaso.

È possibile acquistare sia la piantina che il seme, il nostro suggerimento è quello di orientarvi sulla piantina perché iniziare la coltivazione partendo dal seme è operazione complessa e necessita di tempi estremamente lunghi.

Una buona via di mezzo è la riproduzione per talea: procedete al lavoro nella stagione estiva o autunnale e utilizzate rami semi-legnosi di almeno 10 cm. eliminando le foglie. Impiantate questi rametti tenendo la zona di taglio verso il basso inserita in un prodotto che stimoli la radicazione, per esempio un composto di sabbia di bosco e perlite, che andrà sempre mantenuto umido. Il tutto va tenuto all’ombra fino a radicazione avvenuta (di solito occorrono circa 2 mesi), poi si può trasferire in un terriccio idoneo.   

I rododendri non sono difficili da coltivare in collina, è invece una pianta piuttosto delicata da crescere in pianura. Il loro habitat dev’essere riprodotto fedelmente ed è importante predisporre un substrato acido privo di calcio.

Il pH ideale oscilla tra 4 e 5,2 e se il giardino ha queste caratteristiche si coltivano in tutta tranquillità.

Al momento dell’interramento della pianta, sul fondo della buca sarà bene creare uno strato drenante composto da ghiaia e sassi. Si eviterà così il ristagno dell’acqua e la conseguente marcescenza delle radici.

I rododendri prediligono vivere in habitat freschi e umidi e questo condiziona l’esposizione. Il loro habitat ideale è la collina, con l’aumentare dell’altitudine aumenta anche la possibilità di esporre le piante alla luce solare. Al di sopra degli 800 metri, dove le estati non sono troppo torride, possiamo porre queste piante in pieno sole, a quote più basse sarà bene invece scegliere la zona più fresca e umida del giardino. La collocazione ideale sarà sotto gli alberi a foglia caduca o conifere.

Per l’irrigazione va preferita acqua senza calcare.

Nel mese di ottobre potrà essere utile spargere sulla superficie del terreno che li accoglie, uno strato di foglie in decomposizione o aghi di pino. Una buona dose di ammendante bovino o equino arricchirà il terreno e proteggerà le radici superficiali dal gelo invernale. In febbraio, invece, è bene spargere una moderata quantità di concime per piante acidofile; preferibilmente granulare a lenta cessione.

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Un commento:

  1. Avatar Livio ha detto:

    Ottimo




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