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Fermacarte in resina

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Irene Urru

A cura di Irene Urru

La resina consente di realizzare manufatti, piccoli o grandi, di grande impatto estetico e di grande soddisfazione. Possiamo fare dei piccoli orecchini, degli originali soprammobili, fino a un piano per un tavolo. E naturalmente molto altro ancora, tutto dipende dalla vostra fantasia e dallo stampo che riuscite a procurarvi.

In questo primo approccio con la resina vi proponiamo dei fermacarte, piuttosto semplici da realizzare e che vi consigliamo per prendere dimestichezza con un materiale, la resina appunto, che non è facile da maneggiare.

Prima di tutto qualche precisazione. Quando si parla di resina in realtà si parla sempre di due componenti: la resina e l’indurente, che vanno miscelati con attenzione, seguendo le indicazioni normalmente riportate sulle confezioni e facendo tesoro delle esperienze che farete sperimentando.

Tenete conto che esistono due tipi di resina, quella a rapida essicazione (da 4 a 7 giorni), più adatta per il bricolage e la realizzazione di oggetti piccoli e quella a lenta essicazione (15 giorni), tendenzialmente destinata ai professionisti o agli hobbisti più esperti, adatta per lavori di grandi dimensioni (per esempio il piano di un tavolo).

Noi abbiamo scelto la resina epossidica a breve essicazione della linea Sottosopra della Gapi Paints, molto comoda perché nella confezione troviamo resina e indurente in quantità proporzionate e tutte le istruzioni utili per fare un buon lavoro.

LO STAMPO PER LA RESINA

Come stampo in cui colare la resina potete usare qualsiasi contenitore in materiale plastico, oppure, molto comodi perché di consistenza morbida, potete acquistare degli stampi in silicone.

Essendo particolarmente malleabili gli stampi in silicone non si rovinano al momento dell’estrazione del manufatto in resina, quindi li potrete usare più volte. Per pulirli dagli eventuali residui di resina noi abbiamo utilizzato un panno e qualche goccia di acetone.

LA PREPARAZIONE DELLA RESINA

Prima di partire con il lavoro un’avvertenza importante. La resina, soprattutto nella fase di essicazione, ha bisogno di un ambiente caldo e asciutto, quindi nelle stagioni in cui la temperatura ambiente è inferiore ai 25° lavorate sempre dentro casa.

Per mostrarvi la corretta procedura abbiamo realizzato due tipi di fermacarte diversi con risultati estetici diversi. Nel primo caso abbiamo creato una piramide di resina con all’interno chiodi, viti, dadi e bulloni, nel secondo invece abbiamo realizzato una semisfera trasparente finita con il marchio di Bricoliamo, ovviamente voi potrete usare una foto o un disegno. VAI ALLA SEMISFERA TRASPARENTE IN RESINA.

Per prima cosa abbiamo aperto il barattolo della resina (contenitore A) e abbiamo mescolato “dolcemente” il contenuto con un bastoncino di legno (tipo quello dei ghiaccioli). Attenzione: se non avete a portata di mano un bastoncino come il nostro, in tutte le operazioni di miscelazione usate un cucchiaino o comunque qualcosa dalla superficie larga e appiattita; non usate mai cose appuntite (tipo uno stuzzicadente lungo o altro del genere) perché facilitano la formazione di bolle d’aria.

Dopo aver posato un bicchiere di plastica su una bilancia abbiamo versato nello stesso 100 grammi di resina. In un secondo bicchiere abbiamo dosato i 60 grammi di indurente (contenitore B). A questo punto, in un terzo bicchiere abbiamo versato i due componenti e abbiamo mescolato con il solito bastoncino, molto lentamente, la miscela. È sufficiente girare con il bastoncino per tre o quattro volte, non di più altrimenti si formano le fastidiose bolle d’aria.

LA PIRAMIDE METALLICA

Una volta preparata la resina possiamo cominciare a versarne una piccola dose nello stampo a piramide per poi aggiungere i primi chiodi e bulloni.

Essendo pesante la minuteria metallica andrà sempre verso il basso dello stampo, per questo motivo dobbiamo procedere con due o tre colate, sempre aggiungendo tra una e l’altra i chiodi e bulloni. Con l’ultima colata andremo a coprire il lavoro.

Come avete modo di vedere nel filmato è inevitabile la formazione di un certo numero di bolle d’aria durante la lavorazione, per eliminarle abbiamo usato una pipetta da laboratorio con la quale abbiamo aspirato quante più bolle possibile. Si tratta di un passaggio un po’ laborioso ma indispensabile per un buon risultato finale.

A questo punto non ci resta che aspettare l’essiccazione della resina: occorre circa una settimana avendo l’accortezza di posizionarla nei pressi di un calorifero o comunque in un punto caldo e asciutto della casa. Se vi viene in mente di accelerare l’essiccazione usando l’aria calda di un asciugacapelli, non fatelo, combinereste un grosso disastro e deformereste il vostro oggetto in maniera irrimediabile.

Una volta perfettamente asciutta, estraete con cura la piramide di resina dallo stampo e rifinite il bordo della base con una leggera passata di carta abrasiva.

ALTRE SOLUZIONI IN RESINA

Nel filmato vi mostriamo altre due soluzioni diverse da quella che abbiamo appena illustrato. La prima riguarda la medesima piramide dove all’interno, invece di chiodi e bulloni abbiamo messo glitter e stelline dorate.

In questo caso non sarà necessario procedere per strati perché i glitter una volta versati nello stampo con la resina si distribuiranno uniformemente in tutta la superficie. Le stelline invece, più pesanti, tenderanno al fondo.

L’altra soluzione che trovate nel filmato è composta da due strati di sassi divisi da uno strato di resina. In questo caso si dovrà procedere con una prima colata in cui immergere il primo strato di sassi, aspettare una prima solidificazione della resina per procedere con il secondo strato di sola resina. Infine, dopo la solidificazione dello strato di resina si procede con l’ultima colata in cui immergeremo lo strato di sassi.

Anche i questi casi la perfetta essiccazione l’avremo dopo una settimana.

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