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La muratura

La messa a terra, un alleato quasi invisibile

spina e lampadina
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A cura di Roberto Rosoni

Una doverosa premessa: con la corrente elettrica non si scherza e non ci si improvvisa “maghetti del fai-da-te”. Gli impianti elettrici di casa sono impianti che devono essere costruiti, modificati e manutenuti secondo certificazioni, norme e regole di legge che se non rispettate espongono a gravi rischi di incolumità, incendi, fino al vero e proprio pericolo di morte. Chiamare un elettricista costa più dell’arrangiarsi, ma ci lascia la certezza di vivere e far vivere i nostri cari in un ambiente sicuro. Abbiate pazienza, ma questo è un concetto che non mi stancherò mai di ripetere.

In tema di sicurezza elettrica, la componente fondamentale di un impianto è la “Rete di Messa a Terra”. Questa rete, facilmente distinguibile dal resto della rete elettrica perché collegata esclusivamente con fili di colore giallo/verde (e guai ad usare un qualsiasi altro colore!), ha il compito di “portare via”, letteralmente, qualsiasi dispersione di corrente elettrica mandandola verso la terra, cioè proprio nel terreno su cui giace la nostra abitazione.

Infatti, la rete di terra di una casa, o di un palazzo, è un complesso insieme di collegamenti stabiliti da regole di legge e di buona progettazione che termina sempre in uno o più pozzetti scavati nel terreno dove sono conficcati nello stesso delle lunghe “puntazze” a cui essa è collegata (ci sono anche altre soluzioni equivalenti, regolate da precise norme, scelte dal progettista dell’impianto).

All’altro capo essa arriva a tutti gli apparecchi fissi (lampadari, etc.) e a tutte le prese, su un morsetto che sempre reca il simbolo di messa a terra composto da una linea verticale e perpendicolare a tre linee orizzontali (vedi l’immagine in fondo all’articolo).

A questo morsetto sono collegate dal costruttore dell’apparecchio tutte le sue parti metalliche esterne. Quindi in caso di guasto per perdita di isolamento, se parti metalliche esterne di un apparecchio, come l’involucro di una lavatrice o i bracci di ottone di un bel lampadario, si trovano ad essere elettrificate, ecco che la rete di terra provvede a scaricare via questa corrente, per cui chi si trovasse a toccarle non rimarrebbe fulminato.

In realtà la completa sicurezza si ha con l’unione di una buona rete di terra con un altro dispositivo importantissimo presente nel quadro elettrico generale: l’interruttore differenziale, detto anche “salvavita”.

Vietatissimo, per ottime ragioni, usare come collegamento di terra tubi o altri elementi metallici che appartengono al fabbricato, ma non volutamente predisposti allo scopo. Quindi, se qualche sedicente esperto vi dice che “per avere una buona terra basta allacciarsi a un tubo dell’acqua o a un termosifone”, toglietegli il saluto, o almeno non fategli mai nemmeno cambiare una lampadina.

Com’è noto, nelle normali spine/prese italiane la terra è rappresentata dal perno/foro centrale, mentre nelle spine/prese tedesche, quelle tonde denominate “Schuko”, usate spesso anche in Italia per i grandi elettrodomestici, i perni/fori sono invece due perché il collegamento di messa a terra è affidato a due contatti laterali, raddoppiando la sicurezza della connessione.

Troppo spesso accade di aprire cavi di prolunga autocostruiti, o di controllare morsettiere di lampadari, e scoprire che i morsetti di terra non sono collegati. Si tratta di una deprecabile usanza che caratterizza l’elettricista improvvisato che crede di sapere quello che fa e invece predispone solo l’impianto a futuri guai.

C’è però un caso, uno solo, in cui è ammessa in sicurezza l’assenza del collegamento di terra. Sono i piccoli apparecchi, come ad esempio lampade da tavolo, piccoli elettrodomestici o i caricatori dei cellulari, che non hanno parti metalliche esposte. Questi sono definiti “a doppio isolamento” e hanno sempre nella targhetta tecnica di esercizio un simbolo composto da due quadrati uno dentro l’altro (vedi l’immagine in fondo all’articolo).

Questi apparecchi sono gli unici che hanno una spina a soli due perni, in quanto non ci sarebbe modo di collegare a terra un involucro metallico che non c’è. È l’unico caso di apparecchi senza terra, ma in tutti gli altri casi, cioè quelli in cui il morsetto col simbolo di terra è presente, il collegamento col filo giallo/verde è doveroso.

Quindi non facciamoci ingannare dal fatto che a un apparecchio per funzionare bastino i due fili dell’alimentazione elettrica: la messa a terra è lì, silente, per assicurarci che in caso di guasto l’apparecchio non si trasformi in una trappola potenzialmente mortale. Scusate se è poco.

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