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Acqua potabile, controlli rafforzati e nuove regole contro PFAS e Legionella
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La qualità dell’acqua potabile non si misura più soltanto alla fonte. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 102/2025, che recepisce la nuova direttiva europea sull’acqua destinata al consumo umano, il sistema di controllo viene esteso lungo l’intera filiera, fino al rubinetto di casa.
Le nuove disposizioni introducono obblighi più stringenti sul monitoraggio dei contaminanti chimici emergenti e rafforzano le misure di prevenzione dei rischi microbiologici, con particolare attenzione alla Legionella.
Nuovi obblighi per la qualità dell’acqua
Il decreto introduce un approccio basato sulla valutazione del rischio lungo tutto il percorso dell’acqua, dalla distribuzione agli impianti interni degli edifici.
Tra le principali novità figurano limiti più severi per i PFAS, il monitoraggio del TFA (acido trifluoroacetico), considerato uno dei contaminanti emergenti di maggiore interesse, e un sistema più strutturato per la prevenzione della Legionella attraverso la valutazione e il controllo degli impianti idrici.
L’obiettivo è garantire che l’acqua mantenga i requisiti di sicurezza non solo durante la distribuzione, ma anche nel tratto finale del percorso, quello che attraversa tubazioni, rubinetti e impianti domestici.
Legionella: l’Italia guida la classifica europea
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il contrasto alla Legionella, batterio responsabile di infezioni respiratorie potenzialmente gravi.
Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), l’Italia registra il più alto tasso di casi notificati in Europa, pari a 3,4 casi ogni 100.000 abitanti. Insieme a Francia, Germania e Spagna concentra circa il 71% delle segnalazioni europee.
Il batterio è naturalmente presente negli ambienti acquatici, ma può proliferare negli impianti idrici artificiali quando si verificano ristagni d’acqua o temperature favorevoli. Per questo motivo l’attenzione delle nuove norme si concentra soprattutto sugli edifici complessi, come ospedali, scuole e strutture ricettive, senza trascurare il contesto domestico.
Sotto osservazione anche PFAS e contaminanti emergenti
Accanto ai rischi microbiologici, cresce il livello di sorveglianza sulle sostanze chimiche che possono compromettere la qualità dell’acqua.
I PFAS rappresentano oggi uno dei principali ambiti di attenzione normativa, insieme ad altri contaminanti emergenti come il TFA.
Le nuove disposizioni puntano ad adeguare il sistema dei controlli alle più recenti evidenze scientifiche, rafforzando la tutela della salute pubblica attraverso parametri di monitoraggio più rigorosi.
Gli impianti interni diventano parte integrante dei controlli
Un cambiamento significativo riguarda gli impianti presenti all’interno degli edifici. Tubazioni, materiali impiegati e condizioni di utilizzo possono infatti modificare la qualità dell’acqua che raggiunge il consumatore finale.
Secondo quanto evidenziato in un recente comunicato di TÜV Italia, il controllo non potrà più limitarsi alla rete di distribuzione pubblica, ma dovrà comprendere anche l’intero sistema interno.
In questo scenario i laboratori accreditati assumono un ruolo sempre più strategico, affiancando aziende, enti e gestori nell’analisi e nella valutazione dei rischi lungo tutta la filiera.
Le buone pratiche per ridurre il rischio Legionella
La prevenzione passa anche da una corretta gestione degli impianti domestici. Tra le principali raccomandazioni degli esperti figurano:
- far scorrere l’acqua per alcuni minuti dopo lunghi periodi di inutilizzo, ad esempio nelle seconde case;
- pulire periodicamente soffioni doccia, rompigetto e rubinetti, eliminando calcare e biofilm;
- effettuare la manutenzione degli impianti e sostituire gli elementi deteriorati;
- mantenere puliti e igienizzati umidificatori e apparecchi per aerosolterapia.
È inoltre importante ricordare che la Legionella non si trasmette bevendo acqua contaminata né da persona a persona: il rischio è legato all’inalazione di microgoccioline d’acqua contaminate, come quelle generate durante la doccia.
La prevenzione assume quindi particolare rilevanza per anziani, persone immunodepresse e soggetti con patologie respiratorie croniche.
Luglio 2026













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