LA FAMIGLIA RACCOGLIE LA SFIDA E LA CASA DIVENTA TECNOLOGICA

LA FAMIGLIA RACCOGLIE LA SFIDA E LA CASA DIVENTA TECNOLOGICA

Completamente
diverso è il discorso sull’innovazione se chiudiamo il capitolo aziende
e manager e apriamo quello che vede come protagonista la famiglia, che, autonomamente, è cresciuta moltissimo in quanto a sensibilità e utilizzo delle nuove tecnologie. Le parabole installate, tra private e condominiali, sono circa 5 milioni
e gli abbonamenti a Sky Italia, unica piattaforma televisiva
satellitare presente in Italia, sono circa 2,6 milioni con la
prospettiva di raggiungere entro la fine del 2004 quota 3 milioni. Il
disavanzo tra i circa 5 milioni di parabole e gli abbonamenti a Sky
rappresenta quella quota di persone che hanno rinunciato alla pay TV
dopo la chiusura di Telepiù e Stream, rifiutandosi, legittimamente
s’intende, di commutare il proprio contratto su Sky ma comunque
mantenendo l’impianto di parabola e decoder in casa per accedere ai
canali satellitari in chiaro non compresi nel bouquet di Sky (per
esempio Rai Sport Satellite). A queste vanno aggiunte le persone che
hanno scoperto una vera passione per la ricerca e la visione dei canali
satellitari di tutto il mondo (anche in questo caso non serve
l’abbonamento a Sky), quelle che hanno maturato la passione per
l’offerta porno, particolarmente ricca di diversi canali satellitari e,
infine, quelle che, nonostante l’illegalità e gli ostacoli tecnologici
riescono ancora oggi a vedere i canali a pagamento senza essere
abbonati. Quest’ultimo è evidentemente il fenomeno della pirateria, che
in Italia, e solo in Italia (negli altri Paesi europei questo problema
non si è presentato), ha rappresentato nei primi anni di pay TV un
serio ostacolo allo sviluppo corretto del settore. Oggi il fenomeno
della pirateria appare molto ridimensionato. Per dovere di precisione
riporto i più recenti dati Audistar, indagine svolta da Eurisko
proprio sulla televisione satellitare in Italia, facendovi però
presente che mentre noi abbiamo finora parlato di famiglie, Audistar
parla di individui con età superiore ai 4 anni. Considerando che la
famiglia italiana ha una composizione media di 2,6 persone i conti, una
volta debitamente interpretati, tornano.

1° Periodo
02/04
2003
(.000)
1° Periodo
02/04
2003
(%)
2° Periodo
09/12
2003
(.000)
2° Periodo
09/12
2003
(%)
3° Periodo
01/04
2004
(.000)
3° Periodo
01/04
2004
(.%)
Popolazione
over 4 anni
55.696 100 55.696 100 55.696 100
Almeno una dotazione di
TV satellite
12.150 21,8 14.117 25,3 14.898 26,7
Hanno una parabola 11.698 21,0 14.098 25,3 14.867 26,7
Hanno una pay-tv  7.101 12,7 7.192 12,9 8.110 14,6
Di cui:
Hanno solo parabola e
non pay-tv
5.049 9,1 6.925 12,4 6.788 12,2
Hanno parabola e pay-tv  6.649 11,9 7.173 12,8 8.080 14,5
Nessuna dotazione  43.546 78,1 41.579 74,6 40.798 73,0

Fonte: Audistar-Eurisko

Ancora più importante è la penetrazione nelle case di computer e internet. Secondo i dati, relativi al 2003, annunciati dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, sono oltre il 50% delle famiglie italiane che possiedono un personal computer,
con un aumento del 24% rispetto a due anni fa. Un trend, quello del
personal computer, che non dimostra segni di cedimento, anzi nel corso
del 2003 si è verificato uno storico sorpasso: sono stati venduti in Italia 3.658.088 personal computer, contro 3.529.000 televisori. “E il divario – ha dichiarato il ministro – è destinato a salire. Le stime per il 2004 parlano di quasi 4 milioni di pc venduti, contro circa 3 milioni e mezzo di tv“.

In
questo 50% di famiglie che posseggono un computer circa il 75%, secondo
i dati Eurisko relativi al primo trimestre del 2004, si sono dotate di
un collegamento a internet e il 42% accede con una certa continuità alla rete.
Sul numero degli italiani che si collegano, consultano, usano internet
almeno una volta al mese se ne sono dette e lette tante. Ritengo che la
cifra più realistica da considerare sia intorno ai 14 milioni di persone,
dato su cui convergono sempre più istituti di ricerca, di queste, 9
milioni si collegano almeno una volta alla settimana e 4 milioni si
collegano tutti i giorni. Numeri importanti soprattutto se si considera
la rapidità del trend di crescita (nel 2000 gli utenti internet erano
poco più della metà rispetto agli attuali) e le potenzialità del
prossimo futuro fanno prevedere un ulteriore sviluppo
che potrebbe portare nei prossimi 5 anni il numero di utenti intorno
alle 24 milioni di unità, raggiungendo quello che si può presumere il
livello di saturazione della rete per quanto riguarda il mercato
italiano. Ricordiamoci che quasi il 30% delle famiglie che posseggono
un collegamento a internet attualmente non lo usano, ma con la
crescita, auspicabile e necessaria, dei contenuti e dei servizi offerti
dagli operatori della rete, lo useranno.

Il dato nazionale, se
declinato a livello regionale evidenzia una differenza piuttosto
significativa (7 punti percentuali) tra le regioni del nord (34,8%) e
il Mezzogiorno (28,1%), con l’unica eccezione rappresentata dalla
regione Campania che si colloca a quarto posto con un 33,5%.

Utenti di internet per regioni e aree territoriali
(val. % sulla popolazione con più di 18 anni)

 AREE TERRITORIALI VAL. %
A) LE PRIME SEI
1. Lombardia 36,3
2. Triveneto 36,2
3. Lazio 35,0
4. Campania 33,5
5. Piemonte/Valle d’Aosta 32,4
6. Toscana 31,9
B) LE GRANDI CIRCOSCRIZIONI TERRITORIALI
Nord-Ovest 34,8
Nord-Est 33,1
Centro Italia 29,1
Mezzogiorno 28,1
Fonte: Censis-Forum P.A. – aprile 2003

A dimostrazione della scarsa sensibilità verso l’innovazione dimostrata dalle imprese italiane è interessante rilevare come gli accessi alla rete, che fino al 1998 erano superiori dall’ufficio rispetto che da casa, oggi risultano assai più numerosi dal computer casalingo.

Molte
sono le imprese italiane che non consentono il collegamento a internet
dei computer dei propri dipendenti (si salvano giusto i dirigenti)
perché ritengono che questo porti inevitabilmente ad una perdita di
tempo sul lavoro. E’ un po’ lo stesso tipo di mentalità imprenditoriale
che negli anni ’80 vedeva l’installazione dei distributori automatici
di caffè o di bevande in azienda una fonte di dispersione del tempo da
dedicare al lavoro. Il tempo, le esperienze e le riflessioni sulla
cosiddetta “total quality
hanno fatto poi capire che non è così, anzi. Per quanto riguarda l’uso
di internet sono anche state fatte alcune ricerche che hanno dimostrato
che l’uso personale della rete dall’ufficio è inferiore al 25%
rispetto alla durata totale del collegamento (più del 75% è comunque
dedicato alla ricerca a favore del lavoro in azienda). Anche questo
dato, pur se in minima parte, si ripercuote sulla composizione del
target rappresentato dagli utenti di internet. Infatti, a fronte di
percentuali di utilizzo di internet tra i giovani: 68,1% dei ragazzi
tra i 18 e i 20 anni, si scende al 38,9% nella classe d’età 36-40, con
gli utenti quarantenni che risultano essere, con il 37,5%, poco al di
sopra della media.

 Categorie Classi di età % di utilizzatori
di internet
Giovanissimi  18/20 anni 68,1
Giovani 21/30 anni 54,8
31/35 anni 52,7
Adulti  36/40 anni 38,9
41/50 anni 37,5
Media italiana 32,0
Adulti maturi  50/60 anni 16,6
Anziani giovani  61/70 anni 6,1
Anziani oltre 71 anni 2,7

In
sostanza, lasciando ai capitoli seguenti il dettaglio delle
considerazioni sulle modalità di utilizzo della rete e quindi sui
contenuti che essa offre e quelli che dovrebbe offrire, possiamo
comunque rilevare come internet non sia più considerabile come un medium per pochi, anche se non è ancora arrivato ad essere, come invece è la TV generalista, un medium per tutti.

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