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I nuovi media per la comunicazione

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Quello che segue è il capitolo 4 del libro “Time Out: un momento di riflessione sulla TV satellitare, internet e il digitale terrestre tra tecnologia, politica e contenuti”, scritto da Mauro Milani nel 2005.

Adesso che abbiamo capito l’ambiente generale in cui i nuovi media si inseriscono possiamo cominciare ad entrare nel merito. Naturalmente partiamo dalle lezioni antique.

Già nel 1964, il sociologo Marshal Mc Luhan, nel suo volume “Gli strumenti del comunicare”, sosteneva che “il mezzo è il messaggio“, un concetto che sarebbe diventato centrale nelle riflessioni dei successivi decenni sui mezzi di comunicazione di massa. “In questo contesto – ci spiega Mc Luhan – può risultare illuminante l’esempio della luce elettrica. Essa è informazione allo stato puro. E’ un medium, per così dire, senza messaggio, a meno che non lo si impieghi per formulare qualche annuncio verbale o qualche nome. Questo fatto, comune a tutti i media, indica che il contenuto di un medium è sempre un altro medium. Il contenuto della scrittura è il discorso, così come la parola scritta è il contenuto della stampa e la stampa quello del telegrafo. Alla domanda: “Qual’è il contenuto del discorso?” si deve rispondere: “E’ un processo mentale in se stesso non verbale” … Il “messaggio” di un medium o di una tecnologia è nel mutamento di proporzioni, di ritmo o di schemi che introduce nei rapporti umani. La ferrovia non ha introdotto nella società né il movimento, né il trasporto, né la ruota, né la strada, ma ha accelerato e allargato le proporzioni di funzioni umane già esistenti creando città di tipo totalmente nuovo e nuove forme di lavoro e di svago … Torniamo alla luce elettrica. Che la si usi per un’operazione al cervello o per una partita di calcio notturna non ha alcuna importanza. Si potrebbe sostenere che queste attività sono in un certo senso il contenuto della luce elettrica, perché senza di essa non potrebbero esistere. Ma questo non fa che confermare la tesi secondo la quale “il medium è il messaggio”, perché è il medium che controlla e plasma le proporzioni e la forma dell’associazione e dell’azione umana.

I contenuti, invece, cioè le utilizzazioni, di questi media possono essere diversi, ma non hanno alcuna influenza sulle forme di associazione umana. E’ anche troppo tipico l’equivoco in virtù del quale il contenuto di un medium ci impedisce di comprendere le caratteristiche del medium stesso …La luce elettrica non appare a prima vista un medium di comunicazione proprio perché non ha contenuto. E questa è una prova senza pari di come la gente trascuri l’esame dei media. Soltanto quando viene usata per diffondere il nome di una marca, ci si accorge che la luce elettrica è un medium. Ci si accorge, cioè, non della luce ma del suo contenuto, in altre parole di quello che è di fatto un altro medium.

Detto questo, e dopo aver ringraziato l’intelligenza di McLuhan, risulta evidente  quanto sia importante conoscere i media che si hanno a disposizione per la diffusione dei propri messaggi nella loro essenza, indipendente dai contenuti che essi propongono in funzione della creazione di attenzione verso il loro target di riferimento. In questa fase quello che è interessante sottolineare riguarda gli aspetti legati al medium in sé, indipendentemente dai contenuti che propone.

Dei contenuti, argomento di straordinaria importanza e sicuramente chiave per lo sviluppo prossimo futuro della comunicazione, parlerò più avanti dedicando il giusto spazio. 

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