Coltivare il peperoncino

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Il peperoncino, come altre piantine di cui abbiamo parlato dalle pagine di Bricoliamo, è molto semplice da coltivare in quanto non richiede cure particolari, purchè si abbia l’umiltà di partire da una piantina alta circa 20 centimetri già “svezzata” in vivaio.

Partire nella coltivazione dal seme del peperoncino è tutt’altro che semplice, quanto meno alle nostre latitudini. Il seme di peperoncino per germinare ha bisogno di temperature piuttosto alte: tenete conto che se si superano i 25°C germoglierà in una settimana, con 20°C ci vorranno 3 o 4 settimane e con temperature sotto i 15°C o in presenza di forti sbalzi di temperatura il rischio che il seme marcisca è molto alto.

Ciò significa che se vogliamo seminare il nostro peperoncino in piena terra o in un vaso dovremo farlo nei mesi aprile o maggio nel centro e sud Italia, mentre al nord si dovranno aspettare i mesi di maggio o giugno. Considerando che il peperoncino necessita di circa 4 mesi per arrivare a piena maturazione, è evidente che tutto si complica perché ad agosto le ore di luce diminuiscono e da settembre le temperature calano, comportando un rallentamento della maturazione dei peperoncini. Tutto ciò significa che avremo la possibilità di raccogliere qualche esemplare solo nel caso di un autunno particolarmente favorevole.

Il problema si può risolvere in due modi. Il primo prevede la semina tra gennaio e marzo in un semenzaio o in una piccola serra a temperatura e umidità controllate, per poi trapiantare la piantina in piena terra o in un vaso al sopraggiungere dei primi caldi primaverili. Il secondo è quello invece, come abbiamo suggerito all’inizio di acquistare direttamente la piantina da un vivaista.

La cura della pianta di peperoncino è invece molto semplice. Al momento del trapianto, in piena terra o in vaso, aggiungete un po’ di concime organico alla terra e poi irrigate la piantina con regolarità, anche tutte le sere.

L’avvertenza più importante è quella di non esagerare con l’acqua per non creare ristagno. In particolare per la coltivazione in vaso sarebbe meglio evitare l’uso del sottovaso, proprio per far defluire al meglio l’acqua. Se non fosse possibile perché tenete il vaso sul balcone di casa e temete di fare, ad ogni irrigazione, la doccia agli inquilini del piano di sotto, controllate sempre che non ci sia ristagno d’acqua nel sottovaso.

Il peperoncino ama il caldo, quindi posizionatelo al sole o a mezz’ombra. L’unica differenza è che dopo una giornata assolata potrete notare che le foglie tendono ad afflosciarsi, non vi preoccupate, dopo la sua dose di acqua serale la piantina tornerà in perfetta forma. Se volete un peperoncino particolarmente piccante lasciatelo per le 48 ore prima del raccolto senza acqua.

Prima di concludere vi diamo qualche indicazione su quale varietà di peperoncino scegliere. Naturalmente la discriminante è la piccantezza dello stesso; se volete coltivare il peperoncino solo per piacere estetico allora la scelta sarà indipendente dal gusto.

Il livello della piccantezza di un peperoncino è dato dal sua contenuto di capsaicina. Per misurare la piccantezza si usa la Scala di Scoville che parte da zero con il peperone dolce, per arrivare a 16.000.000 con la capsaicina pura. Il peperoncino più piccante esistente al mondo è il Carolina Reaper, un peperoncino ibrido, ottenuto nel 2010 da Ed Currie, proprietario della PuckerButt Pepper Company  situata a Fort Mill, nella Carolina del Sud, con una gradazione Scoville compresa tra 2.000.000 e 2.200.000. Per dare un’idea tenete conto che lo spray irritante contro le aggressioni ha una gradazione di Scoville compresa tra 1.000.000 e 2.000.000.

Venendo a varietà di peperoncino più note e più alla portata, troviamo l’Habanero Red Savina, con una gradazione Scoville tra 350.000 e 500.000; l’Habanero normale, tra 100.000 e 350.000; il peperoncino di Cayenna, tra 30.000 e 50.000; il nostro peperoncino Calabrese, tra 10.000 e 30.000; il classico Jalapeno messicano, tra 5.000 e 15.000; fino ad arrivare alla Paprika, compresa tra 100 e 1.000.

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