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IL DIGITALE TERRESTRE E’ GRATUITO E INTERATTIVO

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IL DIGITALE TERRESTRE E’ GRATUITO E INTERATTIVO

In ogni caso quello che possiamo fare al momento è solo
registrare  le dichiarazioni dei protagonisti di questo sviluppo
per verificarle nel prossimo futuro. Un aspetto importante del digitale
terrestre è per esempio legato alla gratuità, aspetto che
dovrebbe essere in qualche modo obbligatorio perché  la sua
proposta (che dal 2006 diverrà sostanzialmente un’imposizione) non è
aggiuntiva all’attuale offerta, come nel caso dei canali satellitari,
ma sostitutiva. Quando il digitale terrestre sarà completamente
operativo gli attuali canali Rai, Mediaset, La7, ecc. li potremo
ricevere attraverso il set top box, in nessun altro modo. Sarebbe
quindi corretto che mantenessero completamente la loro caratteristica
di gratuità. In realtà, già oggi, l’unico editore che sta sostenendo la
tesi della completa gratuità è la Rai (Mediaset ha già annunciato la
predisposizione di offerte a pagamento, per esempio le partite di calcio).

Carlo Sartori, presidente di Rai Sat , nell’ambito del convegno “Visionario” tenutosi nell’aprile 2004, ha dichiarato: “L’esperienza
sinora maturata nei Paesi europei ha condotto all’affermazione del
modello free rispetto alla pay-TV nel digitale terrestre. La scelta del
modello free fa sì che lo sviluppo del digitale terrestre sia non
semplicemente un problema tecnologico-commerciale di una o più imprese
(come nel caso della pay-TV da satellite) ma la sfida di crescita di un
intero Sistema Paese. L’Italia è in linea con il modello free
prevalente in Europa
“.  Non ci crediamo, però speriamo e vigiliamo.

Quello che però è importante sottolineare tra le opportunità offerte dal digitale terrestre è l’interattività.
Tutti ne parlano, molti a sproposito. I manager della comunicazione più
illuminati delineano il perimetro del concetto di interattività
comprendendo i seguenti servizi: rispondere a questionari, ottenere
informazioni personalizzate, home banking, consultazione guide e
materiali TV, partecipare a sondaggi, fare attività specifiche di
distrazione, partecipare a giochi, condizionare il sistema multicamera,
home shopping e instant shopping.

Liquidata in questo modo
l’interattività appare come un supporto tecnologico che si mette a
disposizione del consumatore, il quale lo utilizza, pagando ben s’intende
(l’interattività funziona comunque mediante una connessione telefonica
a pagamento), o meno. In più, se andiamo ad analizzare i singoli
servizi che vengono compresi nel concetto di interattività, scopriamo
che l’home banking, l’home shopping e l’instant shopping, sono già
affermati, soprattutto il primo, nell’offerta internet, mentre la
partecipazione a quiz, sondaggi e questionari è un’attività già ben
presente nei programmi televisivi tramite telefono e sms. Per quanto
riguarda poi le informazioni personalizzate, la consultazione della
guida TV e le attività specifiche di distrazione (cioè guardo un film,
un evento sportivo o quant’altro e posso, contemporaneamente, accedere
a informazioni scritte sui protagonisti), anche in questo caso mi pare
di non intravedere nulla di nuovo sotto il sole: i programmi Tv li
abbiamo già oggi a disposizione gratuitamente da Televideo e per pochi
soldi dalle guide cartacee. Mi dicono che con l’interattività saranno
però bellissimi, con tante informazioni, con filmati, colori
consultabili con facilità e rapidità. Non ci sono dubbi, sarà una guida
Tv fantastica però, non so perché, ma ho la sensazione che il pubblico
proverà una certa nostalgia per il vecchio Televideo gratuito. Tutto
questo per dire che quella che oggi viene chiamata interattività, in
realtà, spesso, non sono altro che servizi già a nostra disposizione in una veste tecnologicamente più avanzata e raffinata.

L’interattività invece è una cosa serie, è il vero fronte dell’innovazione
che può e che deve essere percorso dal digitale terrestre. Occorre però
vincere la pigrizia e l’approssimazione, che della pigrizia è figlia,
bisogna approfondire le riflessioni, ridare ai termini il giusto
significato e ricordarci della lezione del Machiavelli (esperienza
delle cose moderne e lezione delle antique).

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