IL COMPUTER AGGREGA LA FAMIGLIA


IL COMPUTER AGGREGA LA FAMIGLIA

A fronte della
perdita del tradizionale focolare domestico costituito dalla
televisione, davanti alla quale ritrovarsi ogni sera, la famiglia
italiana, cattolica e con una vita propria che esula e comprende tutti
i suoi componenti, sembra comunque reagire cimentandosi nella ricerca
di centri alternativi di aggregazione. Il fenomeno che sta
molto lentamente accadendo ci sembra altamente positivo perché può
rappresentare un momento di crescita importante nei rapporti interni
alla famiglia, soprattutto tra genitori e figli. Infatti, mentre si sta
chiudendo l’era della televisione in quanto momento in cui guardare ed
ascoltare qualcosa insieme, si sta aprendo, grazie alla straordinaria
penetrazione del computer e di internet nelle case l’era del fare
qualcosa insieme.

Il computer e internet consentono di scambiarsi informazioni,
di giocare, di ascoltare musica, di suggerirsi siti umoristici o
documentaristici o semplicemente interessanti da visitare. Il tutto
rispettando quello che oggi, soprattutto per i genitori, ma anche per i
figli, è un valore, cioè la velocità. Contrariamente agli altri
media l’offerta di qualsiasi contenuto internet, salvo eccezioni, è
caratterizzata dalla brevità, quindi si può passare da un sito ad un
altro, da un immagine a un’altra, da un gioco a un altro con grande
velocità.

E’ esattamente l’opposto della televisione che richiede invece un’attenzione prolungata. Il vecchio telecomando è sostituito dal mouse,
con la differenza epocale che mentre il telecomando era lo scettro del
padrone di casa, il mouse è tendenzialmente guidato dal figlio
generando così una crescita della propria autostima e della stima del
genitore.

Su questo tema sono interessanti i risultati raggiunti da Eurisko
nell’ambito di un’indagine sul valore che gli strumenti tecnologici
stanno assumendo all’interno delle mura domestiche. Lo studio è stato
condotto su genitori e figli con un’età compresa tra i 15 e i 17 anni,
per un totale di 3,6 milioni di persone. Due le fasi principali:
un’analisi qualitativa che ha visto coinvolti alcuni gruppi, e una
quantitativa condotta su 500 genitori di varia estrazione sociale e
culturale.

All’interno di questo ampio panel il primo dato da
registrare è un incoraggiante 46% di genitori che usano il computer
anche a casa, contro un 28% che invece lo usa solo in ufficio. “Ed è
proprio intorno all’uso del computer – spiega Eurisko –  che in
molte famiglie scatta la scintilla che alimenta un canale di comunicazione e condivisione
relativo alle ricerche su internet, all’attività ludica, all’utilizzo
di programmi specifici per l’elaborazione delle foto o ai device per
l’ascolto della musica. Tant’è che il computer è visto dai genitori
come tecnologia “buona” che permette di essere sempre aggiornati. E’ un
valido supporto per lo studio”.

Probabilmente il mercato del bricolage
potrebbe trovare in internet un supporto molto importante alla
comunicazione. Infatti soddisfa tutte le esigenze da sempre ricercate
dagli uomini di marketing del bricolage: è un media economico, da la
possibilità di offrire didattica, consente di creare comunità, si può
configurare come un servizio di consulenza personalizzata al
consumatore e, se ben progettato, può incidere in maniera significativa
sull’immagine e sulla reputazione del brand dell’azienda o dell’insegna
distributiva.

La difficoltà, oggi, di utilizzare internet
in maniera proficua ed efficace per la comunicazione risiede nella
sostanziale assenza, in Italia, di esperti nella comunicazione in rete.
Internet, come peraltro tutti gli altri nuovi media (satellite/TV
tematiche, digitale terrestre/interattività, ADSL/collegamento internet
veloce e video on demand), soffre dell’incompetenza di chi lo gestisce.
Su questo specifico argomento suggeriamo la lettura dell’e-book
(gratuito, facilmente scaricabile in formato pdf) intitolato: “Time out:
un momento di riflessione sulla TV satellitare, internet e il digitale
terrestre. Tecnologia, politica e contenuto”, scritto da Mauro Milani e messo in rete con licenza Creative Common il 12 aprile 2005.

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