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L’ecommerce diventa davvero europeo

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Finalmente il Parlamento UE, Consiglio e Commissione hanno legiferato per mettere fine al cosiddetto Geoblocking. Diciamo finalmente perché per noi consumatori certamente si tratta di un vantaggio, per le aziende, soprattutto per quelle di piccole dimensioni forse un po’ meno, ma cominciano dal principio.

Il Geoblocking è quella forma di blocco geografico applicato da molti siti di ecommerce che non ci consente di comprare il prodotto desiderato da un sito ecommerce di un Paese diverso dal nostro. Quando vogliamo comprare un prodotto da un sito di ecommerce, tedesco, francese, spagnolo o di qualsiasi altro Paese UE, siamo spesso impossibilitati a farlo perché non ci viene consentita la registrazione, oppure l’acquisto si blocca quando si inserisce la destinazione della consegna oppure non viene accettato il pagamento (nonostante in Europa ci sia l’euro per tutti e precise direttive per l’armonizzazione dei sistemi di pagamento).

Un’altra situazione abbastanza consueta è che alla richiesta di acquisto si venga reindirizzati in un altro sito di ecommerce nazionale (nel nostro caso italiano) dove però non sempre ritroviamo esattamente il prodotto desiderato e soprattutto dove i prezzi sono diversi, normalmente a svantaggio dl consumatore, difficilmente il contrario.

Questo è il Geoblocking. La sua fine evidentemente non obbliga le aziende che gestiscono siti di ecommerce a vendere per forza in tutti i Paesi UE o a mantenere lo stesso prezzo in ogni Paese. Un sito di ecommerce, per esempio, francese può decidere di non vendere i propri prodotti, sempre per esempio, in Spagna per problematiche legate alla consegna o perché si ritiene l’operazione antieconomica. La differenza rispetto a ora è che i siti di ecommerce che fanno questo genere di scelta dovranno giustificarla presso gli organi di vigilanza preposti i quali potranno decidere, caso per caso, la validità delle giustificazioni e quindi accettare l’applicazione, per quel caso specifico, delle vecchie tecniche di geoblocking, oppure rimandare il tutto al mittente costringendolo ad aprire la possibilità di acquistare dal proprio sito a tutti i consumatori europei.

Il vantaggio fondamentale per noi consumatori sarà la possibilità di acquistare e confrontare i prezzi tra tutti i siti di ecommerce europei. Tutto ciò sarà possibile dalla fine del 2018, probabilmente riusciremo a godere di questo vantaggio per gli acquisti natalizi, perché la normativa entrerà in vigore nove mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, anche per dare il tempo ai gestori di siti ecommerce di organizzarsi adeguatamente.

Da questa normativa restano fuori i prodotti e i servizi soggetti al diritto d’autore, per intenderci piattaforme come Netflix, Sky o YouTube, per i qual le attuali regolamentazioni nazionali sono più complesse e per niente omogenee a livello continentale. Per questa specifica categoria il Parlamento europeo ha rimandato eventuali decisioni al 2020.

Febbraio 2018

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