I MOTORI DI RICERCA

I MOTORI DI RICERCA

I contenuti in internet possono essere divisi in tre grandi famiglie: l’informazione, l’intrattenimento e i servizi.
I dati in circolazione sugli aspetti quantitativi di ogni singolo
interesse dimostrato dai navigatori sono concordi nel porre
l’informazione al primo posto, ma discordano, anche fortemente, nei
numeri, che quindi non riporto. In questo caso quando si parla di
informazione non si deve pensare solo allo schema tradizionale
dell’informazione dei quotidiani o dei telegiornali, in internet viene
ricercato di tutto: dalla ricetta, alla storia di un personaggio, dalla
classifica del Festival di Sanremo, agli elenchi delle aziende che
usano gli OGM e così via. Per queste ricerche i navigatori si
rivolgono, in una percentuale superiore all’80% ai motori di ricerca.
Addirittura, secondo un’indagine condotta da Sems e Nextplora il 71,5%
dei navigatori italiani farebbe uso del proprio motore di ricerca
preferito almeno una volta al giorno.

Di seguito vi propongo i dati Audiweb
relativi al mese di agosto 2004 (mese che si distingue, direi
giustamente, per un calo generalizzato degli accessi a internet
rispetto agli altri mesi dell’anno), riguardanti i motori di ricerca
più conosciuti e utilizzati. Mentre per “utenti unici” il significato è semplice e intuitivo, il termine page view
fa parte del linguaggio tecnico del marketing on line e significa
“pagine viste”, cioè le pagine che il navigatore ha aperto sullo
schermo del proprio computer navigando all’interno del sito o portale.
E’ un termine importante e da ricordare, non tanto per quanto riguarda
i motori di ricerca dove il numero di page view è evidentemente frutto
dei click necessari per trovare ciò che si sta cercando, ma per i siti
e portali che propongono informazione e comunicazione. Infatti le
statistiche di internet consentono ad ogni singolo editore di sapere
con grande precisione quali
sono le pagine più frequentate e più lette (grazie all’analisi del
tempo di permanenza sulla pagina) dai propri lettori. Un dato la cui
importanza non potrà sfuggire a chi ha intenzione di pianificare
pubblicitariamente internet.

Audiweb – Dati relativi ai motori di ricerca .it (agosto 2004)

Utenti unici (.000) Page views (.000)
Google.it 7.967 884.462
Libero.it 7.177 584.320
Virgilio.it 7.112 403.632
Msn.it 6.160 100.010
Tiscali.it 3.646 135.573
Yahoo.it 3.283 161.389
Supereva.it 2.749 57.383
Lycos.it 1.914 29.545

Sono
numeri impressionanti. Anche ammettendo che una stessa persona sia
entrata in Google quattro volte durante il mese (una volta alla
settimana), abbiamo comunque 1.994.000 persone che hanno utilizzato Google nei trenta giorni presi in considerazione, sfogliando più di 800 milioni di pagine. Non esiste in Italia una rivista mensile che vende tante copie.

Quelli di cui sto parlando sono motori di ricerca definibili come generalisti,
nel senso che possono essere interrogati su qualsiasi argomento per
avere una serie di risposte (link a siti e portali che rappresentano in
qualche modo la parola chiave segnalata) spesso enorme, creando a volte
non pochi problemi nella ricerca e mettendo a dura prova la pazienza
degli utenti. Faccio un esempio che potete avere modo di verificare.
Ammettiamo che io abbia la necessità di sostituire la mia vecchia
lavatrice e di acquistarne quindi una nuova. Mentre fino a dieci anni
fa avrei fatto un giro per negozi per vedere prezzi e modelli, oggi
entro in internet e interrogo il mio motore di ricerca preferito,
Google. Digito ovviamente “lavatrice” nella casella della ricerca, do
l’invio e mi aspetto di trovare, facilmente, tutti i siti delle aziende
produttrici di lavatrici, in modo da poter entrare in ciascuno e dare
un occhiata alla ricerca della mia futura lavatrice. Niente di tutto
ciò. Scorro le pagine, arrivo fino alla decima (le statistiche ci
dicono che il navigatore medio nel corso di una ricerca difficilmente
supera la terza pagina) ma non trovo nemmeno un link al sito di una
casa produttrice di lavatrici. Trovo link a portali di e-commerce che
propongono lavatrici (kelkoo.com; buyboo.com; misterprice.it; ecc.) e
trovo consigli sul corretto uso della lavatrice (lavorincasa.it;
donnamoderna.com; ecc.). Trovo anche un link ad altroconsumo.it che mi
porta ad un interessante test sui detersivi per lavatrice. Poi trovo
link ad articoli su come risparmiare energia elettrica usando
correttamente la lavatrice (padovanet.it; coopfirenze.it;
ciaoumbria.it; ecc.). Trovo notizie apparse su vari quotidiani e
riviste on line, del tipo: “nascondeva la droga in lavatrice.
Arrestato” oppure “bimba uccisa dalla madre in lavatrice”. Infine trovo
anche alcuni link a inserzioni di affitto di appartamenti ammobiliati
con uso di lavatrice e altri elettrodomestici. Insomma trovo di tutto
tranne i siti delle marche di lavatrici. Certo se digito nella casella
di ricerca il nome della marca (Candy, Rex, Indesit, Zanussi, ecc.), se
l’azienda ha un sito in rete, riesco ad individuarlo immediatamente,
però io non conosco tutte le marche delle aziende produttrici di
lavatrici. Aziende importanti come Bauknecht, Bompani, Daewoo, Siltal e
molte altre, non le conosco oppure al momento non mi vengono in mente.
In sostanza la mia ricerca su un prodotto ormai banale come la
lavatrice non ha successo. Sembra incredibile ma è così. Naturalmente
quello della “lavatrice” è solo un esempio, potremmo riprovare
l’esperimento con altre parole chiave ottenendo, spesso, lo stesso
risultato.

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