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Contenimento Consumi Gas 2022

Oltre all’attività rivolta al riempimento degli stoccaggi e al reperimento di nuovi fornitori alternativi alla Russia per questo inverno 2022/2023 si rende necessario un contenimento dei consumi anche da parte delle famiglie e delle imprese.

Il Governo Draghi è già intervenuto sul riscaldamento degli edifici pubblici con l’articolo 19-quater del decreto-legge n.17 del 1° marzo 2022.

La riduzione dei consumi di gas nelle utenze private è attuata modificando la vigente regolamentazione della temperatura e dell’orario di accensione invernale.

In particolare, per questo inverno 2022/2023 sarà necessario di abbassare di un grado, da 20 a 19 gradi, le temperature nelle abitazioni. Mentre negli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e commerciali la temperatura massima prevista dovrà essere di 17°C. In entrambe i casi è considerata una tolleranza di 2 gradi in eccesso.

Inoltre, è stata stabilita una riduzione di 15 giorni del periodo di accensione, posticipando di otto giorni la data di inizio e anticipando di sette giorni la data di spegnimento del riscaldamento e di un’ora per quanto riguarda l’accensione giornaliera.

LEGGI ANCHE: IL PIANO NAZIONALE DI CONTENIMENTO DEI CONSUMI DI GAS

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Considerando le grandi differenze climatiche dettate dalla particolare conformazione geografica dell’Italia sono state identificate sei diverse zone distinguendole in base al criterio dei Gradi Giorno.

Le Zone Climatiche

Il Grado Giorno viene calcolato sulla base della differenza media tra la temperatura interna e quella esterna per il numero di giorni in cui è prevista l’accensione del riscaldamento. Le sei zone risultano quindi così suddivise:

  • Zona A: comuni con gradi giorno inferiori a 600
  • Zona B: tra 601 e 900
  • Zona C: tra 901 e 1.400
  • Zona D: tra 1.401 e 2.100
  • Zona E: tra 2.101 e 3.000
  • Zona F: comuni con gradi giorno superiori a 3.000

Accensione e spegnimento del riscaldamento

Ciascuna zona ha un proprio periodo di accensione dei riscaldamenti e un proprio numero di ore giornaliere in cui gli impianti possono essere attivi.

  • Zona A: ore 5 giornaliere dal 8 dicembre al 7 marzo
  • Zona B: ore 7 giornaliere dal 8 dicembre al 23 marzo
  • Zona C: ore 9 giornaliere dal 22 novembre al 23 marzo
  • Zona D: ore 11 giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile
  • Zona E: ore 13 giornaliere dal 22 ottobre al 7 aprile
  • Zona F: nessuna limitazione

I comuni e le zone climatiche

Per sapere il valore di Gradi Giorno e quindi in quale zona climatica è il vostro comune potete consultare l’allegato A del Decreto del Presidente della Repubblica n.412 del 26 agosto 1993 pubblicato in Gazzetta Ufficiale oppure andare alla scheda del proprio Comune nel sito Comuni Italiani, in alto a destra troverete il valore di Gradi Giorno.

Di seguito pubblichiamo la suddivisione per zone climatiche dei capoluoghi di provincia, a parte naturalmente nella zona A dove gli unici comuni compresi sono Lampedusa/Linosa e Porto Empedocle.

  • Nella Zona A sono compresi solo 2 comuni, Lampedusa/Linosa e Porto Empedocle
  • Nella Zona B sono compresi 157 comuni tra cui: Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani
  • Nella Zona C sono compresi 985 comuni tra cui: Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto
  • Nella zona D cono compresi 1.575 comuni tra cui: Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forlì’, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Verona, Vibo Valentia, Viterbo
  • Nella Zona E sono compresi 4.222 comuni tra cui: Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Cesena, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Vicenza
  • Nella Zona F sono compresi 1.48 comuni tra cui: Belluno e Cuneo

L’elenco completo con anche i Comuni più piccoli lo trovate, come abbiamo già ricordato, nell’allegato A del Decreto.

Risparmi e sanzioni

Le misure descritte, se attuate correttamente, potranno portare, secondo un calcolo fatto da Enea, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ad un risparmio di circa 2,7 miliardi di smc di gas e una riduzione della bolletta di ogni famiglia pari a circa 180 euro/anno.

Se a questa cifra sommiamo anche i circa 500 milioni di smc di gas risparmiati dal settore uffici e commercio arriviamo alla ragguardevole cifra di 3,2 miliardi.

Naturalmente occorre la collaborazione di tutti e considerando l’entità dei numeri soprattutto delle famiglie.

Le sanzioni amministrative previste vanno da 500 a 3.000 euro. Naturalmente sarà molto difficile attuare un sistema di controllo puntuale considerando la grande ampiezza dell’utenza coinvolta.

Quello che sarà possibile fare, specifica il Governo nel Piano di Contenimento dei Consumi, saranno controlli a campione su edifici pubblici, grandi locali commerciali e punti a maggiore consumo, mentre per le utenze familiari è prevista una forte azione di responsabilizzazione dei conduttori degli impianti di riscaldamento centralizzato, monitorando al livello di reti di distribuzione gas cittadine la risposta degli utenti utilizzando i dati orari di prelievo ai punti di connessione tra le reti di distribuzione cittadine e i punti di riconsegna della rete di trasporto SNAM, che sono costantemente monitorati.

Settembre 2022

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