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Bonus verde si, ma non per il fai da te

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Come ormai saprete la Legge di Stabilità 2018 (Art. 1, c. 12 L. 205/2017) ha introdotto la possibilità di accedere al Bonus Verde: un’agevolazione che prevede la detrazione dall’imposta sui redditi dovuta dalle persone fisiche (Irpef) pari al 36% delle spese “verdi” documentate, fino a un ammontare massimo di 5.000 euro per unità immobiliare (pertanto la detrazione massima spettante è pari a 1.800 euro), ripartito in 10 quote annuali.

Il problema è che, pur se ormai in primavera, l’Agenzia delle Entrate non aveva ancora redatto un documento che raccogliesse le indicazioni necessarie per capire che cosa poter comprendere nel Bonus Verde e come regolarlo.

Solo grazie all’intervento e all’impegno di Assofloro Lombardia e della sua presidente Nada Forbici, possiamo finalmente capire come poterci regolare per accedere all’agevolazione prevista dalla legge.

La prima cosa che dobbiamo fare è rassegnarci al fatto che noi appassionati di giardinaggio che amiamo curare il nostro verde “di persona personalmente” (come direbbe il celebre Catarella) non possiamo di fatto accedere al Bonus Verde. Il nostro impegno per rifare il prato, oppure per installare un impianto di irrigazione o per piantare le fotinie intorno al nostro giardino è escluso dai benefici previsti dal Bonus Verde.

È pur vero che questo grande lavoro sviluppato da Assofloro Lombardia va affiancato al percorso fatto per la definizione del giardiniere professionista (articolo 12 della legge del 28 luglio 2016 n. 154), professione spesso vessata e danneggiata dall’improvvisazione e dal lavoro nero. In questo contesto il Bonus Verde interviene perché obbliga alla fatturazione e quindi a rivolgersi a un giardiniere professionista.

Per poter accedere alle detrazioni quindi, occorre che il lavoro venga eseguito da un giardiniere, che emetterà la conseguente fattura riportante la dicitura: “In ottemperanza alla Legge 205 del 2017 art.1 comma 12-15 Per la fruizione della detraibilità del 36%”. Solo in questo modo si potrà godere delle agevolazioni fiscali previste.

La stessa dicitura deve essere riportata anche sulla fattura relativa alle piante che acquistiamo. Tale fattura potrà diventare oggetto del Bonus Verde se affiancata a quella del giardiniere che ha eseguito il lavoro. Lo ripetiamo, se il lavoro lo facciamo noi tutto decade.

Anche se si acquista in un garden center o in un vivaio, strutturati per offrire il servizio di posa in opera, occorre che nella fattura siano specificati i costi richiesti per le piante e per il servizio di posa.

Il Bonus Verde attualmente vale solo per il 2018 ma Assofloro Lombardia lo vorrebbe trasformare in strutturale e in questo percorso sarebbe bene seguirla e sostenerla.

C’è da fare un lavoro enorme nei prossimi anni – specificano dall’Associazionee Assofloro Lombardia è ben contenta di essere il contenitore di tutte le realtà che vogliono organizzarsi e rimboccarsi le maniche per lavorare per il settore, che comprende anche le aziende che producono macchine e materiali”.

Entrando comunque nei dettagli di ciò che si può fare e ciò che non si può fare per accedere alle agevolazioni del Bonus Verde cominciamo col dire che i beneficiari della detrazione sono tutti coloro che possiedono l’unità immobiliare abitativa (proprietari, nudi proprietari e titolari di altri diritti reali), nonché coloro che detengono l’unità immobiliare abitativa con un titolo idoneo (locazione e comodato).

Tale detrazione spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne (giardini) degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo.

Nel caso di interventi sia su parti comuni che su parti private (anche dello stesso edificio), il bonus raddoppia, e ne spetta uno (di 5mila euro) per il lavoro sul giardino “privato” e l’altro (per il medesimo importo) con riferimento alla quota di spesa imputabile per gli interventi sul giardino condominiale.

Sono esclusi dall’agevolazione gli immobili di nuova costruzione, uffici, negozi, magazzini.

COSA È COMPRESO NEL BONUS VERDE E COSA NO

L’Agenzia delle Entrate, richiamando i contenuti della relazione tecnica alla Legge di Bilancio 2018 (in assenza di specifica indicazione nella norma), ha precisato che gli interventi devono essere di natura straordinaria.

Si parla quindi di sistemazione a verde, ex novo o di radicale rinnovamento, di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, per impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, nonché per la realizzazione di coperture a verde e giardini pensili, sistemazione di giardini di interesse storico. In questi ambiti sono agevolabili anche le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Non sono invece soggette a detrazione le spese per la manutenzione ordinaria annuale (potatura siepe, rasatura prato, ecc.) di giardini preesistenti (sia privati che condominiali).

INTERVENTI CHE RIENTRANO NELLA DETRAZIONE

  • Sistemazione del verde: GiardiniGiardini Pensili – Terrazzi e Balconi (anche condominiali). Si specifica, relativamente agli interventi riguardanti balconi e terrazzi, che viene ammessa la spesa sostenuta per l’acquisto e la piantagione di alberi, cespugli ed arbustive, con carattere di essenze perenni e non stagionali.
  • Spese per l’installazione o il rifacimento di impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • Recupero del verde di giardini di interesse storico
  • Fornitura di piante e arbusti e loro messa a dimora
  • Riqualificazione di prati
  • Spese di progettazione
  • Lavori e interventi per la trasformazione di un’area incolta in aiuole e giardini

Per concludere due avvertenze indispensabili per ottenere le agevolazioni previste. Ricordate sempre di far mettere in fattura, al vostro fornitore, di piante o di servizi, la dicitura “In ottemperanza alla Legge 205 del 2017 art.1 comma 12-15 Per la fruizione della detraibilità del 36%”, ricordate inoltre che il pagamento dovrà essere sempre effettuato con metodi tracciabili, quindi: bonifico bancario, carta di credito, bancomat o assegno bancario o postale.

Marzo 2018

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