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Cibo fatto in casa per cani e gatti: cresce la tendenza, ma attenzione ai rischi nutrizionali
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Preparare il cibo in casa per il proprio cane o gatto è una tendenza in costante crescita. La maggiore attenzione verso l’alimentazione umana, la diffusione di ricette sui social media e la volontà di conoscere esattamente cosa finisce nella ciotola, stanno spingendo molti proprietari a sostituire, totalmente o parzialmente, gli alimenti industriali con pasti cucinati in casa.
Ma se la motivazione è spesso condivisibile, il risultato non sempre lo è. Veterinari nutrizionisti e associazioni scientifiche concordano su un punto: una dieta casalinga può essere un’ottima scelta, ma soltanto se formulata in modo corretto. Improvvisare, invece, può esporre cani e gatti a carenze nutrizionali anche importanti.
Un fenomeno in crescita, anche se difficile da quantificare
Non esistono dati ufficiali italiani che misurino con precisione quanti proprietari preparino abitualmente il cibo in casa ai propri animali. Tuttavia, il fenomeno è chiaramente in espansione.
A trainarlo sono diversi fattori: la crescente umanizzazione degli animali domestici, l’aumento delle diagnosi di allergie e intolleranze alimentari, la ricerca di alimenti percepiti come più naturali e la diffusione di diete alternative come la BARF (alimentazione a crudo), razioni cotte e preparazioni personalizzate.
La letteratura scientifica evidenzia come sempre più proprietari richiedano diete formulate su misura, soprattutto per animali con specifiche patologie o esigenze nutrizionali.
Parallelamente è cresciuto anche il numero di aziende che commercializzano pasti freschi o “home made” già bilanciati, segno che il mercato sta intercettando una domanda sempre più consistente.
Dieta casalinga sì, ma solo se completa e bilanciata
L’errore più frequente consiste nel pensare che ciò che è sano per l’uomo lo sia automaticamente anche per il cane o il gatto.
In realtà una dieta casalinga richiede lo stesso rigore di una formulazione industriale: deve garantire il corretto apporto di proteine, grassi, vitamine, minerali, calcio, fosforo e oligoelementi.
Uno studio dell’Università della California ha analizzato 200 ricette reperite su libri e siti internet, evidenziando che il 95% risultava carente di almeno un nutriente essenziale e l’84% presentava più carenze contemporaneamente.
Per questo motivo i veterinari nutrizionisti consigliano sempre di elaborare la dieta con l’aiuto di un professionista, soprattutto se il regime alimentare deve essere seguito per lunghi periodi.
Cane e gatto non sono uguali
Uno degli errori più comuni è trattare cane e gatto come se avessero le stesse esigenze nutrizionali.
Il cane è un onnivoro con prevalenza carnivora. Nel corso della sua evoluzione ha sviluppato una discreta capacità di digerire anche carboidrati e vegetali, purché inseriti in una dieta equilibrata.
Il gatto, invece, è un carnivoro obbligato. Ha bisogno di nutrienti presenti quasi esclusivamente nei tessuti animali, come taurina, vitamina A già formata e acido arachidonico. Una dieta casalinga per il gatto richiede quindi ancora maggiore precisione e integrazioni specifiche. Errori nella formulazione possono provocare problemi cardiaci, neurologici e oculari anche gravi.
Il vizio del “boccone da tavola”
Quasi tutti i proprietari, almeno una volta, cedono alla tentazione. Un pezzetto di prosciutto mentre si pranza, un avanzo della grigliata, un pezzo di salsiccia durante il barbecue o qualche patatina fritta sembrano gesti innocui. In realtà, se diventano un’abitudine, possono creare diversi problemi.
Innanzitutto, aumentano facilmente l’apporto calorico giornaliero, favorendo sovrappeso e obesità. Inoltre, molti alimenti destinati all’uomo contengono sale, spezie, cipolla, aglio, conservanti o grassi in quantità inadatte agli animali.
Le carni lavorate, come salumi, wurstel e salsicce, sono particolarmente ricche di sodio e grassi saturi e non dovrebbero entrare nella dieta abituale di cani e gatti.
Ancora più pericolosi sono alcuni alimenti tossici come cioccolato, uva e uvetta (per il cane), xilitolo, cipolla, aglio, alcol e noci di macadamia.
Attenzione anche alle ossa cotte
Tra gli errori più diffusi dopo una grigliata c’è quello di offrire le ossa avanzate.
Le ossa cotte diventano fragili e possono scheggiarsi facilmente, provocando lesioni alla bocca, perforazioni intestinali o ostruzioni digestive. Per questo motivo veterinari e nutrizionisti ne sconsigliano la somministrazione.
Le diete crude dividono ancora gli esperti
Accanto alle preparazioni cotte continua a crescere l’interesse verso le diete crude, come la BARF.
Le principali associazioni veterinarie riconoscono che possono essere formulate correttamente, ma mettono in guardia dai rischi microbiologici. Carne cruda e frattaglie possono infatti veicolare Salmonella, Campylobacter ed Escherichia coli, con possibili conseguenze sia per l’animale sia per le persone che convivono con lui.
Anche in questo caso il problema non è tanto il principio della dieta, quanto la sua corretta formulazione e gestione igienica.
Dieci consigli per un’alimentazione casalinga sicura
- Rivolgersi a un veterinario nutrizionista prima di modificare la dieta.
- Non copiare ricette trovate sui social o sul web senza verificarne la completezza nutrizionale.
- Utilizzare ingredienti freschi e di qualità.
- Evitare salumi, insaccati, cibi fritti e preparazioni molto condite.
- Non dare abitualmente gli avanzi della tavola.
- Non somministrare ossa cotte.
- Ricordare che il gatto ha esigenze nutrizionali molto diverse da quelle del cane.
- Controllare regolarmente il peso corporeo e la condizione fisica dell’animale.
- Prestare attenzione agli alimenti tossici, come cioccolato, cipolla, aglio, uva, uvetta e xilitolo.
- Considerare la dieta casalinga come un vero progetto nutrizionale e non come il semplice riutilizzo degli avanzi di cucina.
La qualità conta più dell’origine del cibo
La contrapposizione tra alimentazione industriale e casalinga è spesso fuorviante. Entrambe possono garantire un’alimentazione ottimale oppure risultare inadeguate.
La vera differenza non è se il pasto venga preparato in cucina o acquistato già pronto, ma se risponda realmente ai fabbisogni nutrizionali dell’animale.
Una dieta casalinga ben formulata può rappresentare una valida alternativa, soprattutto in presenza di esigenze cliniche specifiche. Al contrario, un’alimentazione improvvisata, anche se preparata con i migliori ingredienti, rischia di compromettere la salute di cani e gatti nel lungo periodo.













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