Come fare
Quando le pile si ossidano. Perché e cosa fare
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Chiunque abbia ripreso in mano una torcia, un telecomando o un vecchio giocattolo dopo mesi di inattività si è probabilmente imbattuto in una scena poco piacevole: una polvere biancastra o verdognola attorno alle pile, contatti metallici corrosi e, spesso, l’apparecchio che non si accende più.
È il classico “ossido da batterie”, un problema molto comune ma che si può prevenire – e in molti casi anche risolvere – con qualche accorgimento.
Che cos’è l’ossido delle pile
Quella sostanza polverosa che si forma attorno ai poli non è ruggine vera e propria, ma il risultato di una fuoriuscita dell’elettrolita contenuto nella pila.
Nelle batterie alcaline, le più diffuse in casa, si tratta in genere di idrossido di potassio, una sostanza corrosiva che reagisce con l’aria e con i metalli, creando depositi chiari e crostosi.
Con il tempo, soprattutto se la pila è scarica o vicina alla fine della sua vita utile, il rivestimento può indebolirsi e lasciar filtrare il contenuto. Se la batteria resta inserita a lungo in un dispositivo inutilizzato, la corrosione può estendersi ai contatti interni, compromettendo il funzionamento dell’oggetto.
Perché succede più spesso negli apparecchi fermi
Le pile dimenticate dentro un dispositivo non vengono “stressate” dall’uso quotidiano, ma continuano comunque a reagire chimicamente al loro interno.
Il calore, l’umidità e le forti variazioni di temperatura accelerano questo processo.
Telecomandi stagionali, radiosveglie in cantina, luci di emergenza o giocattoli riposti in soffitta sono tra i casi più tipici: mesi o anni senza controlli permettono alla perdita di passare inosservata finché il danno non è già evidente.
Come intervenire in sicurezza
La prima regola è non toccare mai la sostanza fuoriuscita a mani nude. Anche se in piccole quantità, può irritare la pelle e gli occhi. Meglio indossare guanti monouso e lavorare su un piano protetto con carta assorbente.
Dopo aver rimosso con attenzione le pile – smaltendole subito nei contenitori per batterie esauste – si può tentare di pulire i contatti.
Se i residui sono chiari e polverosi, una goccia di aceto o di succo di limone su un cotton fioc aiuta a neutralizzare la sostanza alcalina. Si passa delicatamente sulle parti metalliche finché la corrosione non si stacca.
In alternativa, per depositi meno estesi, può bastare alcool isopropilico o una gomma per cancellare, strofinando con cautela.
Nei casi più ostinati, uno stuzzicadenti in legno o una piccola spazzola a setole morbide consentono di rimuovere le incrostazioni senza graffiare i contatti.
Una volta pulito tutto, è importante asciugare bene e lasciare l’apparecchio aperto per qualche minuto prima di inserire pile nuove.
Quando l’apparecchio non si salva
Se l’ossido ha corroso in profondità i contatti o le molle metalliche, il dispositivo potrebbe non funzionare più correttamente anche dopo la pulizia.
In alcuni casi un tecnico può sostituire il portapile, ma per oggetti economici spesso la riparazione non conviene.
È anche bene evitare di inserire batterie nuove se si notano ancora segni di corrosione attiva: il rischio è che il contatto elettrico resti instabile o che il problema si ripresenti rapidamente.
Prevenire è la vera soluzione
Il modo migliore per evitare l’ossido è semplice: togliere le pile dagli apparecchi che non si usano per lunghi periodi. Un gesto rapido che può salvare telecomandi, torce e giochi costosi.
Conservare le batterie in un luogo fresco e asciutto, controllarne la data di scadenza e non mescolare pile vecchie e nuove nello stesso dispositivo sono altre buone abitudini. Anche un controllo periodico, magari una volta l’anno, sugli apparecchi meno usati può fare la differenza.
In definitiva, l’ossido da pile è un piccolo inconveniente domestico che nasce dalla distrazione, ma con un po’ di attenzione – e qualche semplice intervento di pulizia – si può spesso rimediare senza dover dire addio a oggetti ancora perfettamente funzionanti.













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