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LA TV ON DEMAND

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LA TV ON DEMAND

La proposta video on demand
prevede la distribuzione personalizzata di contenuti video (film,
documentari, programmi, partite di calcio, ecc.) che l’utente può
ricevere in qualsiasi momento, in quanto svincolati da un palinsesto
rigido. In sostanza si tratta di accedere ad una sorta di archivio di
programmi che, in qualsiasi momento della giornata, possono essere
richiesti e subito “consumati“. Tali programmi possono essere a
pagamento oppure gratuiti. Questo grande archivio è contenuto in un
server con alte capacità di memoria e la connessione con gli utenti può essere via cavo (banda larga), satellite, digitale terreste oppure ADSL.

L’unica offerta che abbiamo in Italia di video on demand è proposta da Fastweb,
sia via cavo, ma limitatamente alle sei più grandi città, che tramite
ADSL. La qualità di visione è pari a quella che si può apprezzare da un
DVD, quindi eccellente.

Considerando queste caratteristiche è
evidente che la gestione del contenuto e il contenuto stesso possono
essere molto diversi dall’offerta televisiva pay. Per capire meglio
vediamo nel dettaglio la struttura dell’offerta di Fastweb.
Innanzitutto una precisazione: con l’autorizzazione alla
fusione fra Stream e Tele+, la Commissione Europea ha posto le
condizioni a garanzia dell’evoluzione del mercato italiano della pay TV
in un regime di concorrenza. Tali condizioni hanno consentito a
FastWeb, che attualmente è l’unico concorrente di Sky Italia, di
incrementare ulteriormente la propria offerta televisiva con la
trasmissione in diretta di tutte le partite di calcio delle squadre di
cui Sky Italia detiene i diritti. In base a quanto stabilito dalla
Commissione Europea, infatti, i concorrenti non satellitari hanno la
possibilità di acquisire dalla nuova piattaforma unica i contenuti
premium (prevalentemente partite di calcio, altri eventi sportivi e
titoli cinematografici) con la formula del “retail minus” ovvero il
prezzo al cliente finale ridotto di una percentuale.

Una volta collegato l’apposito set top box, fornito da Fastweb in
affitto oppure acquistabile (nel 2004 e nel 2005 è particolarmente
vantaggioso – 29 euro –  l’acquisto grazie al contributo statale
–150 euro – a cui si addiziona un pari contributo di Fastweb), al
proprio televisore si accede ad un menù che comprende tutte le
televisioni nazionali (Rai, Mediaset, La7, MTV), con la qualità di
visione digitale, una serie di canali, che possono o meno richiedere un
abbonamento mensile (CNN, RaiClick, Disney Channel, Rai Sat Sport, Sky
Cinema, ecc.) e la proposta video on demand di Fastweb caratterizzata
dal marchio OnTv. Questo per quanto riguarda i contenuti, in
realtà l’offerta Fastweb comprende anche una serie di servizi di cui vi
ho già parlato nel precedente capitolo dedicato alla televisione via
cavo e ADSL. Interessante, parlando di contenuti, è la struttura di OnTv. Accedere a OnTv ha un costo di abbonamento di pochi euro mensili, il pagamento dei quali consente di aprire un menù di contenuti
che attualmente sono distinti in: film, sport, ragazzi, eventi, donna,
sapere, manga. Ciascuna di queste categorie comprende a sua volta un
menù di contenuti che, in qualsiasi momento della giornata si
può selezionare e consumare. Tutti i contenuti, quanto meno per il
momento, sono gratuiti, tranne i film (siano essi nella categoria film
o ragazzi) che hanno un costo di 4 o 5 euro e le partite di calcio, che
possono essere viste in diretta al costo di 15 euro.

Tutte
le categorie comprendono una buona serie di documentari e di “pezzi”
(nell’accezione giornalistica del termine) di informazione e di
didattica. Il vantaggio offerto dalla logica dell’organizzazione ad
archivio invece che a palinsesto strutturato è nella possibilità di
offrire contenuti di qualità e stile diverso, in quanto non si
deve sottostare alla linea grafica ed editoriale di un canale
televisivo vero e proprio. Quindi, per esempio, nella categoria “donna”
troviamo ricette realizzate da diverse produzioni: l’inglese “In cucina
con Nigella”, una procace e golosa ragazza britannica; l’americana
“Amore in cucina” con Caprial e John, la coppia di cuochi più amati
dagli americani; le ricette proposte dalla celebre testata “La Cucina
Italiana”, con una conduttrice e un cuoco; l'”Invito a Cena”,
produzione della bolognese Azimuth Entertainment per Rai Sat Gambero
Rosso, con Stefano Bicocche, in arte Vito, che invita amici del cabaret
nostrano a cena spiegando le ricette che ad essi prepara (in questo
momento – settembre 2004 – nel menù di OnTv è presente solo l’invito a
Claudio Bisio, ma diverse altre puntate sono state realizzate con Enzo
Iachetti, Syusy Blady, Natasha Stefanenko e altri). Tutte queste
produzioni sono realizzate sulla base degli schemi tradizionali della comunicazione televisiva:
una durata che va dai 15 ai 30 minuti, una scenografia in cui si muove
il conduttore e il racconto della ricetta con un montaggio delle fasi
più importanti della sua preparazione. Molto interessante invece è la
proposta della spagnola Microgenesis Producciones che sottopone
le ricette in maniera molto semplice e molto veloce, pur se con una
qualità di immagine e di gusto assolutamente eccellenti.

La
spiegazione della ricetta dura un minuto, la scenografia è inesistente
in quanto le stoviglie, gli utensili e gli alimenti vengono preparati
da due mani ben curate ed esperte su un fondale bianco. Il supporto
sonoro si limita ad una tranquillizzante colonna musicale, mentre
l’indicazione degli ingredienti e delle fasi di preparazione sono
affidate a sintetiche scritte in sovrimpressione. OnTv accorpa cinque
di queste pillole di contenuto, proponendo nel proprio menù
microprogrammi di cucina della durata totale di cinque minuti. Questa
modalità è particolarmente interessante perché rappresenta l’essenza del contenuto
senza concedersi alcun orpello che è eventualmente lasciato alla
televisione cliente che inserirà nel suo palinsesto o in un suo
programma tale contenuto. Con questo medesimo schema la casa di
produzione spagnola propone altre tematiche di contenuto che vi
consiglio di perlustrare visitando il loro sito internet:
www.canalmicro.com.

Ritengo quest’ultimo esempio particolarmente importante perché offre un’alternativa allo schema tradizionale di comunicazione televisiva, per di più a basso costo e con un’ampia possibilità di sperimentare nuovi linguaggi
e nuovi approcci. Certamente le caratteristiche di tale contenuto si
adattano molto meglio all’offerta on demand che non a quella pay o a
quella della televisione generalista ed è per questo motivo che ritengo
importante per il futuro della comunicazione televisiva lo sviluppo
della modalità video on demand, perché a fronte di una televisione
tradizionale che non sperimenta e non porta innovazione, la televisione
on demand, se lo vorrà, potrà essere, a basso costo, una piattaforma da
cui far emergere quella sperimentazione sotterranea fatta dai
giovani che non trovano spazio altrove e per proporre quei contenuti
tematici e settoriali che oggi mancano nell’ambito dell’offerta
televisiva tradizionale e satellitare. Per il momento l’unico operatore
che sta lavorando in una logica di video on demand è Fastweb e
francamente mi pare sia sulla buona strada. Sicuramente bisogna dargli
il tempo di crescere, come bisogna dare il tempo di nascere alle altre
esperienze e proposte che sappiamo essere in cantiere da parte di altri
importanti operatori.

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