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Dalla Domotica alla Smart Home

Federico Marelli di BTicino

Negli ultimi vent’anni la tecnologia ha sviluppato nuovi prodotti e sistemi ad una velocità straordinaria: fino agli anni ‘90 esisteva un interruttore che ci consentiva di accendere o spegnere una lampadina, oggi possiamo comandare con la nostra voce, senza toccare nessun interruttore, non solo l’accensione e lo spegnimento della lampadina, ma anche la sua intensità luminosa e il suo colore.

All’inizio del millennio si iniziò a parlare di domotica, o casa intelligente che dir si voglia. Un sogno che ci proiettava nel futuro, ma che per i più rimaneva tale sia per una questione di costo che di complessità nell’installazione.

Nel 2007 Steve Jobs presentò il suo primo iPhone aprendo così l’era degli smartphone e nel marzo 2018 Google propose al mercato il primo smart speaker, Google Home e Google Home Mini, subito seguito, nell’ottobre dello stesso anno, da Amazon con Alexa.

Smart (intelligente) è oggi la parola d’ordine e anche la casa diventa smart con prodotti e soluzioni sempre più semplici da installare e sempre più funzionali alla crescita della nostra qualità della vita.

Ne abbiamo parlato con Federico Marelli (nella foto),responsabile commerciale per i canali B2C della BTicino.

“Il nostro primo prodotto per la smart home – spiega Federico Marelli – è stato il videocitofono che ha dato il via ai prodotti smart per la sicurezza della casa. Però il prodotto più iconico sui canali B2C è sicuramente il termostato connesso, anche per la maggior facilità di installazione. Poi, molto più recenti, sono i dispositivi connessi per le serie civili, come la serie Livinglight che oggi può essere resa smart grazie a piccoli interventi sull’impianto elettrico esistente”.

Il consumatore italiano è pronto per apprezzare il valore delle scelte smart riguardo alla propria casa?

Sempre di più, anche perché oggi è più facile informarsi e di conseguenza il consumatore sa precisamente cosa vuole. Certo dobbiamo fare ancora molta strada perché le resistenze alle nuove tecnologie sono parecchie, fondamentalmente per due motivi: il primo di natura culturale, legato alla conoscenza e alla dimestichezza con la tecnologia; il secondo invece è da individuare nella composizione della popolazione italiana che, rispetto ai Paesi europei più avanzati è la più anziana e quella col livello d’istruzione medio più basso, cioè il contrario delle caratteristiche del target della smart home. Se poi entriamo nel dettaglio del mercato italiano devo dire che esiste ancora un divario tra le differenti regioni del paese.

Rispetto al resto d’Europa come si posiziona l’italiano?

Siamo lontani dai Paesi in questo senso più evoluti. In Italia si spendono in un anno circa 500 milioni di euro in prodotti per la smart home, la metà di quanto di spende in Francia e meno di un quarto di quanto si spende in Germania o in Gran Bretagna. Altro dato interessante è la spesa procapite per questa tipologia di prodotti che in Italia è la metà della Francia e 1/3 della Germania. I margini di crescita sono ampissimi e devo dire che stiamo crescendo molto velocemente, nel 2019, rispetto al 2018, infatti il mercato è cresciuto del 40% e nel 2020, nonostante la pandemia causata dall’emergenza Covid-19, il mercato ha registrato solo una leggera flessione.

Il prezzo può essere considerato un freno per lo sviluppo della smart home?

La diffusione procede velocemente e di pari passo con lo sviluppo tecnologico che abbatte i costi per questo tipo di offerte: oggi, con le nuove soluzioni, si può rendere smart un impianto (luci, tapparelle, consumi, termoregolazione, ecc.) con 3/400 euro

Inoltre un altro vantaggio è il poterlo fare gradualmente in quanto le soluzioni sono scalabili e permettono eventualmente di programmare la spesa nel tempo; questo è possibile anche perché non è necessario stravolgere l’impianto elettrico esistente.

Gli smart speaker, Google Home e Alexa, stanno contribuendo alla diffusione della tecnologia smart nelle case?

Di smart speaker se ne stanno vendendo tantissimi e in termini di comunicazione delle possibilità offerte oggi dalla tecnologia smart stanno certamente aiutando. C’è ancora molta strada da fare perché molti consumatori pensano ancora ai prodotti della smart home come gadget, senza riuscire a percepire gli effettivi benefici e le possibilità. Oggi solo il 15% delle persone che hanno acquistato uno smart speaker lo usano per la smart home, tutti gli altri si limitano a consultarlo per le previsioni del tempo o per ascoltare la musica.

Tra le macrofamiglie di prodotti smart quali sono quelle di maggior successo?

Sul mercato italiano il comparto trainante è quello della sicurezza, seguito dal risparmio (controllo energetico) e infine il confort. Noi stiamo lavorando molto su tutti e tre questi ambiti con l’obbiettivo, soprattutto, di essere convincenti nei confronti del consumatore, che più di tutti ha bisogno di essere rassicurato in termini di costi/benefici. Il nostro obbiettivo è che l’interruttore, il videocitofono o il termostato smart diventino lo standard. Sarà un processo lungo ma che ritengo ineludibile.

Aprile 2021

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