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Bene la raccolta RAEE in Italia, ma non abbastanza
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Il corretto smaltimento e recupero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche è, oggi più che mai importante. Oltre all’aspetto ecologico di tutela dell’ambiente grazie ad un corretto smaltimento di rifiuti certamente pericolosi, oggi è più che mai importante il recupero delle materie prime che compongono gli apparecchi elettrici ed elettronici. Questo perché tra il 2020 e il 2023 il costo di materie prime come il ferro, il rame e l’alluminio, giusto per fare 3 esempi, è cresciuto rispettivamente del 49%, del 48% e del 42%.
Secondo il Rapporto annuale 2024 (il più recente a disposizione) del Centro di Coordinamento RAEE (Rifiuti Apparecchiature elettrice ed elettroniche), l’Italia ha registrato un segnale positivo con 356.672 tonnellate di rifiuti domestici raccolti, in crescita del +2,5% rispetto all’anno precedente.
Un risultato che ci pone comunque agli ultimi posti della classifica europea, precisamente al ventesimo posto, con un tasso di raccolta intorno al 36% rispetto alle apparecchiature immesse sul mercato, ben distante dall’obbiettivo del 65% fissato dalle normative europee.
Due velocità tra nord e sud nella raccolta RAEE
Notevoli sono le differenze tra le varie regioni d’Italia, soprattutto tra quelle del nord, trainanti, e quelle del sud, in miglioramento ma dove c’è ancora molto da fare.
In particolare:
- Nord Italia: Si conferma l’area più virtuosa con 188.860 tonnellate raccolte. Regioni come la Lombardia si posizionano ai vertici per volumi complessivi, mentre il Trentino-Alto Adige eccelle per raccolta pro capite.
- Centro Italia: Mantiene una posizione intermedia con circa 88.017 tonnellate.
- Sud e Isole: Nonostante i miglioramenti, restano l’area con i volumi minori, attestandosi a 81.261 tonnellate.
La media pro capite delle regioni meridionali è di circa 4,7 kg di RAEE recuperato per abitante, sensibilmente inferiore rispetto ai 7 kg del Nord e decisamente inferiore rispetto ai 12 kg previsti dalle normative europee.
I problemi legati a questo nostro ritardo sono di diversa natura. Certamente, per esempio, agevolerebbe una costante e precisa comunicazione volta a incentivare i servizi previsti, quali l’Uno contro Uno (ritiro del grande elettrodomestico da smaltire all’atto della consegna del nuovo) e dell’Uno conto Zero (consegna gratuita di piccoli RAEE nei grandi negozi anche senza acquisto).
Il caso più eclatante riguarda gli smartphone. In Italia si stima che ci siano circa 82 milioni di vecchi smartphone inutilizzati e dimenticati in un cassetto: un vero e proprio “tesoro” tecnologico il cui valore potenziale per il ricondizionamento o il riciclo dei materiali si aggira intorno ai 200 milioni di euro. In Europa gli smartphone dimenticati sarebbero oltre 642 milioni.
Un altro problema molto importante che limita il corretto processo di ritiro, riciclo e smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici, riguarda la presenza di canali paralleli che sottraggono rifiuti RAEE alla filiera ufficiale per estrarre metalli preziosi (ferro, rame, ecc.) in modo illegale, in più causando danni ambientali significativi.
Il caso Lombardia
La Lombardia è certamente la regione guida in Italia per quel che concerne il recupero e il successivo riciclo dei RAEE. I dati ci provengono da Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestiche. Erion WEEE rappresenta oltre 1.600 aziende e ne garantisce l’impegno verso l’ambiente, l’economia circolare, la ricerca e l’innovazione tecnologica.
Nel 2025 Erion WEEE ha gestito in Lombardia quasi 45.000 tonnellate di RAEE Domestici, equivalenti al peso di circa 6 Tour Eiffel, tra questi la medaglia d’oro va ai RAEE del Raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie e forni con 23.000 tonnellate gestite; medaglia d’argento per R1 (frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito degli alimenti) con 12.000 tonnellate.
Il bronzo va ai RAEE del Raggruppamento R3 (Tv e monitor) con più di 5.000 tonnellate; segue R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica) con oltre 3.500 tonnellate e infine R5 (sorgenti luminose) con 55 tonnellate.
Il corretto processo di riciclo di questi RAEE Domestici in Lombardia ha permesso di ricavare 24.000 tonnellate di ferro, pari a circa 68 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele; quasi 6.000 tonnellate di plastica, equivalenti a più di 2.000.000 sedie da giardino; oltre 1.000 tonnellate di rame, equivalenti a oltre 1.200 Km di cavi e più di 1.000 tonnellate di alluminio, pari a più di 473.000 pentole in alluminio da 28cm.
Inoltre è stata evitata l’emissione in atmosfera di circa 149.000 tonnellate di CO2 (come la quantità che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 149 kmq, una superficie doppia di quella del comune di Cremona) con un risparmio di oltre 60.000.000 kWh di energia elettrica (pari ai consumi domestici annui di una città di 56.372 abitanti, più grande di Lecco).
Nella graduatoria delle province per quantità di RAEE domestici gestiti da Erion WEEE, Milano si conferma al primo posto con oltre 17.000 tonnellate (58.000 tonnellate di CO₂ evitate e quasi 24.000.000 di kWh di energia elettrica risparmiati).
Al secondo posto c’è Brescia, con 6.000 tonnellate di RAEE (oltre 20.000 tonnellate di CO₂ e 8.000.000 di kWh di energia). Segue Bergamo, provincia nella quale sono state gestite più di 4.000 tonnellate (circa 14.000 tonnellate di CO₂ e quasi 6.000.000 di kWh di energia).
Monza e Brianza è quarta con quasi 4.000 tonnellate di RAEE gestite (11.000 tonnellate di CO₂ e circa 5.000.000 di kWh di energia). Al quinto posto si colloca Como, con circa 3.000 tonnellate (oltre 9.000 tonnellate di CO₂ e quasi 4.000.000 di kWh di energia).
Gennaio 2026













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