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Coronavirus: il TAR sospende l’ordinanza della Regione Lombardia

martelletto del giudice in tribunale
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Nella lotta al coronavirus o covid-19 che dir si voglia in Lombardia le istituzioni non trovano pace.

I sindacati ricorrono al Tar della Lombardia, il quale sospende l’ordinanza 528 della Regione, la quale presenta un’istanza di revoca della sentenza … che al mercato mio padre comprò (cit. Alla Fiera dell’Est – Angelo Branduardi).

Partiamo dal principio. Con l’Ordinanza n. 528 del 12/04/2020 alla lettera H, la Regione Lombardia consentì la consegna a domicilio “da parte degli operatori commerciali al dettaglio per tutte le categorie merceologiche, anche se non comprese nell’allegato 1 del D.P.C.M. del 10 aprile 2020″.

Una decisione, quella della Regione Lombardia, che ha scatenato le proteste dei sindacati, Fit Cisl, Filt Cgil e Uilt Uil che rilevarono che “ Il lockdown tiene a casa un gran numero di persone e questo ha determinato il raddoppio delle vendite on line e, di conseguenza, il raddoppio di lavoro nei magazzini con una frenetica attività che impedisce il rispetto delle distanze per ridurre il rischio del contagio”.

SINDACATI E TAR STOPPANO LE CONSEGNE A DOMICILIO

Per questo motivo è scattato il ricorso al Tar il quale, il 23 aprile scorso, ha accolto l’istanza dei sindacati, senza entrare nel merito della problematica contenuta nel DPCM e dell’ordinanza regionale, ma rilevando un vizio formale. Infatti nel primo comma dell’articolo 3 del Dl 19 dl 25 marzo 2020 si stabilisce che le Regioni “in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre misure ulteriormente restrittive”. Il problema è che l’ordinanza 528 della Regione Lombardia prevede una misura “estensiva” e non “restrittiva”, quindi non consentita dalla legge.

Di qui la sospensione da parte del TAR delle disposizioni contenute nella lettera H dell’ordinanza 528 della Regione Lombardia.

LA REAZIONE DELLA REGIONE LOMBARDIA

A seguito di tale decisione, la Regione Lombardia ha prontamente chiesto al Tar di tornare sui suoi passi, perché continua a ritenere “utile e necessario consentire la consegna a domicilio per dare la possibilità ai cittadini di superare alcune delle difficoltà emerse in questo periodo di restrizioni”.

Contemporaneamente la Regione ha anche annunciatola presentazione di istanza di revoca del decreto del presidente del Tar con il quale è stata disposta la sospensione parziale dell’ordinanza n.528 del 11 aprile 2020 di Regione Lombardia nella parte in cui consente la consegna a domicilio da parte degli operatori commerciali al dettaglio”.

Il seguito, nei prossimi giorni, alla prossima puntata.

24 aprile 2020

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