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Ecobonus e sconto del 50% in fattura

50 per cento
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L’articolo 10 del Decreto Crescita è operativo da agosto 2019, quando l’agenzia delle Entrate ha pubblicato le modalità attuative del cosiddetto “sconto in fattura” a fronte di acquisti e interventi compresi nell’ecobonus e nel sismabonus.

Proviamo a semplificare. L’ecobonus in questione riguarda l’acquisto e la posa in opera di prodotti atti al miglioramento energetico della propria casa (condizionatori, finestre, tende, caldaie a condensazione, ecc.).

Fino al luglio 2019 il privato cittadino che procedeva con questo genere di acquisti o di lavori poteva accedere ad uno sconto Irpef, attraverso la detrazione in 10 anni, del 65% (per interventi di coibentazione, pompe di calore, sistemi di building automation, collettori solari per acqua calda, scalda acqua a pompa di calore, ecc.) o del 50% (finestre e infissi, tende, caldaie a biomassa, caldaie a condensazione, ecc.) del costo globale sostenuto.

Questa possibilità è stata confermata dal Decreto Crescita, la novità è che ad essa è stata affiancata una seconda opportunità che prevede per il cliente la possibilità di accedere direttamente allo sconto del 50% richiedendo al rivenditore o all’installatore di prevederlo in fattura. Ciò significa che se l’importo da pagare è pari a 100, richiedendo lo sconto immediato in fattura pagheremo 50, sarà poi il nostro fornitore a recuperare, in 5 anni, il nostro 50% di sconto in quanto recupero di credito di imposta sul modello F24.

GLI INTERVENTI AMMESSI ALLO SCONTO DEL 50% IN FATTURA

  • Intervento di riqualificazione energetica su edificio esistente
  • Intervento su involucro di edificio esistente (tranne l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi)
  • Interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi
  • Intervento di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione classe A
  • Intervento di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione classe A + sistemi di termoregolazione o con generatori ibridi o con pompe di calore; intervento di sostituzione di scaldacqua
  • Intervento di installazione di pannelli solari/collettori solari
  • Acquisto e posa in opera di schermature solari
  • Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale a biomasse combustibili
  • Acquisto e posa in opera di micro generatori in sostituzione di impianti esistenti
  • Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto (Sistemi building automation)
  • Intervento per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia
  • Intervento antisismico in zona ad alta pericolosità
  • Intervento antisismico da cui deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore
  • Intervento antisismico da cui deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiori
  • Demolizione e ricostruzione intero immobile sito in un comune ricadente in zone a rischio sismico 1, 2 e 3 (passaggio a una classe di rischio inferiore)
  • Demolizione e ricostruzione intero immobile sito in un comune ricadente in zone a rischio sismico 1, 2 e 3 (passaggio a due classi di rischio inferiori)

COME FARE PER ACCEDERE ALLO SCONTO IN FATTURA

Per i consumatori la procedura è, tutto sommato, abbastanza semplice: si tratta di compilare un modulo predisposto dall’Agenzia delle Entrate dove sostanzialmente vengono richiesti i dati del richiedente, quelli del fornitore, la somma da scontare, i dati catastali identificativi dell’immobile soggetto all’intervento e il tipo di intervento tra i 16 consentiti (può essere spuntato solo uno degli interventi).

Il modulo si trova facilmente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate e, una volta compilato deve essere presentato agli uffici dell’Agenzia. Il medesimo modulo deve essere consegnato anche al fornitore. Infine il pagamento del prodotto o servizio acquistato dovrà essere effettuato con un bonifico, postale o bancario, parlante. Con questa procedura lo sconto del 50% sull’ammontare totale della spesa è immediato.

TUTTI CONTRO ALLO SCONTO IN FATTURA

Come sempre però un problema esiste. Se questa volta la burocrazia si dimostra abbastanza clemente con i consumatori, il problema sarà trovare un fornitore disposto ad applicare lo sconto in fattura. Negozianti e artigiani ovviamente possono rifiutare la pratica dello sconto in fattura e probabilmente lo faranno anche a scapito della perdita della vendita e del cliente.

Sono moltissime le associazioni imprenditoriali che si sono schierate contro l’articolo 10 del Decreto Crescita e che si stanno impegnando nella richiesta della sua abrogazione: Confartigianato, CNA, Angaisa e tutte le associazioni del comparto finestra sono solo alcune.

Il problema evidenziato riguarda la difficoltà di “accollarsi” finanziariamente un ammontare globale degli sconti che, pur se recuperabili in detrazione sul modello F24 in cinque anni, potrebbero mettere in seria difficoltà la liquidità delle piccole e medie imprese, impossibilitate a gestire un anticipo che potrebbe essere anche di dimensioni rilevanti.

In questo senso, quello che denunciano le associazioni è che il contenuto dell’articolo 10 andrebbe a privilegiare le grandi insegne e le grandi aziende con le spalle finanziariamente larghe. Non a caso nel nostro settore solo Leroy Merlin sta promuovendo lo sconto del 50% in fattura.

Ottobre 2019

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