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Il Parco del Castello di Pralormo dal 30 marzo al 1 maggio 2024 si colora con la straordinaria fioritura di oltre 100.000 tulipani e narcisi. Sono i giorni in cui, per il ventiquattresimo anno, Messer Tulipano rinnova il saluto alla Primavera.

La manifestazione coinvolge tutto il parco, progettato nel XIX secolo dall’architetto di corte Xavier Kurten, artefice dei più importanti parchi all’inglese delle residenze sabaude e in Piemonte.

Nei grandi prati, in occasione di Messer Tulipano, sono state create aiuole dalle forme morbide e sinuose, progettate ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto storico originario. Le aiuole, dunque, “serpeggiano” tra gli alberi secolari, mentre nel sottobosco occhieggiano ciuffi di muscari, di narcisi e di giacinti.

Il piantamento è sempre rinnovato nelle varietà e nel progetto-colore, ed ospita tra le tante varietà curiose, una collezione di tulipani botanici, ma anche un percorso nel sottobosco dedicato ai tulipani conosciuti già dal 1600: pappagallo, viridiflora, ai tulipani fior di giglio ed ai frills dalle punte sfrangiate.

Il percorso di delizie nel giardino

A Pralormo l’architetto Kurten approfittò dello scenario naturale della catena di montagne che costituisce uno sfondo magnifico, con il panorama dal colle di Cadibona al Monterosa e propose dei tagli sapienti fra gli alberi in modo da godere di alcuni scorci particolari durante le passeggiate nel parco, tra i quali spicca maestoso il Monviso.

Questi effetti scenografici fanno parte del cosiddetto “percorso di delizie nel giardino”, ove si propone di stupire e deliziare il visitatore con vedute, colori, suoni, angoli pittoreschi, situazioni romantiche, il tutto in modo da parer naturale e certo non costruito intenzionalmente.

Persino il posizionamento degli alberi, oltre alla funzione decorativa con l’alternarsi del colore del fogliame nelle diverse stagioni, ha lo scopo di attirare alcune specie di uccelli in modo da poterne ascoltare il canto in quel sito ed in quella stagione.

La serra dei fratelli Lefebvre

Protagonista di una zona separata dal parco all’inglese, quasi un “giardino segreto”, è la bellissima serra in vetro e ferro dei Fratelli Lefebvre di Parigi, fatta costruire sul finire del XIX secolo da Carlo Bearudo di Pralormo, nonno degli attuali proprietari.

La serra d’inverno si trasforma in un vero e proprio jardin d’hiver, colorato di agrumi profumati, piccole piante da frutto e orchidee mentre sul bancone della serra, proprio di fronte alle vetrate, una collezione di piante succulente trascorre tutta l’estate offrendo rare e preziose fioriture.

Negli ultimi anni il Castello si è avvicinato al tema della Biodiversità, realizzando nel parco una collina fiorita, seminata con prati le cui essenze sono adatte al mantenimento della biodiversità stessa.

La carta protagonista di Messer Tulipano

Accanto alla passeggiata nel parco tra i colori dei tulipani, ogni anno la manifestazione propone anche esposizioni a tema e allestimenti, quest’anno protagonista è la carta.

Quest’anno il padiglione dell’Orangerie, nato per ritirare in inverno le piante di agrumi, ospita il tema principale di Messere Tulipano con, al centro, alta 2,5 metri, la riproduzione della Mole Antonelliana in carta pesta.

In un’area denominata ‘’carta, penna e calamaio’’ si ammira poi l’esposizione di preziosi manoscritti antichi dall’Archivio del Castello, esercizi e virtuosismi di calligrafia che ricordano il faticoso lavoro dei monaci amanuensi prima dell’invenzione della stampa.

Inoltre, un interessante collezione di penne: una penna a piuma bianca con cui è stato firmato un matrimonio di famiglia, in Campidoglio, nel 1929; una penna dono del Quirinale e la ‘’penna del futuro’’. Affascinanti i manuali di calligrafia, una bellissima collezione di carta da lettere dell’Archivio del Castello e i calamai da viaggio, fra i quali quello che veniva attaccato alle briglie dei cammelli per scrivere e firmare i contratti di vendita nei mercati di animali.

In un settore, denominato ‘’Meraviglie e stupore: carte animate’’ la Collezione Piero Marengo presenta oggetti di carta, che illustrano la sua qualità di materiale versatile, fragile e delicata, ma resistente al tempo e capace di tradursi in molte forme, assumendo varie funzioni, oltre a quella di supporto del libro.

Le opere in mostra all’Orangerie del Castello di Pralormo, presentano alcuni rari e significativi esemplari di carte animate, che vanno dalla seconda metà del ‘700 fino al ‘900, tra cui: due manufatti monastico-religiosi, con struttura ad organetto, raffiguranti la Passione di Cristo, la Divina Pastora e il suo culto; due teatrini giocattolo antichi, di valore storico-documentario; un Diorama di fattura francese, raffigurante le attività di una Boulangerie-Patisserie; due automi movimentati con funzionamento a sabbia, raffiguranti un trenino che passa in una galleria e un arrotino al lavoro e, infine, diversi biglietti di auguri tridimensionali e animati, con soggetti vari e vari sistemi di animazione.

Marzo 2024

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