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IL CASO KCOMMUNICATION

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IL CASO KCOMMUNICATION

KCommunication è stata la naturale evoluzione di vent’anni di attività nel campo della formazione da parte della DIEFFE
mi spiega Walter Gatti, direttore editoriale –, una società nata a
Padova, intorno alla metà degli anni ’80 dall’iniziativa di un gruppo
di docenti universitari. L’area culturale e professionale di riferimento è quella della Compagnia delle Opere. La DIEFFE, dopo aver realizzato e gestito corsi di formazione,
assume la gestione, prima didattica e poi anche amministrativa di una
vecchia scuola professionale che in quel momento andava malissimo e nel
giro di tre anni la trasforma in uno degli istituti più importanti del
Veneto con 300 studenti che ogni anno studiano per formarsi una
professionalità idonea al mondo del lavoro. Considerando il successo
dell’iniziativa la DIEFFE  diventa ben presto un punto di riferimento
anche per enti e associazioni di categoria della zona, per esempio
Confesercenti, e presta consulenze per lo sviluppo della formazione di
dipendenti e imprenditori.”

“L’attività consulenziale e la richiesta di servizi
da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni – continua
Gatti – ben presto cresce al punto da rendere necessaria la
costituzione di altre società con professionalità specifiche, le quali
andranno a fondare Cosmi Network. Un network che oggi (2004 –
n.d.r.) conta 22 aziende che operano nel campo della formazione su
progetti in tutti i Paesi del mondo. E’ in questo ambito, molto
dinamico e frizzante che DIEFFE, nel 1998, si trova a riflettere sulla
possibilità di organizzare corsi di formazione a distanza. Una
riflessione che partì da un problema estremamente pratico: occorreva
fare formazione ad un grande numero di imprenditori e dipendenti di
imprese turistiche sparse su tutto il territorio nazionale. Un lavoro
che, se sviluppato con le metodiche tradizionali dei corsi in aula,
sarebbe costato un patrimonio.”

E’ molto interessante a
questo punto seguire il percorso che ha portato la DIEFFE a scegliere
il satellite per distribuire a distanza i loro corsi di formazione.
Teniamo conto che la fine degli anni ’90 sarà ricordata come l’era del
bum di internet. I progetti di formazione in rete si moltiplicano, gli
investimenti sono elevatissimi, ma i manager DIEFFE avvertono che
qualcosa non funziona. La qualità e le possibilità offerte da internet
in quel momento storico (oggi lo sviluppo tecnologico ha cambiato di
molto le cose) non convincono.

“Per capire come
affrontare il problema – prosegue Walter Gatti – la DIEFFE seleziona un
piccolo gruppo di manager e li sguinzaglia per il mondo a scoprire e
analizzare esperienze nuove e innovative. In una manifestazione
fieristica specializzata sui prodotti tecnologici per la formazione,
viene preso il contatto, che poi risulterà decisivo, con la AREL,
società israelo-americana che, grazie alla sua piattaforma didattica
interattiva, detiene negli Stati Uniti una quota del mercato della
formazione a distanza pari al 75%. Per verificare sul campo la validità
di questa piattaforma tecnologica il gruppo di manager sbarca in Scozia
dove la Royal Bank of Scotland usa il sistema AREL per la
formazione a distanza di tutti i promotori finanziari europei. Il test
risulta estremamente positivo e i manager tornano a Padova, in DIEFFE,
proponendo per la soluzione del problema della formazione interattiva a
distanza la tecnologia AREL.”

Sinteticamente il sistema
funziona in questo modo: da uno studio televisivo il docente espone la
propria lezione davanti ad una telecamera. Gli utenti seguono la
lezione da singole postazioni oppure da aule attrezzate. L’attrezzatura
consiste in un normale schermo televisivo predisposto per la ricezione
satellitare, in un computer che funziona da decoder per gestire
l’interattività via telefono e in un particolare telefono per ciascuno
degli utenti. Questo impianto consente all’utente, all’inizio della
lezione, di dichiarare la sua presenza accedendo così alla possibilità
di interagire con il docente, pigiando un apposito tasto posto sul
proprio telefono. Il docente quindi, sa quante e quali sono le persone
che stanno seguendo la lezione. L’interattività si esprime sia dal
discente verso il docente, con la richiesta di intervenire in
trasmissione per porre domande o per chiedere precisazioni; che dal
docente verso i discenti con la proposta di sondaggi o test che possono
consentire un feedback immediato sul livello di apprendimento
raggiunto. Naturalmente il tutto è controllato da una regia che
gestisce il traffico creato dalle richieste di interazione (è il
docente, su segnalazione della regia, che decide se far parlare o meno
in trasmissione l’allievo che ne ha fatto richiesta). Ricordate quando
nelle scorse pagine si parlava di interattività individuando le due
caratteristiche fondamentali nella reciprocità e nel controllo: ebbene
questo di Kcommunication è uno degli esempi più validi che abbiamo oggi
in Italia.

“Dopo quindi un paio di anni di ricerche
– riprende Walter Gatti – DIEFFE decide di sperimentare il sistema AREL
su un progetto, in collaborazione con la Confesercenti, per la
formazione a distanza di quadri e dirigenti, della durata di 12 mesi.
Vengono realizzati gli studi e la regia a Padova, viene affittata la banda satellitare da Eutelsat
(7° est), vengono installate venti postazioni per gli utenti e inizia
una sperimentazione orientata soprattutto a stabilizzare il prodotto e
ad affinarlo in conseguenza delle differenze che ben presto sono emerse
tra il mercato della formazione americano e italiano. Correva l’anno
2000 e la sperimentazione va talmente bene che, prima ancora della sua
conclusione, nell’autunno 2001, vengo chiamato da Alberto Raffaelli,
presidente della Compagnia delle Opere Nord-Est e presidente di Cosmi
Network, per dare il mio contributo in qualità di esperto di contenuti
e della loro gestione. Nel gennaio 2002 nasce Kcommunication con una campagna pubblicitaria sui media nazionali che recitava così: “Chi l’ha detto che in TV ci sono solo cattivi maestri?“.
E con Kcommunication nasce la prima televisione interattiva italiana,
interamente dedicata alla formazione. Le trasmissioni che vanno in onda
non sono evidentemente in funzione della forzata occupazione di un
palinsesto, bensì sono le ore di formazione chieste e concordate con i
clienti.”

Oggi Kcommunication realizza 100 ore di
produzione televisiva al mese e una programmazione quotidiana in
diretta che va dalle 2 alle 8 ore. Non è poco, anzi è moltissimo se
consideriamo la quasi assenza di produzione alla quale ci sta abituando
la televisione satellitare che arriva nelle nostre case. Kcommunication
si distingue e si presenta in quanto società specializzata nella
produzione di contenuti interattivi, con 3 sedi di trasmissione
(Padova, Milano e Roma), 150 postazioni in Italia, 42 dipendenti e un
fatturato che supera i 4 milioni di euro sviluppato con partner e
clienti nazionali e internazionali.

“Il nostro sistema – sottolinea Walter Gatti – è testato per 15.000 utenti
in contemporanea. Noi siamo arrivati, per il momento ad un massimo di
570 utenti suddivisi su 50 sedi da 10-12 postazioni ciascuna. I corsi
erano sulle affezioni cerebrovascolari, la committenza era l’Istituto
di Anestosologia e Rianimazione di Padova, gli utenti i medici che
tramite questo corso potevano acquisire crediti e punteggio per la professione.
In questo caso fu un corso con sessioni particolarmente lunghe: tre
lezioni di 45 minuti, con un quarto d’ora di pausa tra l’una e l’altra,
45 minuti di discussione al termine delle lezioni e un test conclusivo
che determinava l’assegnazione o meno dei crediti. Un’altra esperienza
importante di Kcommunication è stata quella realizzata con il Ministero
delle Infrastrutture e Trasporti, che aveva la necessità di formare i
propri 12.400 dipendenti, che lavorano nelle sue 21 sedi regionali,
sulle norme previste dalla legge 626 in tema di sicurezza. In questo
caso i problema era quello di condensare i contenuti del corso in poco
tempo ma mantenendo alto il livello di efficacia e di apprendimento.
Lavorando insieme al Ministero, all’Ufficio Formazione del Ministero e
ai sindacati abbiamo identificato i bisogni, abbiamo identificato i
corsi, li abbiamo ingegnerizzati, abbiamo identificato i docenti e
infine abbiamo cominciato a fare lezione. Furono corsi di 4 ore tenuti
per 300 persone contemporaneamente, suddivise nelle 21 postazioni
realizzate nelle sedi regionali del Ministero e durarono per quattro
mesi con 2 sessioni di corsi ogni settimana.”

Operazioni
probabilmente impossibili, o quanto meno sicuramente straordinariamente
costose se gestite con il tradizionale approccio della lezione in aula.
A sostegno infine della mia personalissima tesi secondo la quale ciò
che è importante è il contenuto e la capacità di realizzarlo,
organizzarlo e gestirlo, bisogna evidenziare come Kcommunication stia
ampliando la propria offerta e le proprie modalità di penetrazione e di
servizio ai mercati. Infatti, durante Sat Expo 2003, ha annunciato la
nascita di una nuova società, Vcommunication, che, sulla base dei
comunicati stampa diffusi, avrà la missione di realizzare due canali
satellitari tematici specializzati e mirate su un target professionale:
il primo, Telefiera, rivolto al mercato fieristico e in particolare
alla promozione internazionale del Sistema fieristico italiano; il
secondo, Eastern Channel, è un canale in lingua cinese distribuito dal
satellite W5 di Eutelsat e progettato per promuovere il sistema
industriale italiano in Cina. Ma non solo, infatti, se internet nel
2000 fu ritenuto insufficiente per lo sviluppo del progetto
Kcommunication, oggi, con lo sviluppo della tecnologia ADSL, viene
ripreso in considerazione.

“Quella di internet per noi è la seconda fase
– conclude Walter Gatti – . Dopo gli importanti investimenti per la
messa a punto della piattaforma satellitare interattiva e la
specializzazione nella produzione di contenuti interattivi, abbiamo
attivato un secondo step di investimenti che ci ha consentito, grazie
al lavoro dei nostri ingegneri, di realizzare Cosmi Live, un prodotto nuovo e innovativo che consente di rendere interattiva la web Tv.
Il pacchetto Cosmi Live è molto semplice, si compone di un cd da
inserire nel lettore del proprio computer e di una cuffietta dotata di
microfono. Collegandosi al sito www.k-communication.net e inserendo nel
proprio computer la card Cosmi Live si ha la possibilità di partecipare interattivamente
alle trasmissioni in diretta dei corsi prescelti oppure accedere
all’archivio dei corsi e delle lezioni, che possono essere visionate in
qualsiasi momento senza il vincolo della diretta. Il vantaggio che ci
offre la web Tv in internet rispetto alla Tv via satellite è proprio la
costituzione e la messa a disposizione del vasto archivio di lezioni che abbiamo realizzato in questi due anni di attività. Un caso pratico: insieme a MediK,
società del network Cosmi specializzata nella formazione in ambito
sanitario, abbiamo attivato un corso sulla responsabilità penale e
civile per le aziende della sanità. Un corso certificato dal Ministero,
la cui frequentazione portava agli operatori crediti di avanzamento per
la carriera. In una prima fase abbiamo proposto e realizzato il corso
via satellite, successivamente, essendo le richieste di partecipazione
molto numerose, ci siamo orientati alla tecnologia Cosmi Live e a
internet. Naturalmente abbiamo dovuto lavorare sul contenuto
perché le 17 lezioni da 45 minuti ciascuna non potevano certo essere
messe in internet con le stesse modalità utilizzate per la Tv
satellitare. Gli operatori che hanno seguito il corso grazie a Cosmi
Live si sono trovati, una volta collegati al nostro sito, sullo schermo
del proprio computer una struttura con le 17 lezioni ciascuna suddivisa
in tre pillole di 15 minuti e una cartella contenente le slide usate
dal docente durante le lezioni stesse. Ogni volta che l’operatore
abbonato concludeva la visione di una lezione si installava un cookie
nel suo computer. Raggiunto il numero di 17 cookie si poteva accedere
al test che, se superato dava la possibilità di acquisire i crediti
previsti per quel corso (la valutazione e l’esito del test era
garantito da MediK e da due provider scientifici: l’Università di
Padova e il CIMO)”.

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