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RAEE: facciamo tristemente il punto

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Arrivano segnali positivi dopo il calo del 2012 e lo stallo del 2013, nella raccolta dei Raee (Rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche). Decisamente positiva la tendenza del raggruppamento R5, in particolare per le lampadine a basso consumo e del raggruppamento R4, che comprende piccoli elettrodomestici, cellulari, computer, che hanno fatto registrare rispettivamente un +9% e un +5%. Cresce del 2% anche la categoria R1 (frigoriferi e condizionatori), mentre le categorie R2 (lavatrici, forni elettrici, lavastoviglie) e R3 (TV e monitor) rimangono sostanzialmente stabili rispetto all’anno scorso.

Va meglio di prima, ma certamente non si può dire che vada bene. Ricordiamo che l’articolo 7 della Direttiva Europea 2012/19/UE stabilisce che “dal 2016 il tasso minimo di raccolta è pari al 45 % calcolato sulla base del peso totale di RAEE raccolti in un dato anno dallo Stato membro interessato ed espresso come percentuale del peso medio delle AEE (Apparecchiature elettriche ed elettroniche – n.d.r.) immesse sul mercato in detto Stato membro nei tre anni precedenti”. Non solo, perché nel medesimo articolo si specifica che nel 2019 tale percentuale dovrà essere pari al 65%. Tecnicamente si chiama Return Rate, cioè tasso di ritorno.

Ebbene attualmente in Italia siamo al 30% circa e appare alquanto improbabile che entro il 2016 si possa raggiungere il 45%. I più ottimisti indicano nel 2017 la data di raggiungimento di tale obbiettivo nel nostro Paese.

Rispetto agli altri Paesi europei a che punto siamo? Come spesso accade siamo messi maluccio: tra i grandi d’Europa, siamo al penultimo posto seguiti solo dalla Spagna. Entrando nel dettaglio scopriamo che l’Italia con 4,2 kg di Raee pro capite ha raggiunto l’Estonia e punta ad avvicinarsi a 5 kg. della Repubblica Ceca. In Svezia siamo a 15,9 kg., in Norvegia a 15,8, in Lussemburgo a 9,4, in Belgio a 9,3, in Finlandia a 9,1, in Germania a 8,8. Questi dati sono estratti dal Rapporto Annuale 2013 del Centro di Coordinamento Raee.

I problemi maggiori legati a questi risultati italiani sono, come sempre, legati fondamentalmente allo scarso livello di civiltà e alla solita fronda di illegalità. Se guardiamo il dettaglio del tasso di ritorno scopriamo che in realtà quando si parla di grandi elettrodomestici arriva fino al 45%, crollando però miseramente mano a mano che si scende nelle dimensioni dell’apparecchio fino al 14% degli R4 (piccoli elettrodomestici, cellulari, computer). Questo può avere due motivazioni: la conservazione del vecchio cellulare come cimelio di famiglia, oppure, purtroppo più probabile, l’eliminazione dello stesso nella spazzatura generica di casa.

Proprio per cercare di ovviare a questa seconda eventualità il decreto legge n. 49 del 14 marzo 2014 prevede l’obbligo da parte dei rivenditori con un punto vendita di dimensioni superiori ai 400 mq di ritirare gratuitamente e senza obbligo di acquisto equivalente i piccolissimi elettrodomestici, con dimensione inferiore ai 25 centimetri (sostanzialmente telecomandi, cellulari, ipod e poco altro).

Per quanto riguarda il traffico illegale nel Rapporto del Coordinamento si legge che i motivi sono sostanzialmente da ricercare nelle attività di export illegale, di smaltimenti illeciti e di operazioni di trattamento e recupero di rame, ferro e acciaio con sistemi dannosi per l’ambiente. Dal 2009 al 2013 sono state sequestrate 299 discariche abusive, arrestate 41 persone, denunciate 244. Il problema è che in Italia i delitti di inquinamento e di disastro ambientale non rientrano nel Codice Penale.

In conclusione vogliamo raccomandare a tutti di portare gli elettrodomestici e le apparecchiature elettroniche in disuso presso le discariche autorizzate o al punto vendita dove farete il vostro nuovo acquisto. E’ importante per tutelare l’ambiente, già troppo maltrattato, ma anche in quanto opportunità. In questo finale di 2014 in Europa è stata raggiunta la quota di 2 milioni di tonnellate di Raee raccolti e riciclati. Questo significa aver evitato l’emissione nell’atmosfera di 22 milioni di tonnellate di CO2 e di 3 mila tonnellate di gas nocivi per l’ozono, aver risparmiato energia per 9 milioni di KWH e aver recuperato 16 tonnellate di oro, 130 di argento e 60 di rame. Mica bruscolini: pensiamoci quando dobbiamo eliminare il cellulare o il frigorifero.

Novembre 2014

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