Orto sociale Zen a Samboji

Che la coltivazione di un orto sia una questione di corpo, mente e natura è assodato, lo è ancora di più se la proposta viene da uno dei Maestri Zen più importanti e riconosciuti che abbiamo in Italia. Stiamo parlando del Maestro Tetsugen Serra, fondatore nel 1998 del monastero Ensoji-Il Cerchio a Milano, nel 1996 del monastero Samboji, eremo di pace e serenità  nei monti di Berceto, in provincia di Parma, nel cuore dell’ Appennino Tosco-Emiliano, e protagonista in molte città d’Italia con le iniziative UrbanZen, tra cui ricordiamo lo strepitoso successo della Notte delle Lanterne ai Navigli di Milano l’estate scorsa.

Ebbene, in questa stagione primavera/estate 2016 il monastero zen Samboji offre la possibilità a tutti di coltivare il proprio orto, individualmente, in famiglia o in gruppi di amici, con il supporto di un monaco zen contadino. Vi premettiamo che noi di Bricoliamo abbiamo visitato il monastero Samboji e possiamo quindi testimoniare, senza timore di smentita, la bellezza del luogo e l’atmosfera particolare che in esso si respira.

Naturalmente si parla esclusivamente di agricoltura organica o biologica. La fertilità del suolo e la biodiversità sono il punto di partenza dell’Orto Zen. Ma veniamo ai dettagli pratici dell’iniziativa.

Nell’ampio parco del monastero esiste una vasta area di orto da sempre curato coltivato e rinnovato dai monaci: si tratta di 10 appezzamenti di terreno di circa 1,50 x 6,00 metri.

La preparazione del terreno può essere effettuata personalmente oppure delegata ai monaci. Tutti gli attrezzi necessari vengono forniti dal monastero.

Dopo la semina, la cura dell’orto è individuale e può essere effettuata in qualsiasi giorno  della settimana, fermo restando che, nel caso di un’assenza prolungata, i monaci verranno in soccorso prendendosi cura “con amore e precisione zen” dell’orto in questione: innaffiare, proteggerlo dai parassiti e infestanti fino a cogliere e conservare la verdura matura.

Tutta la verdura prodotta dal proprio orto, anche se con l’aiuto dei monaci, sarà comunque destinata al protagonista primo, che potrà consumarla con la propria famiglia, condividerla con gli amici oppure, nel caso di una stagione particolarmente fruttuosa, donare l’eccesso ai monaci.

Per tutto questo il monastero chiede una donazione di 150 euro che comprende tutto (preparazione del terreno, l’innaffiatura giornaliera, la cura completa di tutto in caso assenza) tranne le piantine e le sementi (ovviamente ognuno si sceglie e si procura quelle che più gradisce) per la stagione effettiva, che sull’Appennino ha una durata di circa sei mesi.

L’iniziativa è aperta a tutti, anche perché nei giorni e nei week end che si intendono dedicare all’orto è possibile pernottare nei vicini agriturismi e bed and breakfast, oppure direttamente nelle spartane stanze del monastero Sanboji, usufruendo della colazione e dei pasti vegetariani. E’ possibile partecipare anche alla meditazione zen assieme ai monaci al servizio mattutino e serale … che, tutto sommato, male non fa.

Maggio 2016

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