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LE DONNE DEL BRICOLAGE: GRAZIELLA FIORI

Intelligenza, tenacia, fermezza e simpatia. Sono le quattro caratteristiche che distinguono le “donne del bricolage”. Graziella Fiori, attualmente buyer (cioè responsabile sia degli acquisti che della sistemazione delle merci) del reparto decorazione di BricoCenter, è un esempio per tutte, anzi per tutti. Intelligente nelle sue analisi, tenace nelle sue scelte, ferma con i fornitori e simpatica nei rapporti con le persone. E’ una delle colonne portanti di BricoCenter, di cui entra a far parte nel 1983 partecipando attivamente alla prima apertura di Venaria, alle porte di Torino. Il suo esordio fu nel reparto dei prodotti per l’edilizia.

“L’inizio è stato durissimo – racconta Graziella Fiori -. Il bricolage stava nascendo in quegli anni e BricoCenter era la prima insegna di grande distribuzione specializzata. Oggi, che la GDS è una realtà imprescindibile del mercato, tutto è più semplice, ma negli anni ’80 eravamo in pochi a crederci. I fornitori abbiamo dovuto trovarli bussando alle loro porte, che peraltro, non raramente, ci venivano sbattute sul naso. Quando ci presentammo dalle aziende di ferramenta a chiedere di mettere  le serrature in blister, ci guardarono come marziani vestiti da clown appena sbarcati sul pianeta terra. Ci volle una grande tenacia per convincere ed ottenere la fiducia delle prime aziende che accettarono di diventare nostri fornitori, alle nostre condizioni e ascoltando le nostre esigenze. Ci siamo riusciti e oggi possiamo dire di aver avviato in Italia la distribuzione moderna nel settore del bricolage.”

Una bella soddisfazione. Anche perché probabilmente in quell’epoca lei era una delle poche donne ad occuparsi di bricolage, o mi sbaglio?

I primi 10/15 anni di bricolage in Italia sono stati all’insegna di quello che io definisco l’uomo peloso, cioè quello che si chiude in cantina con un pezzo di legno e i suoi attrezzi e non ne esce fintanto che non ha finito la sua opera. Erano anni in cui i consumatori che varcavano le porte dei nostri punti vendita erano per il 90% uomini. Poi le cose sono cambiate.

Le donne hanno cominciato a frequentare i BricoCenter e lei si è messa in testa di cominciare a parlare di decorazione. Com’è andata?

Certo. La casa è sempre più importante, viene vissuta in modo diverso rispetto a un tempo e quindi la si vuole più bella ,accogliente e personalizzata. Pulsioni che, si sa, fanno parte fondamentalmente del vissuto femminile, infatti più le donne entrano nei punti vendita e più cresce l’importanza dei prodotti per la decorazione. Il  tintometro lavora dalla mattina alla sera, perché le donne non vogliono più il muro bianco. La differenza: … gli uomini “imbiancano” i muri, le donne li “pitturano” o addirittura li “decorano“. E’ molto diverso. Lo stesso vale per i prodotti tessili, come le tende, o per quello che oggi viene chiamato il bricolage creativo e che esprime come tendenza del momento il decoupage. Oggi quello della decorazione è un mercato vero e proprio e per  noi di BricoCenter rappresenta ormai il 10% del nostro giro d’affari.

Lei, avendo assunto questo incarico quattro anni fa, è stata la prima buyer della decorazione in Italia. E’ stata un’altra sfida difficile?

Direi proprio di si. Far digerire la decorazione con i suoi colorini, i suoi ricamini e i suoi cuscini ai padri di BricoCenter e quindi del bricolage italiano, non è stato per niente semplice. All’inizio non c’erano nemmeno gli spazi fisici nei punti vendita per farci entrare un minimo di assortimento di prodotti per la decorazione. Abbiamo dovuto stringere i corridoi ed eliminare le categorie di prodotto poco redditizie. Con pazienza e sgomitando non poco, sono riuscita a conquistare un 10% di spazio all’interno dei punti vendita e oggi è con una certa soddisfazione che posso dire che la decorazione è uno dei primi reparti sia per fatturato che per margini all’interno di BricoCenter.

Anche con le aziende fornitrici è stato difficile?

Con loro è stato ancora più difficile. Convincere le aziende del settore tessile a confezionare in un certo modo i  tessuti e ad entrare con i loro prodotti in un centro per il bricolage è stata una vera impresa e lo è stata ancora di più con quelle delle belle arti, (abituati al negozio tradizionale)  ci vedevano alla stessa stregua degli iper e dei mercatoni. Gli abbiamo dovuto spiegare che la grande distribuzione specializzata è un’altra cosa. Abbiamo fatto molta fatica, li abbiamo dovuti aiutare a vestire  i loro prodotti nudi, ma abbiamo trovato un gruppo di aziende che ci ha creduto, hanno guardato lontano e adesso condividono con noi il successo e le soddisfazioni che la decorazione ci sta dando. Siamo solo agli inizi e le difficoltà ci sono ancora perché la decorazione è anche tendenza e novità: le carte per il decoupage, che oggi vanno tanto di moda, sono normalmente proposte in fogli singoli, soluzione ovviamente inaccettabile per la vendita a libero servizio. Noi siamo riusciti ad averle arrotolate a tubo, chiuso da un grazioso fiocchettino, ma non è stata certo un’impresa facile.

Insomma, tanti successi, tante soddisfazioni ma una vita in salita … e le scelte facili?

Le lasciamo agli uomini.

L’intervista è stata realizzata il giorno 11 maggio 2005

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