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Il parco più bello del 2013: i 10 finalisti

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Anche quest’anno, il decimo, il Comitato scientifico del concorso “Il Parco Più Bello” si è riunito e ha decretato i dieci parchi italiani che si giocheranno il titolo di Parco più Bello 2013. Il Comitato scientifico, che per la selezione ha tenuto conto dell’interesse botanico e storico-artistico, dello stato di conservazione, degli aspetti connessi con la gestione e la manutenzione, dell’accessibilità e dei servizi, delle relazioni con il pubblico e della promozione turistica, è composto da sette esperti e specialisti del settore: Vincenzo Cazzato (presidente, Università del Salento, per anni coordinatore del Comitato ministeriale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Alberta Campitelli (Dirigente dell’Ufficio Ville e Parchi Storici della Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma), Marcello Fagiolo (Presidente del Comitato nazionale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Ines Romitti (architetto paesaggista AIAPP – IFLA), Rossella Sleiter (giornalista, collaboratrice per anni di “Linea Verde”, responsabile della rubrica dedicata ai giardini de “Il Venerdì di Repubblica”), Luigi Zangheri (già Presidente del Comitato scientifico internazionale per i paesaggi culturali ICOMOS-IFLA, presiede l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze), Margherita Azzi Visentini (Politecnico di Milano).

Entro la fine di luglio sapremo il nome del vincitore di questa edizione 2013. Per il momento andiamo con la descrizione dei fantastici top ten.

Iniziamo il percorso dei finalisti dal Nord, e precisamente dal Friuli Venezia Giulia con il Castello di Miramare affacciato sul golfo di Trieste e circondato da un vasto parco di 22 ettari, caratterizzato da una grande varietà di piante, risultato dell’impegnativo intervento condotto nell’arco di molti anni da Massimiliano d’Asburgo sul promontorio roccioso che aveva in origine l’aspetto di una landa carsica priva di vegetazione. Nella zona est prevalgono i dettami del giardino paesaggistico con alberi alternati a spazi erbosi, sentieri tortuosi, gazebo e laghetti, mentre la zona a sud-ovest, protetta dal vento, accoglie un impianto geometrico “all’italiana”.

A pochi chilometri da Verona, a Valeggio sul Mincio sulle colline moreniche che abbracciano il Lago di Garda, vi attende un’oasi ecologica incantata e unica nel suo genere: il meraviglioso Parco Giardino Sigurtà dove storia, cultura e natura convivono in perfetta armonia, in un contesto naturale che si estende per circa 60 ettari. Le cinque grandi fioriture (tulipani, iris, rose, ninfee e aster), la grande quercia, la meridiana orizzontale, l’eremo, i diciotto laghetti fioriti, il giardino delle piante officinali, il grande tappeto erboso sono solo alcune delle attrazioni naturali di questa incantevole oasi.

Ci spostiamo in Lombardia dove, a Varese, è la bellissima Villa Toeplitz con il suo parco che si estende per 8 ettari e che presenta percorsi romantici e bucolici, giardini progettati con cura, fontane scenografiche e giochi d’acqua. Nel parco sono presenti diverse componenti botaniche tra cui una parte a prato, macchie di arbusti, un bosco di conifere e uno ceduo di castagno, una ricca varietà di specie spesso esotiche. Tutti questi elementi, e in particolare le geometrie delle vasche e delle fontane, richiamano i giardini orientali.

Facciamo ora una tappa in Toscana negli splendidi Giardini della Villa Medicea di Castello, posti nella zona collinare di Firenze, oggi sede dell’Accademia della Crusca, considerati uno degli esempi di giardino all’italiana meglio conservato. Disposto su tre terrazze digradanti racchiuse entro alte mura perimetrali, il giardino segue una disposizione assiale. La prima terrazza è caratterizzata da un disegno con sedici aiuole al centro delle quali è una bella fontana, mentre due limonaie delimitano i lati della seconda terrazza con il “giardino degli agrumi”, nel quale si apre la suggestiva “grotta degli Animali”, uno degli ambienti architettonici più suggestivi dell’architettura manierista.

Sempre in Toscana, visitiamo un altro giardino, quello di Villa Cetinale presso Siena. Il giardino formale conosciuto come giardino degli agrumi, che si sviluppa sul retro della villa, è composto da aiuole a disegno geometrico bordate da siepi di bosso. Tutte le aiuole sono ornate da pavoni scolpiti nel sasso e da statue. Il restante spazio esterno è impostato su un lungo asse rettilineo che inizia con un’esedra, prosegue lungo un viale di cipressi e, dopo aver attraversato un monumentale portale, giunge alla villa. L’asse prosegue oltrepassando la villa e il giardino formale continuando il suo percorso fino a terminare con la colossale statua dell’Ercole, un colosso in pietra nascosto nel bosco lontano dalla dimora. A nord della villa, su un’area boschiva è il parco della Tebaide: un tortuoso cammino di penitenza con cappelle votive, croci in pietra e numerose sculture.

Nelle Marche, a Pesaro, è Villa Caprile, oggi sede dell’Istituto Tecnico Agrario Cecchi. Gli splendidi giardini che seguono il pendio del colle, si dispongono su tre terrazzi collegati da scalinate. Il primo ospita i famosi giochi d’acqua che sorprendono e divertono i visitatori con spruzzi che fuoriescono all’improvviso da siepi e vasi monumentali; il secondo livello è occupato dal pomario con le sue piante da frutto; il terzo ospita il viridarium, con le profumate essenze di rosmarino, salvia, ginepro e timo.

Un luogo e un’esperienza sicuramente diversi ci aspettano a La Scarzuola presso Montegabbione (Terni), un complesso surreale progettato da Tommaso Buzzi, architetto, artista e uomo di cultura tra i più importanti del ‘900. Buzzi costruì la sua “città ideale“, tracciando un percorso simbolico. I suoi giardini rappresentano un fantastico impianto verde ove, tra siepi di bosso, fiori rari, statue e pergolati, è evocato il mito d’amore di Polifilo e della sua ninfa. La Scarzuola è formata da costruzioni raggruppate in sette scene teatrali, metafora della vita di ciascuno, realizzate sul rilievo del terreno e sostenute da poderosi muri di tufo.

Sempre nel Lazio imperdibile è il Giardino di Ninfa presso Latina, tra i più belli al mondo per il fascino particolare e misterioso esercitato dalle rovine presenti sul posto: una città abbandonata per la malaria e i saccheggi e rinata a partire dal 1921 con Gelasio Caetani che, nel corso delle bonifiche delle paludi, intravide sotto quei ruderi l’anima di un suggestivo paesaggio sepolto da secoli. È universalmente riconosciuta la genialità insita nella creazione del giardino di Ninfa: un sito pervaso dal generale senso dell’abbandono, con i suoi ruderi monumentali ricoperti da una fitta coltre di vegetazione e con un complesso sistema delle acque. Il giardino presenta un gusto tipicamente anglosassone, compendio di botanica e di rovinismo, sul quale si cimentarono oltre al fratello di Gelasio, Roffredo, anche alcune figure femminili come la moglie di quest’ultimo, Marguerite Chopin, e la figlia donna Lelia Caetani Howard.

Prendiamo il largo e approdiamo nell’isola di Capri dove, sul versante nord-occidentale, a oltre trecento metri sul livello del mare, incontriamo Villa San Michele, con il suo giardino creato dal medico e scrittore svedese Axel Munthe, giunto in Italia per motivi di salute e approdato a Capri nel 1876. Acquistate le rovine di una villa nel 1895, Munthe realizzò un giardino sospeso fra cielo e mare, ricavato sugli stretti terrazzamenti strappati alla roccia, con lunghi viali creati per il passeggio e angoli raccolti, ideali per la meditazione. La visione complessiva del giardino, della struttura architettonica e della collezione artistica è un’esperienza unica nel suo genere che rispecchia il gusto del proprietario. Nel giardino, che ospita suggestive fioriture nel corso di tutto l’anno, si possono ammirare alcune specie caratteristiche della flora mediterranea e altre originarie di varie latitudini, scelte per la loro peculiare bellezza o per la loro valenza simbolica. Punto particolarmente suggestivo è il belvedere della Sfinge, da dove si gode una straordinaria vista del Golfo di Napoli.

Per concludere il percorso dei dieci finalisti 2013 giungiamo più a Sud, in Puglia, nell’incantevole giardino botanico di Lama degli Ulivi a Monopoli (Bari), un percorso naturalistico unico, magico e sorprendente, dove le diverse varietà di piante convivono in perfetta armonia. Nello scenario di un’antica depressione carsica ricca di grotte e memorie antiche, sorge un giardino rigoglioso: oltre duemila specie provenienti da ogni angolo del mondo: specie autoctone della macchia mediterranea, ulivi secolari, piante australiane, sudafricane e sudamericane. All’interno del giardino la parola d’ordine è “armonia“, perché un giardino è come una sinfonia: forme che si accomunano o si compensano, colori che si esaltano, profumi leggeri e cangianti che accompagnano il visitatore.

I dieci prescelti racchiudono in sé tutta la bellezza e la varietà dei parchi e giardini che offre la nostra splendida penisola: quelli formali con geometrie rigide e precise, altri più romantici con percorsi morbidi e sinuosi, altri ancora con raccolte botaniche d’eccezione o viste panoramiche mozzafiato. Bellezze paesaggistiche che tutto il mondo ci invidia; sarebbe un vero peccato non visitarle; si scoprirebbe che, senza dover affrontare lunghi e dispendiosi viaggi, l’Italia può offre tesori unici e irripetibili.

Vi ricordiamo i vincitori delle precedenti edizioni: il Giardino di Villa Barbarigo a Valsanzibio (ed. 2003), il Giardino de La Mortella a Ischia (2004), i Giardini del Castel Trauttmansdorff a Merano (2005), Villa d’Este a Tivoli (2006), l’Isola Bella a Stresa (2007), Villa Pisani a Strà (2008), la Reggia di Caserta (2009) il Parco del Castello di Racconigi (2010), il Giardino di Villa Lante (2011) e il Vittoriale degli Italiani (2012).

Luglio 2013

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