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IL SUN SI APRE AL VERDE VIVO

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E’ vero che il SUN è il Salone riservato agli operatori internazionali del mercato dell’Arredo Esterno, ma la scelta annunciata di volersi occupare, dalla prossima e 30° edizione (7/9 ottobre 2012. Fiera di Rimini), anche di florovivaismo ci sembra di assoluto buon senso. Quando si possiede un “pezzo di terra” e lo si vuole rendere vivibile, anzi meglio, godibile, il primo pensiero va normalmente al prato, alle piante, ai fiori, alle siepi e alle aiuole. Solo dopo aver ridato vitalità al “pezzo di terra” si inizia a pensare a tavoli, sedie, ombrelloni, gazebo e quant’altro. Naturalmente questa riflessione assume diverse sfumature se parliamo del nostro giardino di casa oppure di un parco pubblico. Il verde poi, una volta impiantato deve essere manutenuto e completato con l’aggiunta di nuove piante, nuovi fiori e quant’altro.

Inserire il verde vivo in una manifestazione dedicata all’arredo esterno come SUN ci sembra un’opportunità per tutti: per i visitatori (grandi contractors, organizzatori di eventi, pianificatori del verde e grandi progettisti e paesaggisti), che potranno trovare una visione completa di quanto occorre al loro lavoro; per i florovivaisti, che avranno la possibilità di incontrare un pubblico internazionale, qualificato e potenzialmente interessato alle loro produzioni.

Il palcoscenico espositivo dell’outdoor – si spiega in un recente comunicato stampa di SUNè un mercato nuovo e da scoprire per il vivaismo tradizionale, un palcoscenico quindi in grado di dare ancora maggior linfa e vitalità a entrambi i comparti. A SUN il verde vivo, pubblico e privato, saprà offrire le giuste suggestioni per una progettazione e ambientazione attenta alla qualità della vita e pronta a offrire coinvolgenti soluzioni progettuali e di decoro sia per l’outdoor che per l’insideout living”.

Per le notizie che siamo riusciti a raccogliere quello che ci dovremo aspettare da questa nuova esperienza del SUN sarà la presenza di alcuni tra i più importanti vivaisti italiani, con la loro offerta di alta qualità e con vocazioni internazionali. Quello che dovrà essere in grado di garantire il SUN dovrà essere il contatto tra questi e le grandi realtà, pubbliche e private, nazionali e internazionali, che gestiscono gli spazi verdi e la loro migliore fruizione.

Un aspetto importante per i grandi vivaisti italiani risiede nell’internazionalità di SUN, infatti il consumo di piante “made in Italy” è più dinamico in Europa di quanto lo sia in Italia: il comparto segna un saldo positivo nell’import/export, con le esportazioni (principalmente destinate a Germania, Olanda, Francia, Svizzera) che ammontano a 350 milioni di euro e le importazioni (principalmente da Olanda, Danimarca, Thailandia, Kenya) che si fermano a 270 milioni di euro. Il motivo è da ricercare nel costo competitivo dell’offerta italiana, a fronte di una qualità e unicità di prodotto sempre più apprezzate.

In un momento in cui le fiere stanno attraversando una crisi economica e progettuale devastante, con conseguenti affannose ricerche di espositori, di nuovi comparti da inserire, in sostanza di fatturato ad ogni costo, questa scelta del SUN, che anch’esso sicuramente non sta vivendo gli anni più facili della sua trentennale storia, ci sembra dettata dal buon senso e da una realistica analisi. Detto questo, come sempre, sarà del mercato “l’ardua sentenza”.

Giugno 2012

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