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DALL’EUROPA STOP AI FOSFATI

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Dal giugno 2013 una dose standard di detersivo per lavatrice, corrispondente ad un lavaggio, non dovrà più contenere più di 0,5 grammi di fosfati. Lo ha stabilito l’Unione Europea con una direttiva approvata nel dicembre scorso. Il problema del fosforo scaricato nell’acqua risiede nella conseguente ipernutrizione e quindi proliferazione di alghe microscopiche che, non potendo essere smaltite determinano una maggiore attività batterica, aumentando così il consumo dell’ossigeno a danno dei pesci che si ritrovano con due sole alternative: fuggire o morire.

Per una volta tanto l’Italia è sostanzialmente già in regola grazie al D.P.R. numero 21 del 2004 che ha vietato l’uso di una percentuale superiore all’1% nella preparazione dei detersivi per lavatrice. Diverso è il discorso per quelli per le lavastoviglie, il cui limite di fosfati viene fissato dall’Unione Europea in 0,3 grammi per dose, mentre la normativa italiana consente una concentrazione fino al 6%.

Tuttavia, mentre per i detersivi per lavatrice esistono già adeguati sostitutivi ai fosfati, più complessa è la situazione per i detersivi per lavastoviglie. Infatti la stessa Unione Europea procede con una certa cautela: “per quanto riguarda i detergenti per lavastoviglie automatiche sono ancora necessari ulteriori sforzi di innovazione e di ricerca per sviluppare adeguate alternative ai fosfati senza ridurre l’efficacia dei detergenti. Ciò rappresenta un’opportunità per l’industria. Di conseguenza, il limite di contenuto fosforoso totale è stabilito a 0,3 grammi di fosforoso per dose standard e sarà applicabile solo a partire dal 1° gennaio 2017”.

Una cautela importante perché è essenziale che vengano trovate “adeguate alternative ai fosfati” pena causare più danni di quanto i fosfati stessi riescono a fare.

Un precedente importante: la lotta al fosforo nei detersivi possiamo farla risalire al 1988, quando quasi un terzo degli Stati U.S.A. decise di bandirli. Questa presa di posizione fu scatenante negli anni ’90 per la battaglia al fosforo nei detersivi, fino a quando, nel 1995, il Consiglio olandese delle Ricerche Applicate, l’Università della Savoia, quella di Alicante e l’Imperial College of Science, Tecnology and Medicine di Londra dimostrarono che la zeolite, silicato utilizzato in sostituzione al fosforo risultava più dannosa. Da un lato, essendo meno efficace, costringeva ad un uso più consistente di detersivi, con un conseguente inquinamento da detergenti delle acque e dall’altro non era riciclabile, come invece accade per il fosforo che può essere recuperato grazie ad appositi depuratori e riutilizzato come fertilizzante in agricoltura.

Febbraio 2012

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