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CON GABRIELE MINA L’APOTEOSI DEL BRICOLAGE

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Il fare da sé, il creare, l’autocostruire e l’autoprodurre sono concetti assimilabili ad un’unica pratica che assume diverse sfaccettature se a fare da sé è un architetto, un designer, oppure un artigiano o un semplice essere umano dotato di voglia e manualità. Co questo articolo vi segnaliamo un altro aspetto, sempre legato all’autocostruzione ma con una declinazione che ha dell’incredibile: sia perché stiamo parlando di strutture autocostruite spesso di enormi dimensioni, sia perché gli artefici di queste opere sono normalmente operai, muratori, falegnami, insomma artigiani. Tutte persone che oltre ad una importante manualità ed esperienza nel lavorare i materiali, dimostrano essere dotate di una straordinaria creatività e senso artistico.

Il punto di partenza è un libro uscito in questi giorni (dicembre 2011) a cura di Gabriele Mina per la casa editrice Eleuthera, il titolo è “Costruttori di Babele. Sulle tracce di architetture fantastiche e universi irregolari”. Vi diciamo subito che si tratta di un libro imperdibile per tutti, e in particolare per chi possiede la vocazione del bricolage e dell’autocostruzione.

Gabriele Mina è un antropologo che da anni si occupa di raccogliere materiale sulle costruzioni babeliche italiane, andando così a costruire un archivio che può essere consultato in rete nell’omonimo sito web. I costruttori di Babele sono misconosciuti artisti autodidatti che hanno consacrato decenni della loro vita alla costruzione di un’opera totale, un castello visionario, una folla di personaggi, un archivio di sassi. Spesso sono artigiani o ex artigiani, muratori, falegnami, fabbri con una cultura scolastica minima ma con una grande sensibilità interiore.

Non ci dilunghiamo in inutili presentazioni di questo libro che racconta in maniera avvincente e coinvolgente le storie di queste persone e delle loro incredibili opere. Ci limitiamo a qualche suggestione che speriamo possa stimolare la curiosità e quindi l’acquisto di un libro che merita di essere letto e anche guardato, considerando l’importante supporto fotografico.

Citiamo per esempio il grande mappamondo di Orfeo Bartolucci, con una circonferenza di 31 metri, realizzato in legno di recupero e installato su una collina nei pressi di Colombara, un piccolo paesino a 40 chilometri da Urbino. Oppure la casa di Annunzio Lagomarsini, in provincia di La Spezia: un villino in muratura su due piani costruito su una piattaforma che, grazie a bracci meccanici costruiti con vecchie rotaie ferroviarie e un motore a scoppio, può essere sollevata fino a venti metri di altezza e girare su se stessa a 360°. O ancora l’immensa raccolta di sassi del veneto Luigi Lineri: migliaia di sassi che ricordano nelle fattezze volti, animali, forme di oggetti. Ma anche torri, castelli, statue, fontane e un presepe che occupa interamente i 4 mila metri quadrati di una collina delle Cinque Terre in Liguria. Insomma, opere incredibili che, non essendo riconosciute da alcuna autorità istituzionale o artistica, rischiano di essere smantellate con la scomparsa del loro autore (in molti casi è già purtroppo successo). Anche per questo motivo riteniamo importante il lavoro di ricerca e archiviazione che Gabriele Mina sta svolgendo.

Sempre per stimolare la vostra curiosità vi lasciamo ad un’ampia Galleria Fotografica che rappresenta una selezione dei lavori che troverete raccontati nel libro. Buona visione e buona lettura.

Dicembre 2011

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