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Attenzione al monossido di carbonio in casa

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Nei mesi invernali gli scaldabagno, gli impianti di riscaldamento, le stufe e i camini funzionano a pieno regime, in più, a causa del freddo, le finestre di casa sono spesso chiuse. Tutte situazioni che possono diventare un grave pericolo per tutti noi. Il nemico mortale si chiama: monossido di carbonio (CO), un gas incolore, inodore, insapore, non irritante ma mortalmente tossico.

Il monossido di carbonio viene liberato nell’ambiente a causa di un processo di combustione incompleta dei combustibili organici (legno, carbone, olio e carburanti). Attenzione quindi che lo scaldabagno funzioni bene; che le stufe e gli impianti di riscaldamento non abbiano difetti; che i camini e le stufe a legna non abbiano le canne fumarie intasate; che gli stessi camini e stufe siano posizionati in locali sufficientemente ventilati; che i comignoli non siano occlusi da nidi di calabroni o di uccelli. Queste sono le cause più frequenti che portano ad una cattiva combustione e quindi alla formazione del monossido di carbonio, con la conseguente intossicazione degli abitanti della casa.

Non ci sono dati ufficiali sul numero di vittime che il monossido di carbonio miete in Italia ogni anno, tuttavia l’ordine di grandezza è di centinaia di morti e di migliaia di persone ricoverate in ospedale per intossicazione. L’avvelenamento da monossido di carbonio può essere letale perché, una volta respirato, si lega all’emoglobina del sangue (che ha il compito di trasportare l’ossigeno in tutti gli organi e i tessuti del nostro corpo) formando un composto fisiologicamente inattivo chiamato carbossiemoglobina. Quest’ultima impedisce la corretta ossigenazione degli organi, soprattutto cuore e cervello, causando sostanzialmente una morte per asfissia.

Il monossido di carbonio è subdolo perché, non manifestandosi in alcun modo (inodore, insapore, incolore), spesso non viene riconosciuto e si addebitano i primi sintomi di intossicazione (mal di testa, leggera nausea, giramenti di testa) ad altre cause. Nel caso ci si trovi nella condizione di soccorrere una persona intossicata da monossido di carbonio le operazioni da fare sono semplici ma immediate: aprire le finestre per far entrare ossigeno nell’ambiente; portare subito la persona intossicata all’esterno; somministrare ossigeno ad alta concentrazione; chiamare subito un’ambulanza. Una volta in ospedale la camera iperbarica è il trattamento spesso risolutivo dell’intossicazione da CO.

PREVENZIONE = CORRETTA MANUTENZIONE

Per prevenire questi drammatici incidenti è necessario tenere sempre ben presente due principi fondamentali: il primo riguarda l’adeguata ventilazione dei locali che ospitano gli apparecchi a combustione (cucina, bagno, box oppure salotto nel caso del camino o della stufa a legna), avendo sempre cura di controllare le apposite bocchette per l’areazione che non devono mai essere intasate, sporche o chiuse da oggetti lasciati incautamente davanti alle stesse. Il secondo principio riguarda invece il massimo rigore che si deve avere nella cura della manutenzione e del corretto funzionamento degli apparecchi a combustione: stufe a carbone, a gas, a legna, caldaie, boiler, cucine, camini aperti. La pulitura dei camini e dei condotti di evacuazione dei gas deve essere eseguita almeno una volta all’anno da operatori qualificati.

E’ molto importante che chi installa e chi successivamente cura la manutenzione di qualsiasi apparecchio a combustione sia altamente qualificato e accurato nelle procedure necessarie per garantire la massima sicurezza delle famiglie.

Novembre 2014

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