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Il caso Winky Dink

Winky Dink
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QUELLO CHE SEGUE È IL CAPITOLO 11 DEL LIBRO “TIME OUT: UN MOMENTO DI RIFLESSIONE SULLA TV SATELLITARE, INTERNET E IL DIGITALE TERRESTRE TRA TECNOLOGIA, POLITICA E CONTENUTI”, SCRITTO DA MAURO MILANI NEL 2005.

Era il 10 ottobre 1953, in Italia non avevamo ancora la TV, quando negli Stati Uniti la CBS-TV metteva in onda, il sabato mattina, “Winky Dink and You“, una trasmissione in diretta condotta da Jack Barry in uno studio pieno di bambini, che aveva come punto centrale il cartone animato del folletto Winky, un simpatico personaggio con i capelli a forma di stella. In ogni episodio del cartone animato il piccolo Winky si mette ovviamente nei pasticci.

Deve affrontare i cattivi, deve attraversare fiumi, deve lanciarsi da altissimi dirupi e correre tanti altri pericoli. Per poter superare tutte queste difficoltà Winky ha bisogno, di volta in volta, di un aiuto: una scala, un paracadute, una barca o quant’altro.

Ebbene, questo aiuto gli viene fornito dai piccoli telespettatori purché i genitori gli abbiano regalato il “Winky Dink Magic Television Kit“. Cioè una valigetta contenente un foglio trasparente di acetato da far aderire allo schermo della televisione, una scatola di speciali pastelli colorati e un cancellino. Il kit poteva essere richiesto direttamente al programma con invio postale per il costo di mezzo dollaro, oppure acquistato nei negozi di giocattoli nella versione più ricca, con molti pastelli colorati in più, al costo di 2,95 dollari.

Durante il cartone animato, quando il protagonista è in difficoltà, per esempio se deve attraversare un fiume, si ferma e, nella prima edizione (1953-1957) il conduttore Jack Barry e nella seconda edizione (1969-1973) Winky stesso, chiede aiuto ai bambini i quali, unendo con i pastelli colorati dei puntini apparsi sullo schermo, creano con il disegno il ponte che salverà la vita all’amico Winky.

I disegni che i bambini sono invitati a fare sono sempre estremamente elementari e l’ausilio dei puntini che fanno da guida per il disegno li rendono adatti anche per i più piccoli, ma i trucchi visivi che danno vita agli oggetti disegnati sono assolutamente sorprendenti e coinvolgenti per i bambini che si sentono protagonisti della costruzione della storia.

Oltre alla partecipazione al cartone animato il kit viene utilizzato anche il un altro momento topico del programma, quando il conduttore propone di scoprire il “messaggio segreto“, cioè una parola o una frase composta da una serie di lettere che compaiono sullo schermo i due fasi distinte.

Prima appaiono le linee orizzontali, che i bambini devono ricalcare sull’acetato e in un secondo momento, quando le orizzontali saranno scomparse, appaiono le linee verticali che, una volta ricalcate anch’esse, completano la parola rendendola leggibile.

Naturalmente il Messaggio Segreto non può essere scoperto dai bambini che non posseggono il kit, a meno che non ovvino a tale mancanza usando normali pastelli direttamente sullo schermo televisivo. Si dice che fu proprio questo il motivo dell’interruzione del programma nel 1957: i genitori non ne potevano più di avere lo schermo del televisore, per di più ovviamente nuovissimo, rovinato dai pastelli dei bambini.

A questo punto i più curiosi di voi, o quelli che hanno ancora vivo il fanciullino nel proprio cuore, si domanderanno cosa succede al piccolo Winky che ha bisogno del ponte per attraversare il fiume se il bambino non lo disegna? Succede che Winky il folletto attraversa comunque il fiume, come se il ponte ci fosse, come dire: “the show must go on”.

Questa di Winky è indubbiamente la prima sperimentazione di televisione interattiva e con un successo di pubblico veramente straordinario, tant’è che al kit seguì una ricca produzione di merchandising (dischi, libri da colorare, magliette, cuscini, ecc.) su Winky e le sue avventure.

Dopo la prima interruzione per il motivo che vi ho raccontato, la seconda edizione fu bloccata nel 1973, sempre per le proteste dei genitori che ritenevano pericolosa la vicinanza allo schermo televisivo da parte dei bambini.

Winky Dink esiste ancora oggi con un kit che contiene, oltre all’acetato, ai pastelli e al cancellino, una videocassetta da trenta minuti con tre cartoni animati e sketch presentati da nuovi conduttori. I più curiosi di voi lo possono acquistare tramite amazon.com al costo di 14,99 dollari.

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