A-mano-libera-mercato A cura di Giulia Arrigoni
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A mano libera

Un piccolo grande calzolaio

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Quante volte si è andati dal calzolaio di quartiere negli ultimi anni? Quali sono state le scarpe NON made in China alle quali avete riservato una cura maggiore nell’utilizzo e nel mantenimento?

Seppur l’abitudine di riparare si stia pian piano perdendo, vi sono ancora artigiani della tradizione Italiana che resistono e che detengono le sapienti tecniche di mestieri antichi.

Qualche giorno fa dovendo riparare degli stivali di qualità a cui sono molto affezionata, mi sono rivolta ad una bottega del paese in cui vivo, poco fuori Milano.

Un piccolo laboratorio pieno zeppo di pellami impilati, scarpe e un intenso odore di colla che mi ha subito portato alla memoria quando da piccola entravo nella bottega del mio nonno romano, mastro ciabattino per tutta la pensione. Una sorta di tuffo indietro nel tempo, dove il gesto ed il fare avevano ancora valore.

Dall’altra parte del bancone c’era Salvatore Michelizzi (vedi nella Galleria Fotografica), un uomo sorridente sulla quarantina che parla del suo lavoro con il luccichio negli occhi. Mi racconta che dopo un diploma alberghiero ha optato per una formazione artigianale nell’area di Parabiago e Legnano, uno dei poli calzaturieri più efficienti e rinomati del made in Italy. Ha avviato la sua attività in proprio nel 2002 e da allora si ritiene felice e soddisfatto in quanto il mestiere gli permette di poter condurre una vita confortevole.

Il fatto che mi ha lasciata piacevolmente stupita è stato quando, al momento della consegna degli stivali al negoziante, Salvatore mi ha chiesto di cosa avevo bisogno, mi ha illustrato una soluzione e poi mi ha rilasciato una sorta di promemoria, un vero e proprio recap sul servizio (vedi nella Galleria Fotografica).

Come vedete  con un metodo estremamente semplice è riuscito ad escogitare una comunicazione pensata sull’esigenza del cliente. Il doppio talloncino da lui stesso creato, è composto da aree compilabili e immagini iconiche, utili per  creare un promemoria sull’accessorio che si è portato, la lavorazione, la data di consegna ed infine il costo espresso con chiarezza.

Un biglietto verrà tenuto dal negoziante, l’altro fungerà da memorandum al cliente.

Mi ha fatto sorridere l’approccio creativo, e di fatto strategico, che ha avuto Salvatore, per riuscire a creare una comunicazione fra lui ed i suoi clienti: molto spesso i piccoli commercianti e artigiani rimangono arpionati a vecchi retaggi, rifiutando ogni tipologia di innovazione, non rendendosi conto che pian piano si stanno allontanando dai loro clienti, sempre più esigenti e viziati dai grandi retailer.

Quello che fa Salvatore Michelizzi, che lo ha fatto diventare il mio calzolaio di fiducia, è cercare di MIGLIORARE:

  • il suo lavoro (rendendolo piu efficace)
  • il suo servizio verso di me (attraverso l’ascolto)
  • l’attrattività verso il suo Mestiere (raccontandomi tecniche e fornendomi soluzioni)

Cosa mi porto a casa oltre agli stivali nuovamente utilizzabili?

Un’esperienza che mi ha regalato un’emozione (quella che chiamiamo shopping experience), un gesto che mi ha coccolato e regalato qualcosa di più di un prodotto, ovvero la Cultura e la Passione per il Mestiere (shopping engagement) e  la voglia di consigliare a tutti Salvatore (nella Galleria Fotografica trovate il suo bigliettino da visita) .

E voi cosa state facendo per il vostro cliente?

Febbraio 2015. Questo articolo è stato pensato e scritto da Dora Binnella.

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