A-mano-libera-mercato A cura di Giulia Arrigoni
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Il caos delle fiere sul florovivaismo

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A memoria non credo che il settore italiano del florovivaismo si sia mai trovato in questa situazione. Imbarazzante. Ho chiesto conferma anche a chi frequenta questo mercato da più tempo del sottoscritto.

Mi riferisco al panorama fieristico italiano che sta perdendo sempre più identità negli ultimi anni, purtroppo. Un fenomeno che pone nuovamente l’accento sulle difficoltà del comparto italiano di fare sistema, difficoltà che ancora una volta, anche in questo periodo di crisi, non rappresentano un monito per trovare soluzioni condivise, anzi.

Così, in occasione del Flormart, che per il quarto anno consecutivo ha faticato a trovare un nuovo format, sono venuto a conoscenza di due nuovi progetti fieristici nati con l’obiettivo di intercettare bisogni e necessità della filiera del florovivaismo. Ma andiamo con ordine.

Non vorrei soffermarvi sulle dinamiche del Flormart e di Padova Fiere, perché sarebbe un “già detto”, e non posso che dare fiducia al nuovo amministratore delegato, Davide Villa, che durante un incontro con la stampa ha confermato l’impegno di Padova Fiere nel sostenere la storica manifestazione anche per il 2015 con nuovi e importanti investimenti. Vedremo.

Così, dal malcontento di alcune aziende espositrici proprio nei confronti di Padova, è nata l’iniziativa legata alla Fiera di Milano, con la costituzione del consorzio Myplant & Garden che sta organizzando una manifestazione in programma per l’ultima settimana di febbraio (25-27 febbraio 2015).

L’idea è quella di tornare a pensare al florovivaismo come un settore di riferimento, rappresentativo… Insomma, in grande. E i presupposti sembrano esserci: l’impegno volontario e serio di alcuni dei nomi importanti del mercato, la piazza di Milano, la voglia di ripresa.

Ma non sarà solo Milano a provare a riaccendere i riflettori sul florovivaismo, ci proverà anche la Fiera di Rimini. Infatti, grazie al sostegno di Florasì e Florconsorzi, a Rimini sono stati messi in calendario due differenti appuntamenti Flora Trade Workshop (25-27 febbraio 2015) e Flora Trade Show (16-18 settembre 2015).

Quindi il risultato sarebbe: Myplant & Garden a Milano in febbraio, Flora Trade Workshop a Rimini sempre in febbraio, Flormart a Padova in settembre e chiude Flora Trade Show a Rimini nello stesso mese.

Che dire, un ingorgo. Sovrapposizioni, doppioni, contrapposizioni… Un impegno profuso che sembra fare più male che bene al settore. Un settore che rappresenta il 5% del giro d’affari del totale dell’indotto agricolo, che occupa centinaia di migliaia di operatori, trainato dalla forza del prodotto mediterraneo. L’Italia è il secondo Paese al mondo per la produzione florovivaistica e rimane incapace di rappresentarlo, almeno per quanto riguarda l’ambito fieristico.

Padova, Milano e Rimini: speranze, aspettative, attese. Siamo tutti d’accordo che il valore delle fiere è cambiato, che “non si va più in fiera per vendere”, ma un punto d’incontro serve, un appuntamento condiviso è necessario, un evento capace di fare sintesi dell’alta imprenditorialità italiana di questo settore è fondamentale. Non capisco come mai (e per fortuna che c’è!) Essen debba essere l’unica alternativa.

Nella foto: una bellissima orchidea gialla nel vaso Hubei II di segnato da Alessandro Mendini

L’articolo è stato pensato e scritto da Francesco Tozzi.

Dicembre 2014

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