A-mano-libera-mercato A cura di Giulia Arrigoni
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A mano libera

Addetto sgarbato non fa fatturato

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Ore 19, la giornata è finita e abbiamo sforato di un’ora, domani si parte per una trasferta e ci serve qualcosa per riempire i nostri già gremiti beautycase.

Spegniamo il pc e ci scapicolliamo al più vicino paradiso della cura del corpo e della casa, che ha fatto un forte sviluppo nell’ultimo anno. Fortunatamente il negozio è fornito di un parcheggio e l’illuminazione interna  consente di avere un’ottima visuale dalla strada, l’insegna illuminata verde acqua/ottanio si staglia nel buio invernale.

Dalla vetrina l’immagine è rassicurante: gli interni appaiono ordinati e i ripiani sembrano per forniti: è il posto giusto per noi. Ci prepariamo ad una sessione di shopping da vere professioniste, borsa a tracolla, carta di credito nella tasca destra, scarpe comode e occhiali radar per tutte le promo.

Siamo cariche e varchiamo la soglia con uno slancio felino, quando la ragazza alla cassa, dirimpetto all’entrata, senza salutare o abbozzare il benché minimo sorriso, scocciata ci dice “ Siamo in chiusura, siate rapide”.

A questo punto potete immaginare la frustrazione di un cliente che viene accolto in questo modo: entra con le migliori intenzioni di spendere e quasi vorrebbe girare i tacchi e andarsene.

Meste e infastidite ci dirigiamo verso le corsie di riferimento e tutto appare meno affascinante, le parole della commessa ci risuonano in testa e ripensiamo a come una persona possa essere cosi scortese ed utilizzare quei toni verso dei clienti.

Ci chiediamo se il suo area manager è a conoscenza del trattamento che questa persona riserva ai malcapitati.

La nostra shopping experience incrinata dai modi della cassiera, si riduce al mero reperimento dei  prodotti strettamente necessari e nulla più. Finito il nostro rapido tour fra le corsie, ritroviamo la nostra “amica” alla cassa: sciatta, chiacchiera con la collega, masticando rumorosamente la cicca, e si dimentica di  chiederci la tessera fedeltà, a noi fedelissime.

Torniamo in macchina; ci siamo rese conto di aver preso metà della roba che avremmo voluto acquistare e, mentre ci allontaniamo dal parcheggio, intravediamo una coppia appropinquarsi alla porte scorrevoli. Non entrate, vorremo dirgli … conosciamo il potere del passaparola.

Dicembre 2014. L’articolo è stato pensato e scritto da Dora Binnella.

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