Coltivare il pomodoro

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La pianta di pomodoro è tra quelle che danno la maggiore soddisfazione. Esistono svariate specie di pomodori: da quelli a ciliegina, ai cuori di bue, ai perini e molte altre ancora. Potrete scegliere la specie che più vi piace dal vivaista presso cui acquisterete le piantine da interrare, il che potrà avvenire verso la fine di marzo, oppure, più facilmente, in aprile, cioè quando la temperatura primaverile si sarà stabilizzata. Si può partire nella coltivazione della pianta di pomodoro anche dal seme, ma per un orto di casa non è consigliabile: le piantine che si trovano dai vivaisti sono poco costose, ben robuste e pronte per essere interrate.

Il pomodoro ama il sole e un terreno ben fertilizzato. Per questo esistono fertilizzanti specifici per il pomodoro che potrete mettere sul fondo della buca che ospiterà la piantina. Quando interrate la piantina, anche se ovviamente piccola, prevedete sin dall’inizio un sostegno robusto e alto almeno 1 metro e mezzo; questo perché la pianta di pomodoro può avere uno sviluppo sorprendente ed è quindi necessario sostenerla al meglio. Esistono in commercio tutori di diversi materiali, il più tradizionale è il bambù, ma li troviamo anche in materiali plastici fino ad arrivare ai tutori in acciaio.

Quando interrate le piantine di pomodoro abbondate con l’acqua, successivamente, cioè quando le nuove radici cominciano a formarsi e si manifesta un nuovo sviluppo, diminuite drasticamente la quantità di acqua ma siate regolari nella somministrazione: durante il caldo estivo è bene dare acqua tutti i giorni.

Un’operazione molto importante da eseguire man mano che la pianta si sviluppa è quella della cosiddetta sfemminellatura. Si tratta di eliminare, usando semplicemente le dita, i germogli ascellari, facilmente riconoscibili perché nascono alla base di una ramificazione già esistente, dando luogo allo sdoppiamento del ramo stesso. Se questi germogli non vengono eliminati si ha uno sviluppo esagerato della parte verde con conseguente appesantimento della pianta, che può raddoppiare in dimensioni, e sottrazione di risorse al corretto sviluppo della piante e dei frutti.

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