Installare un impianto di irrigazione senza danneggiare il prato

Chi possiede un giardino, anche se piccolo, sa perfettamente quanto sia importante irrigarlo, ogni giorno nella stagione estiva, per mantenerlo verde, sano e rigoglioso. La tradizionale canna dell’acqua e un po’ di tempo e pazienza tutti i giorni è certamente una soluzione, tranne quando ci si assenta per le ferie in agosto: al nostro ritorno l’erba gialla nel prato e le piante con le foglie tristemente abbassate come un disperso nel deserto non sono proprio un bello spettacolo.

L’installazione di un impianto di irrigazione è la soluzione a tutti i problemi: comodo, programmabile, funziona autonomamente all’ora che vogliamo e anche quando non ci siamo. Se si entra in una casa nuova con giardino è certamente consigliabile prevederlo da subito, prima di procedere alla semina dell’erba. Se invece abitiamo in una casa dove esiste già un giardino bello e fiorente ma sprovvisto di impianto di irrigazione, ecco che il problema non è da poco. Fare lo scavo, interrare il tubo, richiudere lo scavo e riseminare l’erba è un lavoro impegnativo che, per di più, ci costringe ad aspettare una stagione per riavere il giardino in ordine.

Per i giardini di piccole dimensioni esiste una soluzione: si chiama Colibrì System ed è stata progettata dalla Claber. Il vantaggio straordinario sta proprio nell’installazione, perché non serve fare uno scavo per ospitare il tubo ma è sufficiente tracciare un solco con la lama di una vanga lungo il percorso che deve fare il tubo e far oscillare la lama stessa aprendo nel terreno una piccola fessura. Sarà questa la fessura in cui andrà inserito il particolare tubo da 1/2″ del Sistema Colibrì, per poi richiudere il tutto semplicemente calpestando l’area. Questo significa che nel giro di pochi giorni nessuno si accorgerà dell’intervento. Davvero niente male.

Il Sistema Colibrì è consigliato da Claber per giardini con una superficie compresa tra 50 e 200 metri quadrati, in realtà sappiamo anche di installazioni su superfici più ampie, fino a 500 metri quadrati. Anche per quanto riguarda la pressione dell’acqua Colibrì si accontenta di poco, infatti funziona anche con una pressione d’esercizio di 1,5 bar.

Non entriamo nel dettaglio dell’installazione del Sistema Colibrì perché nel sito della Claber è pubblicata una dettagliata e illustrata documentazione sui vari passaggi dell’installazione mentre i più pigri possono cliccare sul video qua sopra: in circa 5 minuti viene illustrata nella pratica la semplicità dell’installazione del Sistema Colibrì.

Luglio 2014

ROTTA DI NAVIGAZIONE:

 

2 commenti:

  1. Donatella ha detto:

    Ho un giardino a U intorno alla casa ed ho un impianto di irrigazione che pero non raggiunge ogno punto nonostante i vari ugelli. Ho 2 zone di irrigazione, ma la pressione è poca e spesso gli ugelli non emergono dal terreno ottenendo cosi come risultato che il prato ingiallisce e ho pozzanghere sul mattonato. Potete darmi dei consigli? Posso mantenere limpianto esistente magari chiudendo qualche getto?

    1. bricoliamo.com ha detto:

      Grazie Donatella per il quesito che probabilmente sarà utile a molti. Per la risposta abbiamo coinvolto gli esperti di Claber. Ecco il loro consiglio: “Non è il primo caso e purtroppo non sarà l’ultimo in cui si manifestano questi problemi. Sicuramente è un discorso di disponibilità scarsa rispetto al numero di irrigatori impiegati, quindi, probabilmente si dovrà procedere ad una ulteriore suddivisione dell’impianto, cioè alla creazione di un’ulteriore zona indipendente oltre alle due già esistenti, in maniera da suddividere il numero di irrigatori in tre linee, invece di due. Per fare questo non serve collegarsi ad un altro rubinetto, si può utilizzare lo stesso, basta applicare una presa a due uscite, dove su una rimane il programmatore attualmente impiegato (a due vie), mentre sull’altra verrà installato un altro programmatore ad una via che gestisce la terza zona.
      In genere prima di fare un impianto è bene verificare la disponibilità idrica e il livello di pressione dell’acqua. Per verificare la disponibilità idrica, basta utilizzare un recipiente di volume conosciuto e controllare in quanto tempo si riempie. Questo dato servirà per calcolare quanti irrigatori possono essere collegati assieme, tenendo presente che la somma del loro consumo non deve mai superare circa i 2/3 della disponibilità idrica. Per quanto riguarda invece la pressione occorre un manometro per la sua misurazione, strumento che difficilmente si trova nelle case. La pressione consigliata negli impianti interrati è di almeno 2 bar. Normalmente, tranne casi particolari, l’acquedotto fornisce una pressione che va da 2 a 3 bar, quindi in linea con le nostre necessità”.

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