TORNA IL SERENO IN WOLF MA NON NELLE FILIALI

Ritorniamo sulla vicenda del Gruppo Wolf Garten, acquisito, come già abbiamo pubblicato nel gennaio scorso dall’americana MTD. In quell’epoca, in assenza di comunicazioni ufficiali sia da parte Wolf che MTD (assenza che peraltro persiste ancora oggi), non si poteva essere completamente esaustivi rispetto ai dettagli di questa importante acquisizione, oggi, abbiamo notizie in più, debitamente confermate, e soprattutto abbiamo avuto la possibilità di intervistare Maurizio Tollis, direttore generale di Wolf Italia.

Proviamo a riassumere e aggiornare la situazione. Per capire con la dovuta chiarezza le dinamiche dell’operazione bisogna sapere che nella holding Wolf Garten erano presenti due società distinte: la prima proprietaria delle industrie di produzione e la seconda, Svizzera, proprietaria dei diritti di distribuzione del marchio Wolf e di tutte le filiali. Come sappiamo la società industriale ha richiesto nel gennaio scorso al tribunale di Betzdorf, lo stato di insolvenza a causa di una seria crisi finanziaria, che, naturalmente, non risparmiava anche la società dedita alla distribuzione. L’americana MTD si è mossa, già dal mese di gennaio, verso l’acquisizione della società industriale, consentendo così la ripresa della produzione. Tuttavia il perfezionamento globale dell’accordo prevedeva anche l’acquisto e la conseguente cessione da parte della Wolf Svizzera, dei diritti di distribuzione del marchio.

E’ infatti evidente che se la MTD avesse acquisito solo le industrie e non il diritto di utilizzare il marchio Wolf, questo sarebbe probabilmente sparito dal mercato. Considerando l’importanza, la fama e la penetrazione del marchio Wolf su molti mercati europei, tra cui certamente quello italiano, l’ipotesi della sua sparizione ci sembrò da subito, e lo scrivemmo, una vera follia. Infatti oggi sappiamo che MTD ha definitivamente acquisito il diritto di distribuzione dei prodotti a marchio Wolf Garten. Ciò significa che tutti i clienti Wolf, siano essi operatori della distribuzione come consumatori finali, continueranno a trovare, a vendere e ad acquistare tutti i prodotti del catalogo Wolf, dando una continuità ad una storia di brand di importanza assoluta.

L’OTTIMISMO DELLA RAGIONE

La sola questione che rimane ancora aperta, probabilmente ancora per poco, è quella che riguarda le filiali, tra cui ovviamente anche quella italiana. MTD nelle prossime settimane dovrà decidere come strutturare la distribuzione dei prodotti a marchio Wolf. E’ plausibile che nei Paesi europei dove la società americana è già presente con una propria filiale, MTD sia poco interessata ad acquistare le filiali di Wolf. Dove però non è presente o è presente, come accade in Italia, con un distributore? Probabilmente la variabile che determinerà le decisioni di MTD sarà lo stato di salute e i livelli di profitto che ciascuna filiale è in grado di garantire. Sotto questi punti di vista la filiale italiana dovrebbe, ma è un condizionale tutto teorico dettato da una nostra speranza, essere in una botte di ferro. E ora veniamo a Maurizio Tollis, direttore generale di Wolf Italia.

Come avete vissuto in Wolf Italia questi primi mesi del 2009?
Ovviamente con preoccupazione, ma sempre con grande ottimismo. Wolf Italia è un’azienda sana, con uno staff di collaboratori di assoluta eccellenza e con programmi e strategie che garantiscono il successo. Lo posso dire perché il piano triennale che ci siamo dati nel 2006 è stato perseguito e gli obbiettivi sono stati raggiunti e superati. Posso dire che Wolf Italia non ha sofferto la crisi lamentata dall’intero mercato. Certamente quest’anno, cioè il terzo, non potrà chiudersi con gli stessi trend di crescita dei due anni passati, ma questo soltanto a causa dello stop della produzione, e quindi del fatturato, che abbiamo avuto nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, mesi decisivi soprattutto per gli ordini della grande distribuzione. Il nostro anno finanziario va da settembre ad agosto e quello che vorrei mettere in evidenza è che nel periodo settembre/dicembre 2008 registravamo un + 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che peraltro era già cresciuto del 22% rispetto al 2006. Dopo i tre mesi di fermo della produzione, abbiamo ripreso a lavorare con grande energia e abbiamo chiuso aprile sugli stessi livelli dell’anno scorso e probabilmente, guardando i dati di questi primi dieci giorni, maggio farà registrare una crescita intorno al 30%. Ciò significa che i clienti non ci hanno abbandonato, probabilmente perché abbiamo lavorato bene nei due anni precedenti, con serietà e trasparenza.

Questi sono numeri che potrebbero far riflettere MTD e far pendere l’ago della bilancia verso il mantenimento della filiale italiana di Wolf, non crede?
Noi siamo molto ottimisti. Sappiamo il lavoro che abbiamo sviluppato e le potenzialità ancora inespresse. Tecnicamente se la società Wolf Italia continuerà ad esistere oppure se verrà sostituita da un’altra società o chissà che altro, non è possibile saperlo in questo momento. Tuttavia credo che la notizia più importante e certa sia quella che riguarda il marchio Wolf Garten e la garanzia della continuità della sua esistenza e della sua distribuzione al mercato. I clienti possono stare assolutamente tranquilli, il momento difficile è passato, le consegne sono già tornate ad essere regolari e precise e questo si perpetuerà nel futuro. Naturalmente quello che mi auspico e credo è che il futuro preveda il supporto della nostra organizzazione di lavoro, ma ripeto, in questo senso sono molto ottimista.

Quante sono le persone che lavorano in Wolf Italia?
In otto interni, nei vari ruoli, sviluppiamo un fatturato di circa 5 milioni di euro all’anno. Strutturalmente abbiamo poi suddiviso il mercato in tre comparti: la distribuzione tradizionale (ferramenta, garden, agrarie, consorzi e rivendite edili) seguita da 25 agenti; il DIY con una ventina di agenti e la grande distribuzione alimentare, seguita direttamente dalla direzione.

Ci sembrano veramente troppi gli elementi che dovrebbero indurre gli americani della MTD a prendere in seria considerazione il lavoro svolto da Wolf Italia e le opportunità che potrebbero essere colte garantendone la continuità. Comunque l’esperienza ci ha insegnato che fintanto che tutte le firme non sono nei posti giusti tutto può accadere. Condividiamo l’ottimismo di Maurizio Tollis e di tutto il suo staff e ci ripromettiamo di seguire l’intera vicenda fino alla sua conclusione.

Maggio 2009

 

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