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Quando il camino fa fumo

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Il camino, un tempo essenziale, oggi è considerato un elemento di completamento della casa. Nelle case di nuova costruzione è molto spesso presente e chi abita in condominio vi rinuncia a malincuore. Già perché il camino ha tutte valenze positive: non scalda solo l’ambiente, scalda anche l’anima. Inoltre le moderne soluzioni di design propongono camini di ogni forma e fattezza, alcuni dei quali esteticamente davvero straordinari.

Come in tutte le cose esiste un pericolo in agguato che può vanificare tutta l’utilità e la poesia del nostro camino: il fumo. Un camino con un tiraggio imperfetto e che quindi lascia uscire fumo dalla bocca del camino stesso è inutilizzabile, non solo perché il fumo è fastidioso ma soprattutto perché è pericoloso in quanto tossico.

Ci sono alcune avvertenze fondamentali che bisogna seguire per garantirsi il perfetto tiraggio del camino: in primo luogo la bocca del focolare deve sempre essere più larga che alta. In questo modo si agevola l’espulsione di una maggior quantità di “aria parassita”, cioè quella non necessaria alla combustione. Se per questioni estetiche volessimo comunque avere un camino dalla “bocca alta” sarà necessario dimensionare debitamente la canna fumaria. Solo in questo modo potremo evitare l’uscita di fumo dalla bocca del camino.

La seconda avvertenza molto importante riguarda proprio la canna fumaria che è il vero motore del tiraggio. Essa deve essere dimensionata correttamente, deve essere proporzionata al focolare e protetta termicamente. Quest’ultimo aspetto è fondamentale perché i fumi prodotti dalla combustione, essendo caldi, tendono naturalmente verso l’alto, salendo tendono a raffreddarsi e quindi a perdere quella differenza di pressione che gli consente di salire. Ecco quindi che se ciò accade prima della fuoriuscita dal comignolo, i fumi tornano verso il basso tendendo a uscire dalla bocca del focolare.

In sostanza il tiraggio del camino è determinato da due fattori. Primo: maggiore è l’altezza della canna fumaria, maggiore è la differenza di pressione fra l’entrata alla base e l’espulsione dei fumi in uscita. Secondo: maggiore è la sezione della canna fumaria, minore saranno le resistenze che il fumo incontrerà lungo il suo percorso, facendo però attenzione al fatto che i fumi non vadano sotto la temperatura di rugiada.

Il passaggio dell’aria dall’esterno all’interno del camino è anch’esso fondamentale per agevolare la combustione e per consentire il migliore tiraggio della canna fumaria. Oltre all’avvertenza di dotare il camino di una bocca del focolare più larga che alta, deve esistere anche una presa d’aria dotata di una serranda regolabile che consenta di far entrare nel focolare ossigeno dall’esterno migliorando così la combustione. La presa d’aria esterna del camino è obbligatoria per legge.

Se nonostante queste avvertenze dovessero persistere problemi di tiraggio occorre controllare che il comignolo non sia un ostacolo all’uscita dei fumi perché mal progettato (cosa putroppo tutt’altro che improbabile), oppure è possibile che sia venuto il momento di pulire la canna fumaria dalla fuliggine e da quant’altro possa esservi entrato (la pulizia della canna fumaria è consigliata ogni due/tre anni, a seconda dell’attività del camino). Se il problema persiste si può tentare di migliorare il tiraggio applicando sulla parete di fondo del focolare una piastra in metallo, usando quattro piedini in modo che sia distante dalla parete circa 5 centimetri e chiudendo i due lati verticali. In questo modo si crea una intercapedine entro la quale passano i fumi, ma soprattutto la piastra di metallo riscaldandosi, riscalda a sua volta i fumi accelerandone la corsa verso l’alto.

Comunque sono molte le tecniche fantasiose che sono state tentate nella storia per risolvere questo grave problema del tiraggio, anche Leonardo da Vinci sviluppò degli studi al proposito. Le uniche certezze ci possono provenire da un professionista preparato e dai precisi programmi di calcolo che consentono di dimensionare correttamente il camino sulla base delle norme UNI EN 13384-1 e 2.

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