La ferramenta in italia

Nell’ambito del convegno tenutosi all’interno di 2WORK, Salone biennale della ferramenta, giardinaggio e bricolage, il 16 ottobre scorso con il titolo “Analisi del mercato italiano del bricolage“, un intervento in particolare ci è sembrato interessante. Si tratta della presentazione della ricerca sul canale ferramenta realizzata dalla società Marketing & Telematica. Ve ne presentiamo alcuni tratti.

La base statistica su cui è stata sviluppata la ricerca sulle ferramenta da Marketing & Telematica considera un universo anagrafico di poco superiore agli 11 mila punti di vendita. Di questi 9.230 sono stati certificati da un contatto telefonico diretto e oltre il 60% ha accettato di rispondere alle domande dell’intervista. Un campione quindi assolutamente ampio e rappresentativo dell’intero canale.

Veniamo ai dati. Le dimensioni delle ferramenta italiane sono tendenzialmente piuttosto piccole: solo una ferramenta su cinque dispone di spazi superiori ai 150 metri quadrati, più spesso nel Nord Est (22,9%). Il 60% dei negozi ha una superficie non superiore ai 100 metri quadrati (nel 18,9% dei casi addirittura inferiore a 50 mq) con gli spazi più piccoli concentrati nel Nord Ovest (22,4%) e al Sud (20,8%). Le superfici più ampie si trovano nel Nord Est, dove il 48,3% degli intervistati dichiara aree di vendita superiori ai 100 mq. Nel resto del territorio le dimensioni sono alquanto omogenee. Il 55% delle ferramenta italiane ha al massimo due vetrine e addirittura il 19% nemmeno una. Solo il restante 26% può contare su tre o più vetrine. I due terzi dei negozi non ha aree di vendita a libero servizio. Si conferma l’impostazione di azienda familiare con un’occupazione di addetti “non parenti” piuttosto bassa: il 58% delle ferramenta non ha più di due addetti, mentre solo il 25% può contare su 4 e più addetti.

Che cosa vendono le ferramente

Solo un quinto dei punti vendita ha una netta specializzazione commerciale (ovvero tratta solo una determinata tipologia di articoli), la maggioranza delle ferramenta italiane, oltre alle proprie merceologie tipiche tratta nel 94% dei casi l’utensileria, nel 68,5% dei casi colori e vernici, nel 54,6% prodotti per il bricolage, nel 54,2% prodotti per il giardino e nel 40,3% dei casi articoli casalinghi.

Tra gli articoli più venduti ci sono gli articoli tipici da ferramenta e in particolare la minuteria metallica (21,3%, molto più richiesta al Nord – 24% – rispetto al Sud – 18%), i colori e le vernici (19,5%, con maggior sell out al Sud – 28,8% – rispetto al Nord – 12%) e gli utensili manuali (14,4%, più venduti al Nord – 18% – e meno al Sud – 8,4%). Seguono, ma a distanza, la duplicazione delle chiavi e – in genere – tutto il reparto serrature e sicurezza (7,5% in media, Nord 10%, Sud 4%), gli elettroutensili (con in testa i trapani e gli avvitatori), gli articoli per la casa (in questo caso più venduti al Sud – 6,1% – rispetto alla media nazionale – 4,6%) e quelli per il giardinaggio (4,2%, di più nel Nord Est e al Centro – 5,5%).

Chi sono i clienti delle ferramente

Per quanto riguarda la clientela, la maggioranza delle ferramenta lavora con i privati. Il 57% degli intervistati dichiara che questo tipo di acquirente pesa, più del 60%, con elevate concentrazioni nelle fasce 80%100% (30,5% degli intervistati). Per quanto riguarda gli operatori professionali, il 50% dei dichiaranti ne ha in portafoglio una quota non superiore al 20%. Il 25% ne ha una quota compresa tra il 20 e il 40% (Sud – 27%) e solo per il 2,6% conta più dell’80% (di più al Nord). Il 48% delle ferramenta dichiara che le aziende e gli artigiani non rappresentano più del 20% del fatturato.

Chi sono i fornitori delle ferramente

Il 38% delle ferramenta si rifornisce dai grossisti quasi esclusivamente(con maggior frequenza al Centro Nord – 42% – rispetto al Sud – 33%) infatti dichiara che questo canale pesa dal 90 al 100%. In sostanza più del 60% degli intervistati ritiene di comprare all’ingrosso più del 50% della merce. L’approvvigionamento diretto è scelto come canale quasi esclusivo dal 22% dei negozi (23% al Sud e 21% al Nord) e, più in generale, il 34% degli intervistati si rivolge per oltre il 70% degli stock direttamente alle aziende produttrici o distributrici. Il 32% dei negozi (36% nel Nord Ovest) non compra nulla direttamente dai produttori.

Come vanno gli affari delle ferramente

Il momento è certamente poco felice. L’andamento del canale è – per il 53,6% dei dichiaranti – stabile, con frequenze maggiori nel Nord Ovest (58,5%) e minime al Sud (46%) dove, per contro, si registra la più alta concentrazione di andamento negativo, segnalato nel 45,9% dei casi rispetto a una media nazionale del 36,9%. È nel Nord Est che si riscontra più facilmente un andamento positivo del lavoro, dichiarato tale dal 12,4% dei punti vendita contro una media del 9,5%. Anche in quest’area, tuttavia, circa una ferramenta su tre registra un calo del lavoro. Nel Nord Ovest e al Centro i negozi che vanno bene sono solo il 9,1%, mentre al Sud e nelle Isole questa percentuale scende all’8%.

Come procede l’informatizzazione delle ferramente

Nel 70,2% delle ferramenta è presente un computer, con frequenze abbastanza omogenee lungo tutto il territorio nazionale (minore nel Nord-Ovest – 68%). Più della metà di chi dichiara un pc ha una casella di posta elettronica (62,8%, con massima frequenza nel Nord Est – 70,8% e minima al Centro – 58%) mentre poco più di un negozio su dieci dispone di un sito web (più frequenti al Nord Est (15%) e meno al Centro e Sud (12%). Il computer e il web sono cimunque al momento utilizzati sostanzialmente per scopi legati all’informazione e alla comunicazione: solo circa il 10% degli intervistati ha dichiarato di fare ordini senza mai ricorrere a un rappresentante del fornitore. Questo sottolinea l’importanza nel canale di un contatto qualificato per gli acquisti, che in molti casi si rivela anche un punto tecnico di riferimento. Il telefono o il fax rimangono la maniera più veloce per effettuare gli ordini (citati dal 52,2% degli intervistati, per il 7,6% unico sistema per ordinare, specie nel Nord Ovest) seguiti dall’e-mail e Internet (25%, ma solo nel 2,1% dei casi questo è l’unico sistema di acquisto, più usato al Nord).

Ottobre 2008

UNO SPASSOSO FILMATO SUL RAPPORTO FERRAMENTA-CONSUMATORE

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