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L’EDITORIA INTERNET

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L’EDITORIA INTERNET

Se sulfronte dei servizi molto è stato fatto e i trend di crescita lo dimostrano, non altrettanto si può dire per quanto riguarda l’informazione.
Eppure vi ho già riportato quanto l’informazione sia importante nella
consultazione di internet. Informazione relativamente alla cronaca,
alla politica, allo sport, ma anche informazione specializzata su
singoli prodotti, pratiche o territori.

Mi spiego meglio:
se intendo fare le vacanze in Salento vorrei entrare in internet e
trovare tutte le informazioni sulla storia, la cultura, i monumenti, la
cucina e gli itinerari turistici. Allo stesso modo se scopro dei tarli
nella vecchia e preziosa credenza della nonna, voglio sapere il perché
e il rimedio. Oppure ancora, se mi sto preparando ad un trasloco,
voglio avere consigli, suggerimenti e indicazioni su tutto quanto è
bene tenere in considerazione. Potrei andare avanti per pagine con
questo genere di esempi, ma è evidente che sto parlando di informazione specializzata e tematica.
Un tipo di informazione fondamentale, che ha trovato in internet la sua
consacrazione, ma che in Italia viene poco e male trattata e
considerata.

I siti e portali di informazione ad oggi, salvo alcune eccezioni, sono fondamentalmente un clone elettronico
delle edizioni cartacee (alludo ai quotidiani e ad alcune testate
settimanali e mensili di grande tiratura), che già è qualcosa, oppure
una semplice promozione/presentazione della rivista cartacea in rete
(alludo a tutta la stampa tecnica rivolta agli operatori). Due
espressioni assolutamente lecite e potenzialmente utili ma che non
posso considerare “editoria internet“.

In realtà i prodotti editoriali studiati e realizzati specificamente
per internet sono molto pochi e tendenzialmente non strutturati. Il contenuto è una risorsa fondamentale per
il successo di un sito o di un portale. Ma il contenuto deve essere
individuato e scritto da persone che hanno o che stanno studiando per
acquisire una professionalità nella comunicazione e nell’informazione.
Si chiamano giornalisti, ma
gli editori internet non ne vogliono sapere, sostengono che in internet
si fa comunicazione e non informazione, quindi non è necessario
registrare la testata in quanto testata giornalistica e soprattutto non
è necessario applicare regole e contratti che disciplinano il lavoro
giornalistico. Il risultato è che l’editoria internet non si avvale o
si avvale solo di nascosto delle professionalità idonee per sviluppare
quei contenuti di informazione che gli utenti ricercano. Per esempio,
risale solo all’agosto 2004
l’annuncio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e
dell’Associazione della Stampa Sarda riguardo all’accordo sottoscritto
con Tiscali che prevede l’impegno del grande portale di registrare la
testata, nominare un direttore responsabile ed applicare il contratto
nazionale di lavoro di categoria ai dieci giornalisti che lavorano alla
costruzione delle notizie che troviamo ogni giorno su Tiscali.

Proviamo a capire e prendiamola larga: entrambe i termini derivano dal latino: comunicare è un etimo composto da “munus” e da “cum“, cioè “compiere insieme un incarico”. Questo significa che il termine “comunicazione” comprende azioni e reazioni di più persone, infatti tutte le operazioni comunicazionali prevedono un ritorno
da parte dei destinatari della comunicazione stessa. Un ritorno
economico se si tratta di comunicazione pubblicitaria. Un ritorno in
prestigio e notorietà se si tratta di eventi o sponsorizzazioni di
relazioni pubbliche. Tutti interventi che tendono a creare coesione
intorno a un marchio, a un prodotto, a un concetto, a un’idea. Con la
dovuta riverenza e rispetto non si sbaglia se si pensa alla Chiesa come
massima e più alta espressione di comunicazione, un senso di
appartenenza ad una comunità che viene consacrato ogni domenica con la
“comunione”.

Tutto ciò distingue la comunicazione
dall’informazione, la quale è sostanzialmente un servizio che viene
venduto, nel caso della carta stampata, regalato, nel caso di internet
(tranne per pochi casi che vedremo). Informare, dal latino “in-formare“,
significa letteralmente “dare forma”. Il direttore di qualsiasi
giornale o il content manager di qualsiasi portale internet, sulla base
della sua esperienza, capacità, cultura, sensibilità decide quale
notizia pubblicare e decide a quale redattore affidare la notizia per
“darle forma”, per renderla fruibile al lettore trasformandola così in
“informazione”.

Ebbene, nel caso specifico di internet,
contrariamente a tutti gli altri media, le professionalità richieste
dalla comunicazione e dall’informazione devono trovare un punto di contatto,
in modo che la tecnica consolidata di individuazione e redazione della
notizia si integri con le potenzialità di internet che si esprimono
attraverso l’interattività e la possibilità di dare spazio ai lettori
in quanto fornitori essi stessi di notizie e approfondimenti. E’ un mestiere nuovo. Non è quello del giornalista. Non è nemmeno quello del copy writer. E’ il “giornalista interattivo“,
cioè quel professionista che, oltre a dare forma alla notizia, la rende
aperta ai commenti e agli approfondimenti dei lettori appartenenti alla
propria comunità (un concetto fondamentale per internet). Anche in
questo caso, in realtà, non si tratta di un’esperienza nuova ma già
percorsa dalle radio locali di informazione, prima tra tutte, quanto
meno in termini di quantità di ascolti, Radio Popolare di Milano,
che si distingue per un profondo rapporto con il suo pubblico che,
spesso, diventa un vero e proprio corrispondente sulle notizie. Questo
genere di professionalità in internet stenta a crescere perché gli
editori internet stentano a riconoscersi in quanto tali, con tutti gli
oneri e gli onori che il ruolo comporta. Si preferisce chiamare il
direttore editoriale, content manager, il caporedattore, publisher
senior e i redattori, publisher, in modo da creare nuovi ruoli che
esulino dal contratto nazionale dei giornalisti.

Il risultato è che internet è diventato il regno dei “copiatori“.
Non dando spazio a professionalità che sanno come catturare una notizia
e trasformarla in informazione oppure di redigere un’informazione
didattica (per esempio come combattere i tarli), il ruolo fondamentale
dei publisher in molti siti e
portali è quello di recuperare contenuti  dalla rete, ma anche dai
quotidiani e settimanali cartacei, per trasformarle in articoli da
inserire nel proprio sito o portale. Ad una navigazione attenta della
rete si scopre infatti, in maniera inequivocabile, che alcuni articoli
sono ripetuti da decine di
siti e portali a volte senza nemmeno la decenza di una riscrittura ma
semplicemente con un’operazione di taglia e incolla. Questa
evidentemente non può essere considerata informazione, ma nemmeno
comunicazione. Occorrerebbe una regolamentazione
delle professionalità necessarie per fare informazione e comunicazione
in internet, esattamente come esiste per tutti gli altri media.
Occorrerebbe affrontare seriamente il web rassegnandosi ad investire in
professionalità.

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