La durezza del legno

Sapere quanto un determinato tipo di legno sia più o meno duro è indispensabile sia per prepararsi alla sua lavorazione, sia per capire se stiamo scegliendo il legno adatto a ciò che vogliamo costruire. La durezza del legno viene stabilita determinando le dimensioni dell’impronta che lascia sulla superficie del legno un corpo, normalmente una sfera d’acciaio, su cui si esercita una pressione calcolata in chili per centimetro quadrato.

Sulla base della durezza i legni si dividono in tenerissimi, che marcano una pressione inferiore ai 350 chili per centimetro quadrato; teneri, da 351 a 650 chili; mediocremente duri, da 651 a 1.000 chili; molto duri o durissimi; da 1.001 a 1.500 chili e ossei, oltre i 1.500 chili.

Sono legni tenerissimi: il pioppo, il salice, il tiglio, l’abete, l’ippocastano, il sambuco e alcune specie di pini.

Sono legni teneri: il larice, l’ontano, la betulla, il teak, l’abete Douglas d’Europa, il ciliegio, il cipresso.

Sono legni mediocremente duri: il noce d’America, la quercia, il sorbo, il castagno, il platano, l’abete Douglas d’America, l’olmo, il cipresso, il gelso.

Sono legni duri: l’acero, la farmia, il carpino, il ciliegio selvatico, il frassino, l’acacia, l’olmo, il rovere, l’albicocco, il pero, il pitch-pine, il noce d’America, l’agrifolglio.

Sono legni durissimi: il corniolo, il susino, l’olivo, il limone, il leccio, il pesco, il bosso, alcune specie di pruni, la sughera, l’erica.Sono legni ossei: il guaiaco, l’ebano.

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