Come piallare a mano

La piallatura eseguita a mano è senza dubbio la lavorazione che ci mette più intimamente a contatto con il legno. Occorrono sensibilità, pazienza e attenzione ma alla fine il risultato, così ottenuto, è di grandissima soddisfazione. Iniziamo con qualche considerazione di carattere generale: di pialle ne esistono con forme e dimensioni diverse, ognuna adatta ad uno specifico impiego; alcune sono di legno altre di metallo. Seconda considerazione: tutti i pezzi di legno che ci capitano tra le mani sono diversi tra loro. Ciò significa che la venatura non è mai uniforma e ciò rappresenta un problema perché quando usiamo una qualsiasi pialla è necessario conoscere la direzione della vena. Non sempre è facile individuarla: qualche volta è continua da un lato all’altro della tavola, altre volte cambia senso a metà strada, costringendoci a piallare dalle due estremità verso il centro. Altre volte ancora siamo costretti a fare l’opposto, cioè partire dal centro e piallare verso le estremità.

Prima di iniziare il lavoro controlliamo bene che la lama della pialla sia esattamente al centro della bocca e che sporga appena dalla bocca stessa. Per creare trucioli sempre più fini bisogna tenere il controferro via via più vicino alla parte tagliente della lama. Questa deve essere ben affilata e avere gli angoli laterali smussati per non creare solchi nella tavola durante la piallatura. Il pezzo da piallare va serrato nella morsa da falegname, così da poter iniziare e finire le passate senza incontrare ostacoli.Quando si usa la pialla è bene tenere le gambe ben allargate, per poter dare la giusta forza mantenendo il migliore equilibrio. Le piallate devono essere le più lunghe possibile: all’inizio della piallata si preme sulla parte anteriore della pialla e, man mano che si avanza, su quella posteriore.

Vediamo ora nel dettaglio come fare per spianare perfettamente una tavola. Il lavoro si divide in 4 fasi. Vediamole insieme.

Prima fase: controlliamo la tavola con un lungo righello, o meglio con una livella a bolla, per sapere se è concava, convessa o distorta, sia in lunghezza che in larghezza.

Seconda fase: iniziamo con una pialla di legno passata a 90° e poi a 45° rispetto alla venatura, per rimuovere le parti più alte della tavola. Intervalliamo le passate con controlli a vista per vedere dove insistere maggiormente. Quando tutta la superficie è relativamente piana si passa al piallone.

Terza fase: con il piallone eseguiamo passate, prima a 45° e poi lungo la venatura fino a rendere piana la tavola. Ci vogliono molti passaggi, sempre intervallati dal controllo al suolo del piallone stesso. Ora è necessario allentare i morsetti che tengono la tavola durante la piallatura, per liberare le tensioni che si sono create nel legno. Infine, quando la tavola sembra piana, appoggiamoci sopra due righelli per esserne certi.

Quarta fase: appoggiamo adesso la pialla di finitura sulla tavola e giriamo la vite di regolazione posta sul retro della lama, finché questa non fa presa sul legno. Poi eseguiamo passate lungo la venatura sino a creare trucioli uniformi in larghezza e lunghi quanto la tavola. Una volta che avremo tolto tutti i segni lasciati dal piallone, la tavola sarà pronta.

Nella foto: la storica pialla Stanley.

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