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La pulizia di auto, moto, bici, barca

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Se volete dare una bella pulita alla vostra automobile il modo migliore è fare da sé. Come sempre le alternative sono due: o ci si orienta verso spugna, pelle di daino e canna dell’acqua, oppure ci si convince a comprare una bella idropulitrice. Ormai sapete che noi di bricoliamo.com sosteniamo che per rendere gradevole e addirittura divertente qualsiasi intervento di bricolage occorre dotarsi degli attrezzi giusti e che siano di qualità: si evita un sacco di fatica e si ottengono risultati e soddisfazioni migliori. E’ inevitabile quindi che anche nel caso del lavaggio della macchina il nostro consiglio sia quello di utilizzare un’idropulitrice.

Per convincervi guardate questo video:

Una premessa: se la macchina è particolarmente incrostata e sporca, soprattutto sotto le minigonne e nei sottoruota, occorre il getto dell’idropulitrice, quindi, se non la possedete, andate in un autolavaggio a self service e date almeno una prima sgrossata rimuovendo fango e incrostazioni. Fatto questo si può procedere con una buona spruzzata di acqua su tutta la carrozzeria per rimuovere la polvere e le incrostazioni meno resistenti. Dopodiché si passa all’insaponatura. Usate sempre prodotti specifici per auto, studiati dalle aziende produttrici per non danneggiare la vernice. E’ bene che la spugna sia molto morbida e liscia: anche in questo caso esistono spugne specifiche per auto. Sciacquate poi abbondantemente e, se il risultato non vi soddisfa, tornate ad insaponare e a risciacquare. Un’avvertenza: se la fase dell’insaponatura la fate in un lavaggio self service portatevi comunque una spugna morbida, perché spesso gli spazzoloni in dotazione sono logori e con setole dure, quindi rischiano di graffiare, pur se superficialmente, la carrozzeria. Se, nonostante questi accorgimenti, doveste incappare in questo errore, il rimedio è polish e olio di gomito.

Veniamo ora ai vetri. In questo caso ognuno ha la sua tecnica: andiamo dai fogli di giornale, alla pelle di daino, allo scottex e approdiamo all’alcool, al vecchio Vetril, o simili, a detersivi di varia natura. Una sola cosa è certa: è bene sconsigliare l’uso di stracci in tessuto perché lasciano inevitabilmente gli odiosi pelucchi. Per quanto ci riguarda consigliamo ancora una volta prodotti specifici per auto. Probabilmente risulteranno un po’ più costosi ma il risultato e la poca fatica per raggiungerlo vi ripagheranno.

Tutto ciò viene reso assai più semplice e meno faticoso da un’idropulitrice. Tenete conto che con un’idropulitrice, oltre ad un risparmio di fatica e di tempo, si consuma il 70% di acqua in meno rispetto all’uso del normale tubo di gomma. Di questi tempi e soprattutto in talune zone d’Italia quest’ultimo è un dettaglio tutt’altro che trascurabile.

LAVARE LA MOTO

Anche nel caso della moto, anzi in particolare per la moto, il suggerimento è quello di usare un’idropulitrice che consentirà, con poca fatica e migliori risultati, di pulire anche le parti difficilmente raggiungibili con una semplice spugna. La procedura è molto semplice e se la vostra idropulitrice è dotata degli accessori adatti è anche molto veloce. Prima di iniziare il lavaggio vi consigliamo di tappare lo scarico della moto con un tappo di sughero o con qualsiasi altro mezzo, per evitare che troppa acqua entri nel silenziatore.

A questo punto si può iniziare spruzzando un prodotto sgrassante su tutte le parti della moto: motore (soprattutto nella parte inferiore), cerchioni e dischi, e infine targa e sottocodone. Per quanto riguarda la catena vi suggeriamo un’attenzione particolare: i risultati migliori si ottengono usando il petrolio bianco (non usate mai benzina o gasolio perché intaccano gli o-ring), che deve essere versato in una bacinella e steso sulla catena con un pennellino facendo girare la ruota. Lo stesso trattamento è bene riservarlo anche a corona e pignone.

La moto va bagnata e sciacquata usando sempre un getto d’acqua leggero. Spugnate, spazzolate e sciacquate fino ad aver raggiunto il risultato desiderato. Per maggiore chiarezza e sintesi ecco un filmato che ben illustra le fasi di lavaggio di una moto.

Una volta terminato il lavaggio e l’asciugatura, per la quale vi consigliamo un panno specifico per carrozzeria o meglio ancora il getto d’aria di un compressore, è importante procedere alla lubrificazione della catena, operazione che dovrebbe essere fatta ogni 300 km e comunque dopo ogni lavaggio, ma anche dopo una grande pioggia. Per lubrificare la catena esistono due scuole di pensiero: olio o grasso. Vanno bene entrambe: l’olio penetra meglio ma dura meno, il grasso è più laborioso da stendere ma dura di più; meno difficile da stendere è il grasso spray.

Il lubrificante comunque va messo nella parte interna della catena in tutta la sua lunghezza. Fate attenzione a non esagerare con la quantità di lubrificante, pena una catena che sporca la moto e che raccoglie più polvere. Finalmente siamo pronti per riaccendere la moto e andare a fare un giro avendo l’accortezza di andare ad una velocità molto ridotta per i primi 200 metri, in modo da consentire al lubrificante di spargersi bene sulla catena. Se partite di gran carriera il lubrificante verrà schizzato sui cerchi. Nel caso fosse stato usato il grasso spray sarebbe bene lasciare la moto ferma per un paio d’ore in modo che il grasso in eccesso si depositi, per poi rimuoverlo con uno straccio.

LAVARE LA BICICLETTA

Lavare la bici non ha solo una valenza estetica, ma anche funzionale: una bici tenuta costantemente pulita è più docile da guidare e dura più a lungo. I tempi che intercorrono tra un lavaggio e l’altro dipendono ovviamente dall’uso che si fa della bici (dopo aver fatto del fuori strada andrebbe lavata sempre); in generale possiamo dire che se la usate tutti i giorni è consigliabile un buon lavaggio ogni due settimane; se invece pedalate solo nei fine settimana, una volta al mese sarà più che sufficiente.

Per un lavaggio veloce della bici, la massima comodità ed efficienza la offre un’idropulitrice da usare con il getto d’acqua al minimo, a bassa pressione. Naturalmente l’alternativa è la vecchia canna dell’acqua che però, oltre a essere poco funzionale, consuma il 70% di acqua in più rispetto a un’idropulitrice e sappiamo quanto sia importante di questi tempi risparmiare un bene così prezioso. Spruzzate su tutta la bici un detergente specifico, lasciatelo agire per qualche minuto e infine sciacquate il tutto con un getto “gentile” di acqua. Asciugate con cura ogni parte della bici e concludete lubrificando catena e ingranaggi del cambio.

LAVARE LA BARCA

La barca necessita di una manutenzione particolare e costante, che può variare nelle modalità e nei prodotti da usare a seconda del materiale con cui la barca è costruita (legno, resina, o altro). La costante per tutte le barche, in qualsiasi materiale esse siano, è una buona pulitura quando, dopo una giornata in mare, ritornano nel porto per il meritato riposo. In questo caso l’idropulitrice è lo strumento più comodo e veloce, oltre che indicato, per raggiungere il risultato migliore. Dalla chiglia della barca, con uno spruzzo ad alta pressione, si rimuovono incrostazioni e si elimina la salsedine depositata. Per quanto riguarda il ponte invece, soprattutto se si tratta di una barca in legno, è bene provare in un angolo nascosto la reazione della superficie al getto dell’idropulitrice, provando prima con un getto leggero a bassa pressione. Stabilita la pressione necessaria per ottenere il migliore risultato senza rischiare di danneggiare il legno, si può procedere con una veloce spruzzata che sarà sufficiente per pulire il ponte eliminando i residui di salsedine.

Per una pulizia più accurata e senza rischi relativamente alla potenza del getto d’acqua vi segnaliamo un accessorio molto utile proposto da Lavor. Si tratta del Patio Cleaner, un accessorio lavapavimenti che si applica alla lancia dell’idropulitrice e consente di contenere lo spruzzo all’interno della propria struttura. Inoltre una ventola rotante spezza i getti d’acqua provenienti dai due ugelli, permettendo così una pulizia uniforme e su porzioni di superficie più ampie.

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