Come affrontare il morso di una vipera

Come abbiamo già sottolineato in un altro articolo (vedi nella Rotta di Navigazione) il morso delle quattro specie di vipere presenti in Italia rarissimamente mette in pericolo di vita la persona malcapitata, soprattutto se è un adulto o un bambino con età superiore ai 6-8 anni. La gravità degli effetti del morso dipende dalla quantità di veleno iniettato, quindi se la vipera è di piccole dimensioni oppure ha appena morso un altro animale la quantità di veleno può essere minima, e dal punto del corpo in cui si viene morsi, ovviamente si ha il massimo pericolo nei casi di morso al collo o alla testa, peraltro altamente improbabili, minimo invece se si tratta degli arti inferiori o superiori.

Nel malaugurato caso di un morso la prima cosa da fare è verificare se effettivamente si è trattato di una vipera: questa verifica è particolarmente importante se si tratta di bambini che, spaventati, non hanno la possibilità di descrivere l’animale. Il morso della vipera è unico perché risultano sempre evidenti, al vertice dei segni dell’arcata dentale i due buchi provocati dai canini. Se notiamo solo l’arcata dentale, senza gli evidenti buchi provocati dai canini siamo in presenza del morso di un serpente non velenoso.

Intorno ai due forellini dei canini si presenterà da subito un diffuso rossore con fuoriuscita di sangue misto a siero, ma ben presto, circa 10 minuti, l’intera zona colpita diventerà bluastra, gonfia e dolente. Il morso di vipera è decisamente doloroso. Se la quantità di veleno iniettata è particolarmente elevata, dopo circa 30 minuti possono iniziare a manifestarsi uno stato di pallore accentuato, di insolita sudorazione accompagnata da brividi, senso di vertigine e tachicardia. Nei casi più gravi può insorgere vomito, diarrea, mal di pancia fino ad una preoccupante difficoltà respiratoria.

Quello che si deve fare in primo luogo è mantenere la calma, soprattutto se il soggetto morso è un bambino. Non rimproveratelo, non alzate la voce e cercate di non far trasparire segni di preoccupazione. Fate un bel respiro e agite velocemente ma con la massima calma. L’unica cosa sensata da fare è raggiungere il prima possibile un pronto soccorso ospedaliero, nel frattempo bisogna cercare di far muovere il malcapitato il meno possibile che ovviamente non dovrà camminare ne agitarsi in nessun modo e pulire la ferita con acqua e sapone aiutandosi con una garza o un fazzoletto pulito, senza sfregare troppo. Se il morso è a un arto applicate il più velocemente possibile una benda elastica (o qualsiasi altra fascia abbiate modo di recuperare subito) alta una decina di centimetri alla radice dell’arto colpito, stringendola quanto basta per bloccare la circolazione linfatica (cioè la via attraverso cui il veleno entra in circolo) ma non quella sanguigna; verificate quindi che a valle della benda si avverta il battito cardiaco. Immobilizzate l’arto con una stecca e evitate ogni movimento finché non si arriva al pronto soccorso. Se la ferita fosse al collo, alla testa o al tronco applicate un cerotto adesivo ed elastico che comprima il più possibile la parte intorno al morso, sempre per evitare l’entrata in circolo del veleno.

Non date mai da bere alcool e non usate mai alcool o disinfettanti sulla ferita, sempre e solo acqua (il veleno della vipera è idrosolubile, mentre a contatto con l’alcool reagisce chimicamente diventando ancora più tossico). Non fate l’enorme stupidaggine di incidere la ferita per succhiare il veleno, si tratta di una leggenda da film di cow boy: il veleno circola attraverso il sistema linfatico e solo in minima parte attraverso quello sanguigno. Tale operazione quindi non serve a nulla se non a mettere in pericolo l’aspirante “eroe” che potrebbe assorbire esso stesso il veleno attraverso lesioni anche piccole delle mucose della bocca.

Non somministrate il siero antivipera. In Europa viene stimata una mortalità maggiore causata da una non corretta somministrazione del siero che non per il veleno iniettato dalla vipera. Il siero antivipera deve essere conservato in frigorifero ad una temperatura compresa tra +2 e +6 gradi e può essere asportato e trasportato solo per poche ore, poi si deteriora rischiando di creare gravissimi disturbi se iniettato. In generale questo antidoto può provocare manifestazioni allergiche che possono portare ad uno shock anafilattico e anche alla morte del paziente, inoltre se iniettato in troppo velocemente o per via endovena anziché intramuscolare o sottocutanea può provocare un collasso. Esiste solo un caso in cui correre questi rischi, cioè quando i sintomi dell’avvelenamento sono tutti evidenti e la possibilità di raggiungere un ospedale necessità di un tempo superiore alle 2-3 ore dal morso.

Rotta di navigazione

2 commenti:

  1. G.Massimo Crivellari ha detto:

    molto interessante ed espresso in modo semplice, comprensibile ed efficace

    1. bricoliamo.com ha detto:

      Grazie … speriamo di non averne mai bisogno :)

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