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Come pulire l’argento e l’argenteria di casa

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L’argento è un metallo prezioso, lucente, molto duttile e poco ossidabile. E’ uno dei cosiddetti metalli nobili, insieme all’oro e al platino, e viene generalmente impiegato in lega con il rame e con l’oro. Il titolo (800 ‰, 925 ‰, ecc.) esprime quante sono, ogni mille, le parti d’argento.

Vassoi, posate, piatti di portata, anfore, vasi per fiori, posacenere, portadolci e soprammobili abbelliscono la mensa e danno tono anche alla casa più semplice. Inoltre, più si usano e più diventano belli, assumendo quella sorta di patina che li impreziosisce e che, in realtà, non è altro che un fitto reticolo di sottili graffiature dovute all’uso e alla pulizia.

La caratteristica fondamentale dei metalli nobili, e l’argento è certamente tra essi, è quella di non ossidarsi facilmente, questo però non vuol dire che sia inossidabile e noi lo sappiamo molto bene soprattutto quando dobbiamo lucidarlo. Tenete conto che per conservare al meglio e rendere sempre più bella la vostra argenteria non c’è metodo migliore di usarla abitualmente.

PULITURA. Lavate l’argenteria subito dopo l’uso in acqua calda e sapone o detersivo, sciacquatela, sempre in acqua calda, e asciugatela subito. Solo in questo modo si potranno risparmiare lucidature troppo frequenti. Dopo la pulitura è bene conservare l’argenteria in uno spazio ad essa riservato, possibilmente chiusa in una rastrelliera foderata. Vasi, soprammobili e oggetti ornamentali andrebbero spolverati tutti i giorni e lavati una volta alla settimana.

LUCIDATURA. Se l’argento è ossidato il metodo migliore per lucidarlo è quello di usare gli appositi preparati liquidi, in pasta, in polvere o in feltri speciali imbevuti di sostanze detergenti, che si trovano in commercio. Questi preparati sono, oltre che più comodi da usare, anche molto più efficaci del “metodo della nonna” o per meglio dire “metodo elettrolitico”, che consiste nel far bollire l’argento in un recipiente di terracotta contenente una soluzione di sale da cucina e bicarbonato di sodio (un cucchiaino dell’uno e dell’altro ogni litro d’acqua).

Per ottenere la migliore lucidatura occorre in primo luogo lavare l’argento in saponata calda, quindi, dopo averlo lasciato scolare e asciugato per bene, potrete passare il prodotto che avete scelto usando un panno morbido (meglio una spugna o una pelle scamosciata) e strofinando non troppo energicamente e mai di traverso o in senso rotatorio. A questo punto lavatelo una seconda volta in saponata calda, sciacquatelo e infine asciugatelo per bene. Per lucidarlo è ottimo anche il bicarbonato di sodio o il bianco di Spagna addizionato con poche gocce di ammoniaca o di alcol, da stendere con un panno umido.

Per pulire l’argento cesellato o lavorato a sbalzo esistono speciali e particolari spazzole. L’argento satinato si conserva così solo temporaneamente perchè lucidatura dopo lucidatura perde inevitabilmente la finitura opacizzante e per ripristinarla non c’è altra soluzione che affidarsi ad un argentiere.

CONSERVAZIONE. L’argento deve essere protetto dall’aria avvolgendo ogni pezzo in un panno morbido (le custodie per le posate si acquistano belle e pronte) o in fogli di carta velina nera, se possibile trattati al nitrato d’argento (li troverete dagli argentieri e dagli orefici). Non chiudete mai le custodie con un elastico, la gomma corroderebbe l’argento nonostante il fodero protettivo e i segni non scomparirebbero più.

Altri elementi dai quali dovete difendere la vostra argenteria, evitando di lasciarvela a contatto più dello stretto necessario sono: il sale da cucina, le uova, le olive, l’aceto, i succhi di frutta, i profumi e l’acqua di Colonia. Lo sono anche l’aria salmastra delle località marine, il gas, lo zolfo, le sostanze che si sviluppano dai gambi dei fiori quando cominciano a passire e dalla frutta guasta. Questo significa che se riponete i fiori in un vaso d’argento è buona regola cambiare di sovente l’acqua. Allo stesso modo, se la vostra fruttiera è d’argento, l’ideale sarebbe mettere sul fondo un piatto di porcellana o di vetro, se non fosse possibile sarà opportuno procedere a costanti e frequenti controlli.

Nella foto: uno dei preziosi oggetti dell’argenteria posseduta dall’Imperatore Francesco Giuseppe e dalla moglie Elisabetta, meglio conosciuta come Sisi, e ora esposti nel Museo dell’Argenteria all’interno della residenza viennese dell’Imperatore.

 

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