Proviamo, allora, a fare, per approfondire ulteriormente il lavoro di Mauro, una previsione sul futuro del bricolage, dei negozi e dei prodotti di bricolage, partendo da un'occasione mancata, quella di creare fedeltà vera nei diversi target di clientela coinvolti.
Su
che cosa può essere considerato bricolage e su
chi è il bricoleur sono stati spesi fiumi d'inchiostro e una quantità indefinibile di neuroni. La risposta è ancora oggi piuttosto
complessa e certamente articolata.
Le aziende produttrici e la distribuzione
tradizionale in quegli anni proprio non ne volevano sapere, salvo le dovute eccezioni che confermano pur sempre la regola. Significativo in questo senso fu un intervento che
Amedeo Vinciguerra, uno dei padri di
BricoCenter e quindi del bricolage italiano,
La penna e l'intelligenza è quella di
Luca Goldoni e l'anno è il
1974. "...
siamo gente disincantata, i problemi esistenziali ce li risolviamo (o non ce li risolviamo) da soli e ci accontentiamo di farci spiegare come sopravvivere in un mondo senza idraulici, senza elettricisti ..."
Gli italiani sono pronti a gridare allo
scandalo su un congiuntivo sbagliato o peggio ancora sull'ignoranza dei capisaldi della cultura umanistica nazionale. Risolvono invece con un
comprensivo sorriso qualsiasi strafalcione sulle ignoranze più banali legate alla scienza e alla tecnica.
Bisogna tenere in debito conto che nella prima metà degli anni
'70 quello del fai da te era un mercato che partiva da zero ma su un
tessuto già presente e radicato. Persone che per
hobby lavoravano il legno o si
impegnavano in lavoretti più o meno complessi esistevano naturalmente.
Con la crescita di attenzione verso il neonato
fai da te anche i grandi
mass media (
radio, televisione, quotidiani e settimanali d'opinione e di grande tiratura) sfornarono una serie di interventi in linea con una
filosofia di approccio al fai da te estremamente tecnica e impegnativa.
Sono le
donne, con la loro frequentazione dei centri fai da te delle catene di grande distribuzione e con un
rinnovato impegno verso una
manualità orientata verso la decorazione, che indicano una strada nuova nell'
interpretazione del bricolage. Quello che oggi viene da tanti definito come il "
bricolage creativo".
La
famiglia italiana in questi ultimi dieci anni si è
trasformata. I dati
Istat ci indicano che a fronte della crescita
zero della popolazione, si registra un significativo
incremento del numero di nuclei familiari (oltre
22 milioni nel 2003, contro i circa
19 milioni del 1991), causato da una
contrazione della loro dimensione.
Sono due le
categorie che dimostrano
disponibilità di spesa per la casa: le coppie senza figli e con il capofamiglia di età compresa tra i 35 e i 64 anni e le coppie con un figlio. Cioè, oltre il
70% dei nuclei familiari italiani: oltre
15 milioni di famiglie, per più di
35 milioni di individui.
La
distribuzione italiana ha sempre espresso la radicata tendenza, tutta italiana, verso la
piccola dimensione. E' noto che l'Italia sia il Paese dell'
impresa familiare e dei piccoli Comuni (il
72% degli
8.100 Comuni italiani conta meno di
5.000 abitanti).
Per la famiglia
Morassutti bisogna parlare davvero di un caso
imprenditoriale unico nello scenario dello
sviluppo del mercato della ferramenta e dell'utensileria in Italia.
Morassutti infatti precedette di vent'anni tutte le
tendenze che ritroveremo nei centri di grande
distribuzione specializzata degli anni
'90.
La grande distribuzione
organizzata e
specializzata nell'offerta di prodotti per il bricolage, negli ultimi vent'anni, cioè dalla sua nascita fino ai giorni nostri, si è
sviluppata con ottimi trend, tanto che oggi sfiora i
500 punti di vendita sul territorio nazionale